domenica, novembre 12, 2006

30: in nome di Dio



Tetsuya precipita a bordo del Great Mazinger, evitando di schiantarsi solo per l'intervento provvidenziale di Jun, a bordo di Venus Alpha.
Quando Tsurugi si sveglia, nell'infermeria della Fortezza delle Scienze, i ricordi sono molto confusi: i parametri di energia del Great che salgono vertiginosamente, un improvviso bagliore bianco e la visione confusa del falco luminoso che spesso preannuncia i suoi incontri col colossale straniero armato di jacknife.
Uno dei medici, davanti a lui, sta controllando le sue condizioni, ora assolutamente regolari. Nessuno riesce a spiegarsi cosa sia successo con precisione all'interno del Great nè a cosa sia dovuto l'improvviso svenimento di Tetsuya a bordo del robot. Solo il giovane pilota ha una sua idea in proposito, un'idea che gli rabbuia il volto.

Intanto Hiroshi, tornato alla base da prima ancora dei suoi compagni, sta come al solito accertandosi dei progressi di Miwa e Heinrich a proposito di Mayumi. Divisa tra ricerche e prove a bordo del Big Shooter, la ragazza non dorme da settimane. Heinrich, preso completamente dalle sue ricerche, appare invece molto più indaffarato e scostante del solito, concedendo solo un briciolo di attenzione alle domande di Jeeg.
La situazione, dicono i due scienziati, è assolutamente stazionaria. Nessuno è in grado di definire ancora un margine di sicurezza entro cui prevedere o meno la disattivazione delle nanomacchine che infestano il corpo della bambina.


Mentre sono attende l'arrivo dei piloti dall'Incredible Power per un rapido addestramento, Koji Kabuto viene chiamato nella sala di controllo assieme agli altri dell'Armata Mazinger. Quando sono tutti dentro, Yumi accende un collegamento con un'ala di laboratori in cui stanno lavorando il dottor Umon e il dottor Tachibana. Entrambi hanno compiuto ricerche sia sul mostro che Mazinger Z ha portato dalla sede inglese della Human Alliance, sia sul reattore che Gaiking ha strappato al corpo di un mostro di Mikeros.
Umon, dati alla mano, mostra che sembra esserci un collegamento tra le due cose: sia il mostro che il reattore sembrano presentare la stessa radiazione. Una radiazione completamente sconosciuta agli strumenti di rilevazione all'interno della Fortezza, e che è stato possibile notare solo grazie al dottor Tachibana. Quest'ultimo la definisce radiazione G e dice che è stata la base degli studi del suo collega Saotome sui processi evolutivi. La radiazione G sarebbe in grado di accelerare o innescare alcuni processi evolutivi negli esseri viventi, ma la sua reale natura e la sua funzione ancora non sono affatto chiare. Umon stabilisce questo collegamento tra Mikeros e i mostri che sembrano aver infestato Londra, ma non solo.
Anche il massiccio bombardamento in seguito all'apparizione dell'esercito del Generale Nero, potrebbe essere stato compiuto con ordigni a radiazione G e anche i parassiti Vegan - almeno a giudicare dai dati provenienti dall'Area 51 - sembrano emettere una piccolo campo radioattivo simile.
Infine, poco prima di spegnersi e precipitare nel vuoto, anche il Great Mazinger sembra aver sviluppato per qualche momento un campo di radiazioni G.
Koji chiede a Yumi di controllare un'ultima volta la panoramica dal Monte Asama, dove dovrebbero esserci (almeno stando a Tachibana) il Centro Ricerche Saotome e il misterioso robot rosso che i nostri hanno già visto venir loro in aiuto contro Birdler. La situazione non sembra apparire differente: il centro è distrutto e, poco lontano, la carcassa del robot giace apparentemente abbandonata.
Febbrilmente, Tetsuya inizia a controllare i filmati d'archivio della prima volta che ha pilotato il Great Mazinger, che è anche stata l'altra volta in cui il robot non ha risposto ai suoi comandi. La situazione appare molto simile e, nel rivederla, Tetsuya si trova costretto a soffocare un moto di nervosismo: rivede lo sparuto ragazzino che era entrare al bordo del Brain Condor. Rivive la frustrazione del non riuscire a controllare il suo robot e la sensazione, gelida e tagliente, che quest'ultimo stia in qualche modo giudicando la sua debolezza. I parametri non segnano nulla di anomalo, però: nè bruschi picchi di energia nè tantomeno radiazioni.
"Devo salire a bordo del Great", sussurra a se stesso, ma abbastanza forte perchè lo sentano anche gli altri.
Yumi, come se avesse compreso cosa vuol fare, tenta subito di appellarsi al suo buonsenso: "Tetsuya, ti sei appena ripreso e Mikeros potrebbe attaccare da un momento all'altro. Non commettere imprudenze"
"Sto benissimo ora. E' importante che testi subito il Gureto, proprio in previsione della battaglia"
"Tetsuya, vengo con te", dice improvvisamente Koji.
Alle perplessità di Tsurugi, che dice di potersela cavare da solo, kabuto fa un sorriso irridente. "Non ti lascio andare da solo"



