mercoledì, gennaio 25, 2006

19: un attacco ingiustificato


I robot dell'Armata Mazinger, completamente sventrati dalle loro corazze, vengono sottoposti alle riparazioni e agli upgrade in previsione dell'imminente conflitto contro le armate di Yuri Caesar.


Sanshiro continua le sue incessanti sedute di meditazione all'interno del Gaiking, mentre Koji sovrintende ai lavori sullo Zeta e su alcuni degli altri robot. Il pilota di Mazinger non ha ancora messo da parte la sua rabbia per la situazione in cui tutta la Fortezza delle Scienze si è venuta a trovare. Il possibile accenno di una pacificazione con suo padre non sembra essere più pensabile: l'impenetrabile scienziato è solamente il Direttore della Fortezza, non la persona di cui ha pianto la morte e che avrebbe voluto al suo fianco in molti momenti difficili.

E' proprio il Direttore, quello che chiama i principali piloti dell'Armata nella Torre di Controllo. Yumi e Umon sono con lui, entrambi con l'aria di aver discusso a lungo di qualcosa su cui non si sono trovati affatto d'accordo.

Nello schermo centrale, la piazza di Berlino, dove Blocken ha radunato tutte le sue Gamia. La scena ha le stesse, cupissime, caratteristiche di un'esecuzione sommaria. Vicino a lui, un Heinrich, col volto perennemente scuro, assiste senza dire una parola. A Blocken basta tirare fuori un comune telecomando e spingere un bottone, perchè tutte le Gamia si accascino a terra. Ci vuole tempo perchè si spengano. Tempo in cui restano a contorcersi in preda a quelli che sembrano né più né meno che degli spasmi violenti.
Per lunghi momenti, prima che si spengano del tutto, le Gamia sembrano terribilmente vere. Poi il Conte si volge verso lo schermo.

Rain X1 si sta occupando di trasportare i civili all'interno delle corazzate. Questo per dirvi che accettiamo le vostre condizioni. Speriamo che... come si dice... la nostra sia una collaborazione proficua.

Il monitor si spegne con l'odioso sorriso del gerarca.

Senza concedersi troppo ai preamboli, il dottor Kabuto espone quello che ha in mente.



Non possiamo permettere che Blocken disponga di una mostruosità come Demonica. Se portasse a compimento il suo progetto, diventerebbe molto presto il nostro prossimo avversario.

Prima che gli altri piloti siano in grado di replicare, ribadisce la necessità di far sì che Berlino venga comunque protetta. Mettere mano al sistema satellitare di spionaggio di Blocken è essenziale per la buona riuscita della guerra.

Tuttavia, non appena la guerra con Yuri Caesar sarà finita e avremo la certezza che buona parte della popolazione berlinese sia al sicuro, entreremo immediatamente in conflitto con l'esercito del Conte.

A un Daisuke incredulo, che chiede se quello che si sta preparando non sia un voltafaccia nei confronti di Blocken, Kabuto si limita ad annuire. Koji rimane imperscrutabile, a sentire le parole di suo padre.

Abbiamo visto come la fonte energetica che alimenterà Demonica sia quel mostro di Mikeros che tengono prigioniero negli hangar. Dobbiamo cercare di danneggiarlo, prima che la costruzione della corazzata sia troppo avanzata.

Tutti quanti si voltano verso quello che dei piloti è maggiormente impiegabile come risorsa per azioni simili, benchè il più riconoscibile di tutti.
Hiroshi non sembra molta importanza alla cosa. Il suo atteggiamento, nelle ultime ore, sembra essersi fatto più cupo e crudo che mai, quasi come quando fu arruolato all'interno dell'Armata. Nessuno sa cosa sia successo durante il suo giro dentro Berlino. Da quando è tornato, però, ha iniziato a picchiare con tutte le sue forze un'enorme lastra d'acciaio, fino ad accartocciarla sotto i suoi pugni.
Adesso si limita a dare il suo assenso come se si trattasse di qualcosa senza la minima importanza.
Gli ultimi ordini che il dottor Kabuto da, sono nell'esplorare per bene la Berlino di Blocken, rendersi conto di come funziona, da che parte sta la gente... nel vedere insomma com'è davvero la città, olre i proclami propagandistici del Conte.

Koji raduna Daisuke e Sanshiro. Hiroshi, infatti, è rimasto nella palestra a sfogarsi, mentre l'acredine e la diffidenza verso Maria sono cresciute a un punto tale da impedire ogni tipo di contatto. Ad accompagnarli, al posto di Maria, viene Sayaka, subito indispettita dalle allusioni che Daisuke si lascia sfuggire su Koji e Grace.
La Berlino di Blocken è agghiacciante: i cittadini versano in un'assoluta povertà che contrasta in maniera stridente con il lusso di cui si circonda il loro dittatore. Lo stato di terrore in cui versano si riflette anche sui piloti che percepiscono come ospiti, e quindi legati, al Conte Blocken. I quattro piloti vedono la gente portar loro i saluti con la stessa paura (che nasconde un odio malcelato) che rivolgerebbero alle Croci di Ferro. La milizia del Conte, intanto perlustra regolarmente ogni angolo della città, muovendosi in piccole squadriglie.
L'indigenza e l'infelicità in cui versa Berlino sembra assoluta.



Daisuke propone di perlustrare anche la zona vicino all'hangar di Demonica. Koji ribatte dicendo che, a suo parere, è troppo sorvegliato.
Il pilota di Grendizer, allora, si fa scappare che tanto prima o poi anche Hiroshi dovrà andarci.
Il quartetto si blocca, conscio che Daisuke si è fatto sfuggire la frase a voce decisamente troppo alta. Le Croci di Ferro in perlustrazione non sembrano aver captato la frase. I loro volti, però, impenetrabili di natura, non sono il miglior strumento di valutazione.
I quattro decidono di tornare alla base, e anche piuttosto precipitosamente. Nella strada del ritorno, vedono l'unica creatura alla quale i berlinesi sembrano tributare un palese affetto: Rain X1. Koji, un po' perché gli viene naturale e un po' per sdrammatizzare la tensione che si è venuta a creare, alza una mano salutandola.
Con grande stupore, la Machinebeast solleva a sua volta una mano, ricambiando, mentre il viso della bambina si illumina di un sorriso che le hanno visto addosso raramente.



Hiroshi viene contattato, nella palestra, da un vecchio scienziato dello staff della Fortezza, un certo Professor Dairi. Dairi è uno degli scienziati che si sono occupati di trascrivere i dati del computer del dottor Shiba e di capire il funzionamento delle nanomacchine dentro il corpo di Hiroshi. Dairi dice che sarà lui a occuparsi degli upgrade a Jeeg e chiede al ragazzo se può aiutarlo a comprendere meglio alcune cose del Dotaku Project, in modo da capire come agire in maniera efficiente. Il cyborg ribatte aspramente che se non hanno ancora capito nulla gli scienziati, sicuramente lui non potrà fare di meglio.


Maria va a sedersi alla mensa della Fortezza poco prima del loro ritorno, insieme a Ryu Takuma e ai suoi Bambini Randagi. Ultimamente, si sente sempre più messa da parte, come se la garanzia di subire la mutazione Vegan tra più di dieci anni fosse un ulteriore motivo di paura che qualcosa di - seppur dolorosamente - rassicurante. Tuttavia, la presenza dei bambini e di Hikaru che si siede vicino a lei, sembra per un momento allontanare le nuvole scure all'orizzonte. Come se non bastasse, Sanshiro entra accompagnato - sottobraccio - da Sayaka!
La ragazza sta infatti tartassando il povero pilota del Gaiking sulla presunta relazione tra Koji e Grace, non lesinando insulti e considerazioni acide per quest'ultima e non facendo troppo caso ai sentimenti che il giovane Tsuwabuki prova per lei. Sanshiro, da parte sua, per un momento è quasi tentato di restituire il favore che Koji gli sta facendo, entrando sempre più in intimità con il pilota di Dianan A. Sayaka, però, sembra molto più preoccupata di quello che sta combinando Koji che a badare al resto, sebbene anche lei provi il desiderio di farlo ingelosire.
La situazione precipita proprio quando Daisuke e Koji entrano a loro volta in sala mensa (dopo un rapporto al Direttore, in un clima assolutamente glaciale). Sayaka, platealmente, accusa Koji di starla tradendo con Grace.
La sala intera si zittisce un istante. Poi la risata di Maria e dei Bambini Randagi si sente fortissima e fa eco alla povera Hikaru che si limita a scuotere la testa commentando semplicemente "Uomini..."

Quando Koji le chiede dove abbia sentito una sciocchezza simile, Sayaka mente spudoratamente, indicando un attonito Sanshiro e dicendo che è lui ad averle dato la notizia.
Il pilota di Mazinger Zeta ribatte allora accusandolo di aver provato a sedurre Hikaru, in modo da suscitare una qualche violenta reazione dall'ancor più attonito Daisuke. Per quanto la ragazza provi a dire che non è assolutamente vero, Koji la liquida dicendole di non negare la verità.



Tutta la tragicomica scena viene improvvisamente interrotta dall'entrare in sala di un altro personaggio, che atira immediatamente la completa attenzione di quasi tutte le donne presenti in sala.
Ryo Asuka va a sedersi proprio davanti a Maria, l'unica che non sembra affatto contenta di averlo vicino. Koji e Daisuke, gli unici presenti che lo hanno visto solo quando era ancora un prigioniero di Slum King, non possono fare a meno di meravigliarsi nel notare quanto bene abbia ripreso la mobilità di braccia e gambe. Asuka sembra assolutamente imperturbabile e si presenta come un grande amico di Maria, per quanto il pilota di Minerva, con un sorriso visibilmente forzato, mostri di non essere d'accordo. Hikaru sembra invece sciogliersi solo a guardarlo e il ragazzo sembra dimostrare una grande gentilezza, perfino a qualche battuta poco felice di Sanshiro sui suoi arti meccanici.
Sono i Bambini Randagi gli unici a non gradire visibilmente la sua presenza. Quando Maria ne chiede telepaticamente a Ryu la ragione, il giovane capo non riesce a trovarne una accettabile che non sia una lieve sensazione di disagio, causata forse dal ricordo di qualcosa legato a Slum King.

La cena va avanti piuttosto tranquillamente, finché non viene interrotta da un rumore sinistro e fin troppo familiare.
La sirena d'allarme.
Tutti i piloti scattano in piedi per andare ai posti di combattimento, fermandosi poi di scatto non appena realizzano che i loro robot sono tutti in fase di upgrade e, quindi, con una percentuale di funzionalità estremamente bassa.
Solo Maria, ignorando le raccomandazioni dei membri del suo staff, si mette ai comandi di una spettrale Minerva i cui circuiti e macchinari esposti la rendono simile a una sorta di cadavere semovente.
Koji sale sul Double Spacer, lasciando il Drill Spacer a Grace e il Marine Spacer a Daisuke.
Sanshiro prende Grace da parte, guardandola intensamente. Ciò che lei deciderà, se pilotare davvero il Drill Spacer o il Nessack, sarà un indice molto importante su come andranno le cose tra loro due.
La ragazza fa per dire qualcosa, per poi fermarsi, mordendosi nervosamente il labbro e tenendo lo sguardo basso.
"Scegli ciò che vuoi davvero fare", le dice Sanshiro, aspettandosi già la risposta.
Grace non risponde nulla. Poi, improvvisamente si volta e corre via, verso la rampa di decollo del Drill Spacer.

Con un sospiro, Sanshiro prende il controllo dello Skylar, dopo una violenta - e prevedibile - litigata con Pete, in animo di pilotarlo a sua volta.