Intanto, da Incredible Power arrivano i piloti coreani che sono riusciti a riprendersi dal combattimento precedente. Ritardando di poco la sua partenza al seguito del Great Mazinger, Koji li riceve insieme a Sosuke. A parte un esaltatissimo Sean, nessuno sembra particolarmente felice di intraprendere il proprio addestramento sotto lo sguardo vigile del cupissimo samurai. A Sosuke basta una sola prova di combattimento simulato per accorgersi che si trova davanti a piloti assolutamente improvvisati.
Gli scontri al simulatore si susseguono senza sosta uno appresso all'altro, ma per l'esasperato Sosuke il risultato non cambia molto: la maggior parte dei piloti sono ex civili che - trascinati in una guerra estremamente cruenta - reagiscono facendosi prendere dal panico. Solo Sean, il pilota di Goldwing, trasforma il suo entusiasmo per l'ingegneria bellica giapponese in una serie di urli spaventosi e attacchi assestati con troppa impetuosità e scarsa precisione.
Mentre allena i coreani, l'attenzione di Sosuke viene attirata da una figura che sta appena oltre la porta della sala simulatori, una figura che non sembra afre altro che attendere con molta pazienza.

Kosuke Utsugi, la sua vecchia guida spirituale e il capo della Yoshida post-Mikeros.
L'uomo che l'ha trasformata in un delirio di esecuzioni sommarie, in nome di Dio. Per i giapponesi prima della guerra, Utsugi è l'uomo che ha ucciso il suo stesso figlio, convinto che in esso si fosse incarnato lo spirito del Grande Re Demone Dante.

Con estremo rispetto, Sosuke lascia per un momento i suoi allievi a continuare ad allenarsi, avvicinandosi a Utsugi. I due si appartano in un angolo del corridoio un po' in disparte.

"Il nostro Signore Iddio mi è apparso", esordisce Utsugi.
Nemmeno per un momento, Sosuke è tentato di mettere in discussione una frase che, agli occhi di tutto il resto della Fortezza delle Scienze, apparirebbe surreale. Si limita a chinare la testa, come se non si sentisse degno di guardare il suo maestro negli occhi, mentre riferisce la parola di Dio.
"Il demonio ha già avvelenato questa Fortezza. Il demonio rischia di dividerci e insidiarsi tra noi. Oggi, quando tramonterà il sole pregheremo, ed Egli ci apparirà per illuminarci su come estirpare questa piaga. Fatti trovare nella mia cabina, mentre io radunerò gli altri"
Sosuke annuisce, stringendo emozionato l'elsa della sua katana, mentre il cuore gli batte all'impazzata. La voglia che il momento arrivi presto, è un luccicare ansioso del suo occhio.



Intanto, nell'infermeria, al suono costante delle macchine si intervalla quello di passi spediti. Tetsuya, in tuta da pilotaggio, raggiunge il letto in cui Sanshiro sta ancora in convalescenza.
Il pilota del Gaiking sembra addormentato ma, quando Tetsuya fa per avvicinarsi, spalanca improvvisamente gli occhi.
I due parlano a lungo. Tsurugi chiede una volta di più, se davvero Sanshiro e Gaiking si sono fusi, come sia successo. Sanshiro sembra stupirsi della risposta.
"Faccio fatica a concepire un momento in cui non eravamo una singola entità. E' nel destino di noi tutti, farlo". Alla risposta di Tetsuya, sul fatto che inizialmente la natura del robot e del suo pilota era molto diversa, Sanshiro sembra dare risposte più vaghe.
"Già quando ci siamo scontrati, mi sono stupito del tuo accanimento a combattermi. Non siamo troppo dissimili io e te"
Tetsuya stringe tra le mani il suo casco, senza dire una parola.
"Credo comunque che ognuno abbia il suo modo, di entrare più in sintonia col proprio robot. Non so quale sia il più adatto nel tuo caso", dice Sanshiro.
Il pilota del Great Mazinger annuisce: colpito da un'improvvisa intuizione, ha capito cosa deve fare lui.

Esce dall'infermeria, correndo verso l'hangar del Brain Condor. Quando vede Koji seguirlo, per l'ennesima volta lo prega di stargli lontano, perchè la sua prova potrebbe farsi molto pericolosa. Di nuovo, Kabuto lo liquida dicendogli che è proprio per quello che sarà lì, nel caso in cui le cose si mettano male. Tuttavia, quando entra nel Pilder, si accorge di una comunicazione in corso.
Non una comunicazione interna alla base.

QUI BASE VOLANTE ALPHARD, RICEVETE? QUI BASE VOLANTE ALPHARD, RICEVETE? PASSO!

Decisamente stupito, Koji accetta la comunicazione.
"Chi siete?"
"Grazie al cielo! abbiamo ricevuto la vostra trasmissione radio. Abbiamo impiegato un po' di tempo per rispondere, perchè non eravamo sicuri che fosse una trappola dei mostri. Apparteniamo a quello che resta delle Nazioni Unite e stiamo raccogliendo quanti più profughi possibile! Vi prego, abbiamo bisogno di medici, abbiamo dei feriti gravi a bordo!"

Tra la diffidenza e lo stupore, Koji fornisce all'Alphard delle coordinate per un luogo in cui incontrarsi. Dopo aver allertato il personale della base, chiede a Shiro di seguirlo a bordo del Double Spacer e Jun su Venus Alpha.
I tre volano fino al luogo convenuto, vicino alla catena montuosa coreana dove l'Armata Mazinger e l'Armata Taekwon si sono rifugiati al sicuro dai Chip Kamoi.
L'Alphard non tarda ad arrivare: è una corazzata volante molto più piccola della Fortezza o del Drago. Koji chiede che venga trasmessa una planimetria della nave con tutto l'armamentario di cui dispone, in modo da evitare brutte sorprese.
L'ordine viene prontamente eseguito da quello che si presenta come Comandante Van Vorgel, e Koji scorta la nave alla Fortezza affinchè sia passata attraverso ulteriori esami.



Non appena viene dato il via libera, l'Alphard fa scendere sul ponte della nave i trasporti con i feriti. Molti sono così gravi che gli stessi medici dubitano di poter fare molto.
Van Vorgel viene portato da Koji nella Sala di Controllo, da Yumi. Sugli schermi, Koji non può fare a meno di notare il nuovo robot che lo staff coreano e quello giapponese stanno sviluppando in collaborazione.
Davanti a pilota e direttore, racconta di essere comandante di una nave progettata come appoggio nella guerra contro Hell, poco prima dell'improvviso attacco di Mazinger a Bados. Il suo equipaggio include membri di varie nazionalità.
Poco dopo l'invasione dei mostri di Mikeros, l'Alphard ha abbandonato ogni velleità militare e si è messa a recuperare profughi e feriti, in modo da offrire rifugio a tutti coloro che si sono trovati con le città occupate dai mostri. Benchè sia ben equipaggiata, aggiunge il comandante, l'Alphard ha sempre preferito mantenersi molto distante dagli scontri diretti, non sentendosi nelle condizioni di poter competere con le truppe di Mikeros.
Quando la nave ha captato il messaggio di Koji lanciato dall'Inghilterra, ha immediatamente pensato a una trappola. Poi, le condizioni dei feriti e la scarsità di personale medico sulla nave, hanno spinto l'equipaggio dell'Alphard ad azzardare un tentativo di comunicazione.
Yumi conferma l'ospitalità per i feriti della nave e la piena disponibilità del personale medico. La conversazione viene però interrotta dall'esperimento che Tetsuya sta tentando a bordo del Great Mazinger.