Grazie al sistema satellitare di Blocken, l'allarme viene dato fin da quando le armate di Yuri Caesar si sono appena mosse dalla città che quest'ultimo ha scelto come suo quartier generale: Roma. Daimoni chiede al dottor Kabuto di essere reintegrato nel comando del Drago Spaziale, avendo più esperienza su come manovrarlo efficacemente. Il Direttore dà il suo assenso, concedendo la prova di una certa fiducia a quelli che finora non si è nascosto dal definire prigionieri.
Sosuke Oshiba, alla sua prima battaglia con il God Mazinger, viene fermato da Koji.
"Distruggili", gli dice il pilota di Zeta con un ghigno molto poco rassicurante. Una luce sinistra nell'unico occhio di Sosuke è l'unica, cupa risposta.

Le Machinebeast di Blocken si armano a loro volta: sono più di quelle che sono state mostrate all'Armata Mazinger. Rain X1 sembra quella che le comanda, entrando in campo con una voce e un'espressione terribile.

I robot attendono l'esercito di Yuri Caesar.

L'attesa non dura a molto. Nella nebbia, prima si sente un potente rumore di passi cadenzati. Poi, la sagoma di file su file di mostri. Come un esercito. O una falange, un'antica falange di antichi soldati.



Ognuno dei mostri nemici ha le fattezze di un centurione romano di proporzioni poco più piccole dei mostri combattenti. Ogni loro faccia è uno schermo spento, senza lineamenti.

Blocken trasmette a tutte le unità alleate che i Centurioni sono la milizia semplice di Yuri Caesar: non dissimili dai soldati semplici dell’Impero o dalle Maschere di Ferro, ma solo a proporzione di robot. Infatti, pochi istanti dopo, gli schermi che sostituiscono i volti dei nemici si accendono in sincrono, mostrando le fattezze del terribile Generale.

L’Armata Mazinger al gran completo! Non mi aspettavo questo colpo di fortuna! Sarà un piacere per me appendere i vostri resti come trofeo, nel mio Carro del Trionfo!!



Koji parte immediatamente all’attacco con il suo Double Spacer, mentre Daisuke si lamenta con una certa ironia di non aver sentito fino in fondo i deliri di Caesar.
Jeeg non dice nulla. Per la prima volta, non pianifica nemmeno un attacco né sfrutta l’ausilio dei suoi componenti: come una bestia impazzita, si lancia verso l’immenso esercito di soldati nemici, menando colpi a tutto ciò che gli si para lungo la strada.
Un potente lampo e l’urlo di battaglia di Minerva X, fanno da preludio al cielo che si squarcia e si schianta sui Centurioni, con la forza terrificante del Thunder Breaker.

La battaglia ben presto infuria: tutti fanno la loro parte, da God Mazinger che mena fendenti tutt’intorno, facendo roteare la sua spada a Masai, che sperimenta la forza del Breast Fire di Dyon Gamma contro i suoi avversari.
Una grandissima ondata di mostri viene spazzata completamente via da un colpo di immensa potenza, sparato dalle fauci del Drago Spaziale.

Gli unici che si distaccano repentinamente dalla battaglia sono proprio le Machinebeast di Blocken. L’hangar di Demonica sembra essere sotto attacco, e tute le forze dell’esercito tedesco guidato da Rain X1 convergono in quella direzione.

Sul fronte in cui sta combattendo l’Armata Mazinger, la vittoria sembra essere estremamente a portata di mano. Menre distrugge le ultime sacche di nemici con Minerva, è proprio Maria a rendersi conto di quanto la battaglia sia stata di gran lunga più semplice che le altre volte.

La preoccupazione sembra essere condivisa dal dottor Kabuto, non appena i nostri tornano a fare rapporto alla Fortezza delle Scienze. E’ chiaro che questo non si tratta dell’attacco che il gerarca nazista aveva preventivato da giorni e che ha portato alla richiesta d’aiuto alla Fortezza delle Scienze. La risposta è data in parte da Blocken stesso: collegandosi agli schermi della base, mostra un ingrandimento dei Centurioni distrutti, mostrando uno sportello all’altezza dei talloni di ognuno dei mostri.

“Questo vuol dire che possono essere pilotati?”, chiede un Koji piuttosto scettico.
“Vuol dire che possono contenere truppe”

Vicino all’hangar di Demonica, un’inquadratura mostra dei soldati Mikeros uccisi dalle raffiche di mitra delle Croci di Ferro.

“Stavano cercando di infiltrarsi”, dice il Conte, con un tono che sembra quasi uno strano monito a Kabuto e ai suoi.

martedì, dicembre 06, 2005

18: il cielo sopra Berlino


NdGenerale: in attesa dell'immagine di copertina ho messo questa "provvisoria"
L'Armata Mazinger si avvicina all'Europa, tra mari che si fanno sempre più neri e una nebbia che pare ricoprire ogni cosa.

Andare ad aiutare uno dei luogotenenti di Hell, uno che ancora una volta ha instaurato un regime tirannico di terrore con le sue Machine-Beast, è qualcosa che disgusta i più e che scatena ricordi molto lontani... ricordi che si vorrebbe dimenticare da tempo.

Hiroshi va indietro con la memoria, il giorno in cui tagliò il traguardo per l'ennesima volta a una corsa di Formula 1. Ricorda il momento in cui scende tra la folla festante e la piccola Mayumi (che all'epoca lo seguiva fedelmente in ogni gara) tra le braccia, sorridente.
Poi i tecnici che arrivano con le facce scure...

Hiroshi, c'è qualcosa che dovresti vedere... sta succedendo in Giappone.

E lui, che entra nei box, pieni di gente che sta guardando inorridita da un piccolo televisore in bianco e nero.

Sanshiro ricorda una sua partita di baseball, in Giappone. La folla col fiato mozzato mentre lui si prepara a lanciare eliminando un altro battitore.
Poi il cielo che diventa scuro, un vento che sembra spazzare via tutto quanto. Dei fulmini dembrano incrinare il gonfiore delle nuvole stesse, mentre l'emozione che il pubblico aveva prima, lenta, si trasforma in paura.

Alla Fortezza delle Scienze, Tetsuya e Jun si stanno allenando in palestra, quando suona l'allarme, e tutti sembrano correre verso la Torre di Controllo.
I due sono stati cresciuti fin da bambini sapendo che prima o poi dovranno combattere contro un esercito di mostri vomitati dalle viscere della terra. E' tutta la vita che vengono preparati a questo.

Nella Torre di Controllo, Kenzo Kabuto sta guardando con occhi freddi il monitor che dà sulla Baia di Tokyo. Tetsuya va vicino a lui, pronto già a partire.

Capo... sono loro? sono arrivati?

Il dottor Kabuto, continuando a fissare lo schermo, scuote la testa.

No, Tetsuya... questo non ha nulla a che vedere con Mikeros.


Dal mare, sotto gli occhi atterriti di centinaia di giapponesi che sono usciti dalle case non appena hanno visto l'acqua iniziare a ribollire, due orrendi giganti di metallo fanno la loro comparsa.
Uno scheletro, armato di due affilatissime falci.
Una sorta di mostro a due teste, che gli sorge proprio accanto.

Una delle falci dello scheletro vola in mezzo ai palazzi di Tokyo, tranciandoli a metà.
Gli occhi del mostro a due teste brillano di un mortale raggio in grado di sciogliere persone, strade, case e automobili.

Tetsuya, fremente, guarda verso il dottor Kabuto.
Capo, mi faccia uscire col Great Mazinger! Non possiamo lasciargli distruggere tutto.

Il dottor Kabuto alza una mano verso di lui, a dirgli di aspettare.
Un'ombra scura si erge tra i palazzi di Tokyo. Gigantesca.

ROCKETTO PUUUUUNCH!!!!



Un pugno metallico si abbatte contro lo scheletro, perforando ogni cosa gli si pari davanti, grattacieli compresi, abbattendo col solo impatto una delle sue due falci.
Poi torna indietro verso il gigante nero, la Fortezza d'Acciaio.

Una piccola piattaforma vola all'altezza del viso dei due mostri.
Un uomo col volto tagliato tra una metà maschile e una femminile parla con una voce che sembra il sovrapporsi di due differenti.



COME OSI? Io, il BARONE ASHURA reclamo Tokyo come dominio di Bados, a nome del DOTTOR HELL!

Il vetro della cabina di pilotaggio si apre. Il pilota di Mazinger Zeta punta un dito verso il Barone e urla con tutto il fiato che ha in gola.

BARONE ASHURA! NON TE LO LASCERO' FARE!

Mazinger e i mostri meccanici corrono l'uno verso gli altri, separati da un muro di fuoco che sembra farsi sempre più alto e rovente...

Berlino è vicina. I ricordi riprendono a farsi sfumati.
Koji, ha fatto montare un'amaca per dormire sopra Mazinger Zeta. Da lì, è in grado di vedere Sanshiro che sempre più spesso sale sul Gaiking e sta a occhi chiusi quasi in meditazione.
La meditazione, però, è tutt'altro che rilassante. Via via che procede, Sanshiro sente sempre più la rabbia e la frustrazione per quello che è successo ai suoi genitori. Poi, la rabbia diventa più generale, un nervosismo capace di esplodere contro chiunque o qualunque cosa. Il pilota è spesso costretto a uscire dal suo robot per lunghi periodi di tempo, per ritornarvi successivamente in modo da diventare una cosa sola col suo robot.



Nel frattempo, iniziano le prime "lezioni" di autocontrollo di Maria. La ragazza ha fatto di tutto per creare un ambiente tranquillo e confortevole, prendendo del cioccolato per Mayumi e presentando tutto come una sorta di gioco. Gioco a cui partecipano Miwa e (imbarazzatissimo) Hiroshi.
La prima cosa che i tre fanno è mettersi a disegnare, su consiglio di Maria, il giorno in cui si sono sentiti meglio nella loro vita.
Miwa disegna, arrossendo visibilmente, un'astronave che assomiglia al Big Shooter con un omino che vi si butta raggomitolandosi in aria. Hiroshi fa un sorriso divertito, riconoscendo nella scena la prima volta che la ragazza ha guidato la navicella di supporto.
La mano di Hiroshi all'inizio si blocca sul foglio. Se pensa a qual'è stato il suo momento più felice, disegnerebbe una macchina da Formula 1 che sfreccia su una pista, la bandiera a scacchi, la folla che si alza in un applauso a fine gara. Oppure il podio, con Mayumi in braccio, tra bottiglie di champagne e giornalisti asserragliati. Ma non può, per non correre il rischio di svelare alla bambina la sua identità. Per non sconvolgerla, finora le ha detto di essere solo un grande amico di Hiroshi, non Hiroshi stesso. E finché non troverà un modo per riprendere le sue fattezze da essere umano, invece del mostruoso cyborg cornuto in cui l'ha trasformato suo padre, le cose dovranno restare così.
Così disegna il momento in cui ha ritrovato Miwa e Mayumi nella distrutta Yoshida. Effettivamente, il miglior momento della sua "nuova" vita.
Mayumi fa un disegno molto simile... prima disegna una creatura mostruosa, che - con un brivido - Hiroshi e Maria riconoscono come il Comandante Humanos. Poi disegna Hiroshi che la prende per una mano e la porta via dall'incubo, proteggendola.
Maria dice alla piccola di tenere stretto il senso di pace e di serenità che le ha dato quel momento, di tenerlo da parte per i momenti più bui. Maria è anche l'unica che non ha ancora fatto un disegno e Mayumi, dopo essersene accorta, insiste perchè anche lei ne faccia uno.
All'inizio anche lei resta un po' nell'incertezza. Poi, si disegna mentre si sveglia al mattino, col sorriso sulle labbra, in una cameretta qualunque di una qualunque ragazza della sua età.



Mayumi regala la sua opera d'arte a Hiroshi. Il ragazzo, per un momento avrebbe voglia di piangere dalla commozione, ma il suo freddo corpo da cyborg non gli permette di versare alcuna lacrima, solo di comprimere sempre di più ogni emozione dentro di sè.
Poi la bambina disegna un uomo con un monocolo. Con un senso di fastidio, Hiroshi riconosce il dottor Shiba, padre di entrambi.