Il Great si porta a parecchi metri d'altitudine.
Oltre le montagne, molto sopra le torri più alte di tutte le basi radunate sulle cime della Corea.
Quando ormai è circondato solo da nuvole, la voce di Tetsuya risuona potente nel cielo.
"THUNDEEEER BREEEEAAAK!!!!"
Il Great Mazinger solleva entrambe le braccia. I fulmini scendono dal cielo e accumulano elettricità in entrambe le palme aperte del robot.
Accumulano.
Accumulano.
Accumulano.
Dal comunicatore, la voce di Yumi. "Tetsuya! cosa stai facendo?"
Tetsuya continua ad accumulare energia. Sempre di più.
"TETSUYA!"
L'abitacolo comincia a surriscaldarsi. I valori d'energia vanno al massimo.
"TETSUYA!!"
L'elettricità comincia a riversarsi ovunque, intorno al pilota, che stira le labbra in un sorriso pieno di sofferenza.
"Io... sono... più forte di... te"
Un rivolo di sangue gli scende lungo il labbro.
"Coraggio... è tutto... tutto quello che sai fare?"
Il sangue scende dalle orecchie, dal naso. Viene tossito in maniera convulsa, mentre Tetsuya rivive, lancinante, tutto il dolore di quando era costretto agli allenamenti disumana di resistenza all'elettricità.
La voce di Yumi, Koji e Jun, dal comunicatore, si fa sempre più debole, finchè non salta del tutto. Tetsuya, in preda a una sofferenza atroce, socchiude gli occhi mentre la vista gli si annebbia.
Come la volta in cui il mostro Psychogenie gli ha mostrato impietosamente il suo passato, Tetsuya rivede se stesso attraverso gli occhi del Great Mazinger: un bambino debole, spaventato, entrato nell'hangar per la prima volta mentre si stringe terrorizzato al Professor Kabuto.
Stavolta però, il bambino gli restituisce lo sguardo.
Nel delirio di dolore, Tetsuya non cessa di stringere i comandi.
Il bambino, nella sua visione, restituisce lo sguardo al colosso di Lega NZ.
E, alla fine, la sensazione è che sia il robot ad abbassare il suo.

Allo stremo delle forze, Tetsuya fa scaricare al Great Mazinger tutta l'energia elettrica accumulata, in un luogo dove non possa fare troppi danni, per poi cadere svenuto.



Stavolta la convalescenza del giovane Tsurugi è molto più breve, portandolo ad aprire gli occhi verso sera e di accorgersi, a sua volta, di molti nuovi "ospiti" all'interno della Base, alcuni dei quali in condizioni decisamente critiche.
E' verso sera che Utsugi si rivolge a Sosuke, mandandolo a chiamare nei suoi alloggi. Oshiba non è l'unico a recarsi dal suo Sensei. Molti degli sbandati e dei fanatici di Yoshida si trovano nella stanza dell'anziana guida spirituale, facendo una certa attenzione a non farsi notare troppo dalla sorveglianza. Tutti loro hanno croci, piccole bibbie. Kosuke Utsugi li lascia entrare senza dire una parola.
Intanto, Hiroshi sta parlando con Jun, per chiederle di allenarsi con lei. Ultimamente, nel viaggio da Berlino alla Corea, i due hanno scambiato ogni tanto delle chiacchiere, principalmente a proposito di tecniche di combattimento. L'unica volta in cui Hiroshi ha manifestato curiosità per il rapporto tra Jun e Tetsuya, la ragazza si è chiusa in un mutismo ostinato e piuttosto freddo.
In ogni caso, Jeeg afferma che il suo problema è nel calibrare bene la forza, considerato che - a causa della sua peculiare natura - anche un solo piccolo errore potrebbe uccidere un uomo e propone alla ragazza ad allenarlo in arti marziali che possano aiutarlo in questo, come l'aikido. Jun dice di non avere problemi e, tanto per continuare a parlare un po', propone a Hiroshi di mangiare qualcosa in Sala Mensa.
Qui, i due continuano a chiacchierare del più e del meno.
L'attenzione di Hiroshi, però, viene deviata su un ragazzo poco lontano da loro: è il ragazzo biondo che hanno salvato ormai da molto tempo, quello che sembra scambiare spesso qualche parola con Maria.
Ryo Asuka, che mangia da solo e appare piuttosto a disagio.
Nel frattempo, Koji sta badando come al solito alla manutenzione di Mazinger e degli altri robot danneggiati durante la breve schermaglia con i Chip Kamoi. Alla luce fredda dei neon della base, continua a studiare eventuali migliorie ai robot dell'Armata e a coordinare i tecnici per effettuare le riparazioni il prima possibile.