Quando gli ospiti stanno per uscire dalla sua stanza Maria si vede Mayumi che la prende da parte, dicendole di volerle parlare ancora. Maria, dicendo con un sorriso che lei e la signorina devono ancora parlare, la prende da parte.

Mayumi ancora finisce le scorte di cioccolato di Maria fino a sporcarsi la faccia. Poi le fa qualcosa che teme possa preoccupare Jeeg. E' una spina di metallo, che le esce dalla carne dell'indice. Con un'espressione un po' impaurita, dice che già una volta le era venuta qualcosa di simile. Maria dice di non preoccuparsi... a tutti capita qualcosa di strano. A lei capita di parlare col su robot, ad esempio. Allora, Mayumi le chiede se un giorno Maria la farà parlare con Minerva X, ma la telepate abbozza una risposta un po' vaga, senza promettere alla fine nulla.
La bambina rimane un po' a parlare a Maria. Le dice che Jeeg è più che un amico... che vorrebbe tanto che fosse suo papà, mentre Miwa la sua mamma. Maria si mette a ridere e le suggerisce di dirlo ai due. Poi, prepara mentalmente Hiroshi al fatto che Mayumi le deve parlare della spina di metallo, in modo che il cyborg non abbia visibili reazioni preoccupate.



Intanto, al ponte è il tempo delle partenze. Schwartz e i suoi salutano Koji e Daisuke, ringraziandoli per tutto quello che hanno fatto e augurandosi di tornare presto a combattere insieme. Quando il maggiore americano chiede che fine ha fatto Tsurugi, Koji risponde abbastanza frettolosamente, dicendo che è dovuto partire per una missione di cui non è autorizzato a dare particolari. Comprendendo il segreto militare a cui è abbastanza abituato, Schwartz saluta entrambi i piloti (con un Daisuke piuttosto sulle sue) e parte sullo Stilvas, seguito dai suoi uomini, a bordo di alcuni dei robot di Tachibana confiscati al Drago Spaziale e al dottor Tachibana stesso.
I partigiani americani non sono i soli a lasciare la Fortezza... molto timidamente, senza alzare lo sguardo da terra, i piloti di Taekwon V e Mazinger X chiedono il permesso di tornare in Corea, visto che la Fortezza non sembra intenzionata a prestare soccorso nell'immediato. La reazione di Koji è di palese disprezzo, con Daisuke che cerca di mitigare la tensione. Il pilota di Mazinger Zeta non ha mai perdonato la morte di uno dei ragazzi che stava addestrando, Kurobe, solo perchè loro non hanno avuto il coraggio di scendere in campo coi loro robot.

Per l'utilità che avete avuto qui, potete andarvene anche subito.

I piloti non fiatano in risposta. Quando si voltano per andare negli hangar, Koji ne chiama uno.
Kim, uno dei due piloti del Taekwon V, si volta, vedendo il pilota di Mazinger che gli porge la mano destra.
Rasserenato da quello che sembra un gesto di riconciliazione, gliela stringe. Quello di Koji è però tutt'altro che un cenno d'amicizia: Kim si ritrova infatti una foto nella mano.
Una foto scattata a Kurobe.
Con un'espressione funerea, la ripone in una tasca e se ne va senza dire più nulla.

Dopo pochi minuti, i due robot coreani solcano lo spazio aereo sopra la base. Taekwon V accenna a un saluto, che gli viene restituito solamente da Daisuke.

Hiroshi va intanto a preparare un messaggio vocale per Mayumi. Insieme a MoriMori, Sewashi e Nossori, campiona la sua voce in modo da renderla irriconoscibile e da dare l'idea di star trasmettendo da una rete molto disturbata. Nel messaggio dice che sta bene e che si riabbracceranno quando la guerra sarà finita e sarà tornata la pace. Le dice anche di fidarsi di Jeeg (il nome con cui la bambina ha imparato a conoscere il cyborg) e che lui è suo amico. Quando finisce, e mentre sta riversando tutto su CD, si chiede cosa farà veramente, finita la guerra.
Senza trovare una sola risposta.

Intanto negli hangar c'è l'ennesima discussione tra Daisuke e Hikaru. Per una volta, il pilota di Grendizer fa alla ragazza i migliori auguri per quando si dovrà decollare davvero, ma - come spesso accade - non viene affatto creduto. Hikaru pensa che si tratti sempre di una battuta sarcastica e rimarca orgogliosamente i suoi progressi al simulatore. Sempre più spesso, chiede conferma a Koji, il quale vorrebbe essere da tutt'altra parte piuttosto che laggiù e che, valutando obbiettivemente, crede che per quanto la ragazza sia in effetti più brava degli esordi, ancora forse non potrebbe affrontare un mostro di Mikeros in battaglia.
Come al solito, la discussione prende tinte sempre più vivaci e accese, in cui il pilota di Mazinger Zeta viene preso sistematicamente da un'Hikaru che chiede continue conferme sulle sue capacità e da un Daisuke che lo accusa di aver plagiato la ragazza con il suo perenne fanatismo per la lotta.
A bordo del Gaiking, in meditazione come al solito, un sempre più seccato Sanshiro impone il silenzio più volte. Alla terza, la risposta di Hikaru - sempre più tesa - è decisamente pessima.

Dacci un taglio, schiavetto dei mostri!



L'atmosfera si ghiaccia all'istante. Koji dice a Hikaru di chiedere scusa a Sanshiro, paralizzato dalla rabbia. Daisuke, quando vede la ragazza obbedire, le dice invece di piantarla di prendere ordini dal pilota di Zeta e che per una volta ha detto una cosa giusta. Quando Sanshiro con rabbia gli urla di ripetere, Daisuke non fa che rimarcargli il suo passato di rastrellamenti e subordinaggio verso Mikeros.
Il pilota del Gaiking scende dal robot e fronteggia quello di Grendizer.
Velocemente l'atmosfera si surriscalda e i due finiscono per picchiarsi davanti a un pubblico (formato da militari e civili) che sembra molto più interessato a vederli combattere che non a dividerli. Daisuke ne esce malconcio, pagando il prezzo della sconfitta.
Koji, per spezzare la tensione, chiede a Hikaru e Grace di prendere le tute di pilotaggio e di iniziare un collaudo degli Spacer.
Il pilota di Mazinger ha una divisa differente da quella che indossa quando pilota la Fortezza d'Acciaio. E' una tuta azzurra, che gli nasconde in parte il volto.
Boss, Nuke e Moocha, quando gliela vedono indossare, si mettono a sghignazzare apertamente in faccia a Koji, facendogli una fotografia.

Con una punta d'emozione, Koji inizia a far decollare il suo Spacer (il Double Spacer), canticchiando una canzone improvvisata sul momento...

Corre su un disco volante, sembra quasi una stella filante...



I tre Spacer schizzano via, in cielo, con una velocità che sulle prime lascia piuttosto spiazzato Koji, abituato a una manegevolezza di gran lunga minore. I tre provano ogni genere di manovre, con Grace che guida il Drill in maniera spericolatissima, per quanto estremamente sicura di sé e Hikaru che a volte sembra avere qualche difficoltà. Il Marine Spacer si inabissa più volte, emergendo con una velocità eccessiva, rischiando una volta di entrare in piena collissione col Double.


Il volo, comunque, malgrado le prime incertezze sembra procedere a meraviglia, diventando verso la fine uno spettacolo per tutto il personale della Fortezza, radunato sul ponte.

Maria nel frattempo si allena con una Jun sempre più nervosa e taciturna. Nel corpo a corpo, il pilota di Venus non risparmia a Maria nessun colpo, nemmeno tra i più sleali. Maria incassa e, essendo diventata più brava a combattere proprio grazie alla rude partner di Tetsuya, riesce molto meglio di una volta a restituire i colpi.
E' Hiroshi a interromperle per un momento per fare ascoltare a Maria il messaggio che ha intenzione di fare ascoltare a Mayumi.
Quando l'allenamento finisce, Jun mette una mano sulla spalla di Maria, ringraziandola. E' la prima volta che dimostra un minimo di contatto e di calore verso qualcuno.

Beh, non te la sei cavata male!

Koji accoglie l'atterraggio di Grace con un grande sorriso. I due parlano di come si sono trovati al collaudo e del fatto che, benché dovrà ancora allenarsi molto, Hikaru sembra davvero avere le capacità per diventare un ottimo pilota. Poi, il pilota di Mazinger guarda Gaiking e fa un sorriso.

- E voi volevate abbattere Mazinger con quel coso?
- Per me ce l'avrebbe fatta benissimo, replica Grace, prendendolo in giro.
- Mmm... credo che tu non sia poi così brava come pensavo, col Drill Spacer...
- Allora vorrà dire che tornerò a pilotare il Nessack con Sanshiro
- Per me invece hai voglia di farti offrire un caffé alla mensa...

I due continuano a battibeccare tra loro, con un'intesa che sembra stia lentamente crescendo...

L'atmosfera sembra rilassarsi un minimo alla Fortezza delle Scienze. Finché, di buon mattino, i piloti non vengono chiamati sul ponte.
Sono le 4, e il cielo è un groviglio di oscurità e nebbia.
L'Europa si stende come una lingua di terra più nera del nero, davanti alla possente fortezza semovente.
L'idea del dottor Kabuto, che fa radunare tutti i piloti in Sala Controllo è quella di far uscire i robot più forti dell'Armata Mazinger, di scorta alla Fortezza delle Scienze, in modo da dare dimostrazione al Conte Blocken del potenziale offensivo di cui dispone la Base, per maggiore impatto psicologico. Daisuke all'inizio accoglie con perplessità l'idea di volare in formazione senza Tetsuya, quello che ha dimostrato di essere più di altri una sorta di capo.
La risposta del Direttore è molto dura: i piloti e i robot fanno parte dell'Armata Mazinger e non dell'Armata Tsurugi ed è loro dovere cavarsela anche in difficoltà. Ma i veri problemi accadono quando Sanshiro e Koji si presentano in ritardo, non ancora vestiti in divisa.
Sanshiro chiede se è possibile avere del caffé e il dottor Kabuto lo aggredisce dicendo di comportarsi da pilota e di eseguire gli ordini, prima che a lui e a quelli del Drago non vengano revocati i privilegi - che sottolinea immeritati - di cui godono alla base. Soffocando un moto di rabbia, Sanshiro sale sul Gaiking, non prima di aver chiamato spregiativamente Kabuto dottor Frankenstein.



Il trattamento riservatoa Koji non è affatto migliore. Il Direttore lo rimprovera aspramente per il ritardo e gli dice seccamente che è finita l'ora di comportarsi come un bambino. Altrettanto tagliente, Koji gli chiede come si permetta di venire a dargli ordini dopo che per anni lo ha ignorato facendo sparire tracce di sé.
Dopodiché, dicendo di non invidiare affatto quello che ha passato Tetsuya, si mette rabbiosamente ai comandi di Zeta.



Tra la Torre di Controllo alla Fortezza delle Scienze e quella di Berlino è un susseguirsi di comunicazioni e di permessi per sorvolare lo spazio aereo. I robot sono ombre nere, dagli occhi brillanti, che volano circondando come un sinistro stormo la Fortezza delle Scienze. Due Machine Beast, le stesse che hanno aiutato l'Armata contro Birdler, fanno scorta fino alla capitale tedesca. Jeeg, rimasto di vedetta sul ponte della Fortezza, vede sotto di sè Rain X1, che fa da scorta terrestre.
Benché Sanshiro e Daisuke partino verso le Machine Beast, comunicando di non avere bisogno di alcuna scorta, da loro non arriva alcuna risposta. E' Koji a ricordargli che - essendo integralmente macchine - non sono in grado di comunicare. Questo però non sembra essere ugualmente valido per Rain x1, il cui volto da bambina (che non cessa di lasciare interdetto Sanshiro, l'unico a non averla ancora vista) li fissa ogni tanto con palese curiosità.