Sosuke e gli altri cominciano a pregare.
Il continuo rosario di invocazioni, nella loro stanza buia, viene ripetuto allo sfinimento. Biascicano senza fermarsi.
Finchè una luce non inizia a filtrare dagli oblò delle loro cabine, da sotto la porta. Una luce che sembra irradiata dal soffitto, dai muri stessi.
Sosuke alza lo sguardo, senza riuscire a credere ai propri occhi.
Silenziosamente, Utsugi continua a pregare.

Nella sala mensa, Jeeg e Jun vedono Ryo Asuka cadere per terra in preda alle convulsioni, improvvise e molto violente. Senza riuscire a capire cosa stia succedendo, Hiroshi si alza per vedere cosa stia succedendo.
Ryo alza lo sguardo verso di lui, fissandolo con due occhi terrorizzati e lucidi per la sofferenza.
Prima che Hiroshi possa fare qualunque cosa, una comunicazione da Miwa lo interrompe.

Hiroshi... VIENI QUI PRESTO! Mayumi... la percentuale dei nanoidi sta salendo vertiginosamente!

Nell'infermeria, Tetsuya, vede gli strumenti cominciare a spegnersi, assieme a tutte le luci.
Eppure, non è un calo di energia.

Al contrario, nell'hangar di Zeta, Koji nota come il livello di energia dal proprio robot sia in vertiginoso aumento. In preda al panico, chiede al professor Umon se dalla Sala Controllo stiano rilevando attività di radiazioni G. La risposta atterrita dello scienziato è che tutta la Fortezza delle Scienze sembra essere irradiata dalle radiazioni: quando però a Umon viene chiesto di rintracciare la fonte delle radiazioni, nè lui nè tutta l'equipe di scienziati riescono a dare uan risposta: è come se fosse la Fortezza stessa a irradiare.
Considerandola l'unica soluzione possibile al momento, Koji entra nel Pilder e sale a bordo di Mazinger Zeta, pronto a prenderne il controllo.

IO SONO DIO.
IO SONO IL VOSTRO SIGNORE.
ASCOLTATE LA MIA PAROLA.

La voce sembra rimbombare nella testa di ognuno dei fedeli nella stanza di Utsugi.

SIETE CIRCONDATI DA DEMONI.
IL DEMONIO ALBERGA VICINO A VOI, CONDIVIDE LO SPAZIO IN CUI DORMITE E MANGIATE.
STERMINATELO!
UCCIDETE IL DEMONIO!
IO GUIDERO' LA VOSTRA MANO! IO, DIO, AIUTERO' I MIEI FEDELI A ELIMINARE I DEMONI!

Mentre gli altri ancora faticano a comprendere se quello che stanno vedendo o sentendo sia vero o no, Sosuke prende la katana tra le mani e lancia uno sguardo a Kosuke Utsugi.
"Vai, figlio mio"

Hiroshi guarda atterrito Mayumi in preda a quello che sembra l'ultimo attacco prima della trasformazione.
Dotaku Project in progress. 96%
Dotaku Project in progress. 97%
"Uscite da questa stanza", dice Jeeg a Miwa e Heinrich, ancora nella camera di Mayumi.
Entrambi, risolutamente, restano lì.
"USCITE!"
"Non possiamo, Hiroshi", dice Miwa, con la voce strozzata dal pianto.
Dotaku Project in progress. 98%
Mayumi cade di colpo svenuta.
Il maledetto conto alla rovescia sembra essersi interrotto per l'ennesima volta.