Berlino è sotto di loro, ed è uno spettacolo agghiacciante.
Per un attimo, i veterani dell'Armata hanno l'impressione di aver compiuto un passo indietro nel tempo, ed essere tornati a Yoshida, con i suoi camion militari pieni di soldati, le sue fabbriche in costante attività, che sporcano il cielo di nubi scure e puzzolenti. Enormi riflettori scrutano ciecamente in mezzo al buio in cui il livido mattino è ancora immerso. Fanno sembrare ancora più spettrali le bandiere con la svastica nazista, che mollemente sventolano da macerie sventrate a colpi di bombardamenti. Berlino sembra rigurgitata da un passato che avrebbe dovuto rimanere cancellato per sempre.
Koji rivede le Croci di Ferro con cui ha combattuto per anni, schierate lungo il larghissimo spiazzo in cui far atterrare base e robot. Il suo primo impulso sarebbe di distruggerle tutte con un ben assestato colpo di Breast Fire.
Jeep su jeep sembrano portare soldati sul luogo di atterraggio dell'Armata Mazinger. Dalla Fortezza, scendono Kabuto, Umon e Yumi con una scorta di qualche soldato, Jun e Hiroshi, ritornato alle sue dimensioni umanoidi.
L'attenzione dei soldati si calamita immediatamente sulla ragazza di colore, lasciando trasparire un'ostilità ghiacciata. Kabuto, per evitare imbarazzi e problemi chiede al pilota di Venus di tornare a bordo della Fortezza, scatenando ancor più il risentimento di Koji, per il quale comportarsi in questo modo significa dare ragione a uno stupido razzismo. Jun, abituata a obbedire ciecamente alle parole del Direttore fa quello che le si dice, dopo aver lanciato uno sguardo carico di rabbia ai soldati.



Ad alleggerire la tensione, da una jeep scende il famoso dottor Heinrich, forse uno dei più brillanti luminari europei e mondiali in fatto di robotica. Il suo aspetto appare sulle prime ben poco rassicurante, essendo anche il suo volto gravemente deturpato da ferite e cicatrici di ogni genere. Rain x1 gli rivolge alcune parole in tedesco a cui lui risponde, nella stessa lingua.
Poi si rivolge ai piloti, dicendo che suo compito è scortarli fino al palazzo del Fuhrer, il Conte Blocken. Daisuke, si slaccia la tuta di pilotaggio, facendo intravedere una sua maglietta con un simbolo anti-nazista, ricordo del suo passato da no-global. La cosa non sembra provocare emozioni nelle inespressive Croci di Ferro, fredde quanto il suo corpo gemello dei tempi della guerra con Hell, le Maschere di Ferro.
I nostri, iniziano un triste e silenzioso giro panoramico di una Berlino distrutta, piena di povera gente, civili che sembrano in condizioni di povertà e perenne paura e che guardano i soldati con un'espressione di costante sottomissione.

Il palazzo di Blocken è adesso in un bunker sotterraneo, al riparo dalle esplosioni che sconvolgono il popolo berlinese.
Una guardia precede la delegazione dalla Fortezza delle Scienze, annunciandone i membri.

Fateli entrare




Il Conte è in ombra, davanti a una tavola imbandita con ogni ben di dio. Imbandita con cibi che comunque, data la sua natura di cyborg, non mangerà nemmeno.
Per Koji non è cambiato nulla, da qunado il Conte Blocken era uno dei suoi più odiosi nemici: l'invasione di Mikeros non ne ha incrinato il sorriso sicuro di sè nè ha reso più opaco il lampo crudele dei suoi occhi. Blocken è ancora il sanguinario nazista che organizzava festini in cui civili innocenti erano alla mercè delle sue pervesioni, lo spietato comandante che gettava i soldati inefficienti in pasto ai suoi dobermann e il fedele scherano del maledetto scienziato che ha mietuto più vite umane di ogni altro. Come se questo non bastasse, sembra anche incredibilmente divertito dalla situazione in cui si trovano coloro che sono giunti ad aiutare un vecchio nemico
I piloti dell'Armata Mazinger fremono dalla voglia di affrontarlo, più che giungere in suo soccorso, e quando il Conte li saluta sardonicamente come i suoi "nuovi alleati", Koji lo zittisce con rabbia, dicendogli di venire al punto senza aggiungere una sola parola di più.
Maria sonda telepaticamente la mente delle Croci di Ferro, per vedere se anche loro sono state sottoposte allo stesso trattamento lobotomizzante tipico delle vecchie truppe di Hell e di quelle di Mikeros. Non riesce a distinguere un solo pensiero autonomo, provenire da quei corpi. Traendone le sue ovvie conclusioni, mentalmente comunica la sua scoperta a tutti i suoi compagni.
Blocken intanto spiega brevemente la situazione: l'Europa è nelle mani di Yuri Caesar, il Generale di Mikeros delle Armate Umanoidi. Caesar ha conquistato una larga parte dell'Europa occidentale (contendendola al Generale Rigarn, che domina sull'Europa dell'Est) in una serie di battaglie estremamente veloci e violente. Solo ultimamente, la spavalderia del Generale sembra essersi attenuata, come se una mente più portata alla tattica suggerisse le sue mosse.

- Li conosci bene, i mostri di Mikeros... gli dice cupamente Koji.
Il Conte non sembra fare una piega e sorride.
- Mi sembra ovvio.

Adesso Yuri Caesar sta ammassando truppe da tutte le sue province, in un attacco - che si prevede doversi verificare entro le prossime due settimane - teso a spazzare l'unica nazione ancora in grado di resistere, la Germania. La più grande risorsa tedesca, un esercito di Machine Beast e soprattutto Rain x1, potrebbero non essere in grado di contenere l'attacco. E d'altra parte, bastano solo due settimane prima che venga completata l'opera di una grande corazzata da guerra che, a detta di Blocken, ribalterà le sorti della guerra contro Mikeros.
Blocken con un cenno, invita l'Armata a seguirlo nel cantiere che la sta costruendo. Nessuno sulle prime si muove e Koji pretende che le Croci di Ferro si tolgano l'elmetto. Con un'artificiosa meraviglia, il gerarca dà ordine.
Nessuno sembra essere reduce dalla tipica operazione di lobotomia delle truppe nemiche.
Eppure, le percezioni di Maria sono state molto chiare.
Forse, non c'è semplicemente molta differenza tra soldati mostruosi senza più anima, e convinte SS fedeli a un padrone mostruoso, senza più individualità.