"Signore... dove sono Hiroshi e Maria?"
Koji, al comunicatore con Sosuke, non riesce a capire il senso di quella domanda.
"Adesso non ha importanza! Sta succ..."
"IL DEMONIO, signore. Bisogna fermare il DEMONIO. Ma me ne occuperò io, non dovete preoccuparvi..."
Koji scende dal Pilder, preoccupato eccome sia dal tono folle del pilota di God Mazinger che dalla piega imprevedibile che stanno prendendo gli eventi.
Ma prima che si lanci correndo alla ricerca di Sosuke, un suono lacera l'aria.

L'allarme.

In filodiffusione, la voce del dottor Yumi.
"Koji, Tetsuya, Maria, Jeeg, Sosuke! ai vostri posti da combattimento! Mikeros sta lanciando la sua offensiva! anche il Generale Angoras si è unito personalmente!"

Koji resta per un secondo incerto sul da farsi. Poi torna a correre indietro, verso l'hangar di Zeta, mentre - dirigendosi ai propri rispettivi robot - gli altri piloti fanno lo stesso.



Hiroshi sta correndo verso l'hangar del Big Shooter.
Improvvisamente, da una zona d'ombra, un lieve riflesso di luce. Preso alla sprovvista, Hiroshi non riesce a spostarsi, mentre Sosuke abbatte su una sua gamba un colpo di katana.
Uscendo dall'ombra, si limita a guardare l'uomo d'acciaio con uno sguardo folle.
"Demonio", sibila.
"Sosuke, sei impazzito?"
Il samurai riparte all'attacco. Stavolta la reazione di Hiroshi è fulminea e riesce a evitare il colpo e rispondere con un colpo, dato con poca forza per evitare di uccidere il pilota del God Mazinger. Sosuke, cadendo a terra rivolge all'uomo d'acciaio uno sguardo carico d'odio.
"Sosuke! Jeeg! cosa state facendo! stanno attaccando!". La voce di Tetsuya, al comunicatore, viene completamente ignorata.
I due si girano intorno. Sosuke si lancia di nuovo contro Hiroshi, in uno scontro assolutamente impari. Jeeg riesce ad afferrargli un polso, quello del braccio con cui Sosuke impugna la katana, e inizia a stringerlo con forza.
Nonostante la forza sovraumana impressa dal cyborg, il samurai non accenna nemmeno a lasciare andare la spada. Con un sorriso folle continua a spingerla e poi, in un ultimo slancio di resistenza sovraumana, spinge via l'uomo d'acciaio, riuscendo a liberarsi.
"Mandate delle guardie! Sosuke è fuori controllo! è impazzito!"
Un altro scambio di colpi fa da eco ai rumori dei soldati della Fortezza che si avvicinano tempestivamente. Non appena vedono la scena, puntano le armi indifferentemente addosso a entrambi.
Sosuke si volta verso di loro, con un'espressione ormai completamente allucinata.
"Lasciatemi fare. Lo sto facendo per voi. Per ognuno di voi"
"Fermo!!", urla una delle guardie.
In tutta risposta, Sosuke si lancia contro Hiroshi.
La punta della katana tocca il petto del cyborg. Il samurai urla, mentre la sua faccia si contrae in una maschera di puro odio. La spada, sotto lo sgomento generale, penetra nel compatto corpo d'acciaio del cyborg.
Per quanto sembri impossibile, in un momento che sembra eterno, Sosuke spinge con una potenza assolutamente sovraumana la lama dentro al corpo di Hiroshi. Scintille cominciano a zampillare dalla ferita aperta e un olio nero e limaccioso che sembra sangue.
Hiroshi urla di incredulità e dolore.
In un ultimo sforzo, urlando a squarciagola, Sosuke affonda la spada nel corpo meccanico di Jeeg. Le braccia del cyborg iniziano a muoversi a scatti, in preda a un cortocircuito.
Poi, Hiroshi si spegne e si abbandona ancora infilzato dalla katana.

"E' MORTO! FINALMENTE E' MORTO! IL PRIMO DEMONIO DI QUESTA BASE E' MORTO!"

Le urla di felicità di Sosuke, che ancora stringe la katana, sono soffocate dal rumore degli spari delle guardie, che crivellano di colpi il suo corpo.
Il cadavere di Sosuke cade accanto a quello di Hiroshi, uniti da una lama di odio eterno.