Dalle ombre si staccano anche tre figure, rimaste nel buio finora.
Sono tre bellissime ragazze bionde, prototipo perfetto per il concetto d'arianità del Conte. Hanno uno sguardo totalmente inespressivo e algido.
Yumi, Koji, Sayaka e tutti quelli che hanno combattuto Hell, trattengono il respiro riconoscendo le Gamia Q3, androidi assassini realizzati dal Barone Ashura, profondamente letali e temibili.

-Le hai ricostruite?, chiede Koji, con rabbia.
- Perchè non sfruttare le uniche cose buone che il Barone ha fatto? è la risposta divertita del Conte.

Poi, come se l'orrore non bastasse, il Conte dice che le Gamia sono dissimulate in grande numero tra la popolazione tedesca. Se l'Armata Mazinger tradirà il patto di alleanza, a farne le spese saranno civili innocenti, fatti a pezzi dai sanguinari robot.
Daisuke, al colmo della rabbia, minaccia direttamente il gerarca.



BLOCKEN! quando sarà finito tutto questo tornerò per te!

Il Conte, insensibile alle minacce, porta tutti fuori dal bunker. Ad aspettarlo c'è una lussuosissima fuoriserie, su cui sale accompagnato da una Croce di Ferro che gli fa da autista.
Gli altri, ancora indignati dalla disumanità del gerarca, lo seguono sulle jeep militari fino al cantiere.

E' un cantiere estremamente grande, presidiato dai soldati di Blocken come nemmeno i suoi appartamenti personali. Dentro, il gerarca li porta a una sorta di sala di controllo piena di schermi.
Di nuovo, si compiace nel raccontare la sua ricerca della fonte d'energia che muove le parti meccaniche dei mostri di Mikeros. Uno schermo si accende: un mostro combattente femminile, col ventre squarciato e le mani e i piedi incatenati alle pareti di un enorme hangar. La scena è ributtante, anche per i nemici dell'Impero Sotterraneo... anche se ne subiscono sottilmente il fascino, soprattutto Sanshiro, ancora furioso per la sorte riservata dal Generale Nero a sua madre.
Blocken riprende a spiegare. Grazie a quell'energia, dice, è stato possibile costruire la corazzata definitiva, una versione avanzata della Gool che creò ai tempi della guerra contro Mazinger. La nuova fortezza volante, Demonica, è virtualmente inattaccabile e dall'enorme potenziale offensivo. Ha solo bisogno di due settimane di tempo, per essere completata... tre settimane in cui dovrà difendersi dal feroce attacco di Yuri Caesar.
Il dottor Kabuto chiede del tempo per riflettere. Koji, invece, si rivolge direttamente a Blocken:

- Blocken! E' toccato al Barone Ashura... poi al Dottor Hell... poi al Duca Gorgon... prima o poi LA PAGHERAI ANCHE TU!

Blocken non fa una piega. Quando Hiroshi lo fissa minacciosamente, abbozza un sorriso.
"Ti conosciamo bene... Hiroshi Shiba", dice. Il cyborg rimane interdetto, nel constatare che il perverso gerarca sa benissimo chi è. Ma a nulla valgono le sue continue richieste di spiegarsi meglio... Blocken resta silenzioso e, senza troppe parole, fa accompagnare l'armata fuori.
Ad attenderli, oscurando il sole all'orizzonte, appena nato, c'è la sagoma gigantesca ed inquietante di Rain x1, che riporta gli eroi alla base.

La situazione, alla base, è estremamente cupa. Mentre Daisuke continua a chiedere a gran voce di lasciare il nazista al suo destino, Koji chiede al padre cos'abbia la Germania di così importante, per cui si debba anteporre la sua liberazione a quella di altre terre occupate, come la Corea o gli Stati Uniti, considerato che il loro antico avversario potrebbe rivoltare la sua spaventosa arma contro l'Armata Mazinger stessa. Kenzo Kabuto non lo dice esplicitamente, ma il sistema controllo satellitare di cui dispone Blocken sarebbe un vantaggio notevole nella guerra contro Mikeros, permettendo di tenere d'occhio lo spostamento delle truppe e la situazione nelle altre nazioni. La decisione del Direttore di aiutare la Germania appare quindi molto decisa, benché i più atenti non fanno fatica ad accorgersi che nemmeno il misterioso dottore è completamente a suo agio in questa situazione. I piloti, però, insistono perchè la vita dei civili tedeschi non venga minacciata dagli incubi meccanici di Blocken.
Vengono stipulate condizioni non negoziabili da dare al gerarca: la disattivazione immediata delle Gamia Q3 e il permesso di accogliere all'interno della Fortezza delle Scienze e del Drago Spaziale il maggior numero di civili, in modo da tenerli al sicuro, malgrado il paradosso di considerare sicuri due corazzate, di cui una progettata esplicitamente per entrare in combattimento.

Le condizioni vengono poste al Dottor Heinrich, contatto con il sovrano del Nuovo Reich. Lo scienziato non si pronuncia, dicendo che la Fortezza avrà una risposta entro sera.

Hiroshi, intanto, sempre più roso dal dubbio che in Germania ci sia la risposta al suo passato, agli esperimenti di suo padre e alla possibilità di salvare se stesso e Mayumi, esce dalla base, cercando di soddisfare i suoi interrogativi...

Nel suo hangar, al buio, con solo la presenza del suo gigante d'acciaio a schiacciare la stessa oscurità e il silenzio, Koji si rivolge a Mazinger.
Presto... la pagherà presto.
Per un attimo, il giovane pilota ha l'impressione di scorgere un lampo negli occhi del robot.
Un lampo di rabbia.