Intanto, sulle spiagge coreane, il Generale Angoras osserva Mazinger Zeta, Minerva X e il Great Mazinger volare verso di lui.
"Venite... è da molto che aspetto questo momento..."
La sua bocca da squalo si apre in un sorriso irto di zanne.



lunedì, ottobre 16, 2006

29: L'Armata Taekwon




Le ceneri si posano sul campo di battaglia.
L'intera costa coreana è un cimitero di arti meccanici strappati via da corpi giganteschi, corpi aggrovigliati nelle lamiere di robot inutilizzati, resti umani che sembrano esser stati divorati vivi.
Buona parte dei combattenti si sta ritirando nell'entroterra, al sicuro dal bagno di sangue con cui mostri di Mikeros - le truppe anfibie del Generale Angoras - hanno inondato la Corea.

I terribili soldati dell'Impero Sotterraneo sembrano non addentrarsi mai a fondo lontano dalla costa. E' come se avessero in qualche modo bisogno dell'acqua, senza potersene privare per lunghi periodi di tempo.
E' di questo che i disperati soldati coreani approfittano, nel pianificare la loro ritirata. Elicotteri dell'esercito vengono a prendere i resti dei robot e i loro piloti, in quell'attimo di sosta in cui le truppe di Angoras, a loro volta, abbandonano il campo di battaglia.
I sopravvissuti guardano sconvolti la scena e si chiedono come si sia potuto arrivare a questo punto.


Poco prima dell'invasione Mikeros, la Corea era una nazione con un passato difficile. Ancora memore di una disumana dominazione giapponese, un incubo da cui sia le vecchie che le nuove generazioni fanno fatica a distaccarsi, l'intera nazione non vide di buon occhio nè la guerra iniziata dal Dottor Hell (che minacciava di non fermarsi al Giappone) nè Mazinger Zeta, considerato da molti una tremenda arma in grado di gettare ancora l'intera Corea nel terrore più assoluto.
Quando Zeta iniziò a inanellare vittorie l'una dietro l'altra, la Corea ritenne indispensabile attuare una politica di propaganda, per rassicurare la popolazione impaurita dall'idea di una nuova invasione.
Venne costruito quindi Taekwon V e una serie di altri super robot. La loro progettazione e realizzazione era decisamente sotto la media giapponese, ma il loro scopo non era di scendere in guerra contro il Centro di Ricerche per l'Energia Fotoatomica. Il loro scopo era propaganda, null'altro. Vennero girati molti film, basandosi sui combattimenti reali che il Giappone stava affrontando. Venne creato a tavolino un "cattivo" che minacciava di invadere la nazione coreana destinato a venire sconfitto da Taekwon in una serie di filmati spacciati come veri alla popolazione. Ben presto, i coreani credettero (o vollero credere) che Taekwon V e il resto dell'Armata Taekwon vegliavano su di loro. I piloti non era ovviamente addestrati militarmente: erano attori (alcuni volti anche piuttosto noti) che fingevano di saper pilotare robot controllati spesso da controfigure.
La situazione non è cambiata molto, dopo l'avvento di Mikeros: nessuno ha avuto la forza di dire alla popolazione che gli eroi in cui hanno sempre creduto non sono mai esistiti. A favorire il perpetuarsi dell'inganno, è stato anche il lungo periodo in cui Mikeros non ha mosso alcuna azione offensiva contro la Corea.
I robot si sono nel frattempo moltiplicati: oltre a Teakwon V, anche Goldwing, Space Operation, Mazinger X, Electronic Boy, Space Boy, Thunder A e molti altri. Sono state costruite anche alcune basi: una è il Supermazinger 7 che ha aiutato l'Armata Mazinger a Berlino. L'altra è un colossale Mazinger dalla forma di centauro, con il nucleo della base che si trova in una torre di controllo che campeggia dalla pista d'atterraggio a forma di vano per il pilder.
Il nome di questa base è Incredible Power.



L'armata coreana, dopo un relativo periodo di pace, ha conosciuto tutta la potenza e la furia dell'Impero di Mikeros.
I morti si moltiplicano sul campo di battaglia. L'inumana guardia armata del Generale Angoras usa gli esseri umani per cibarsene o farne soldati senza volontà. Ormai gli unici piloti che avevano un minimo di addestramento sono caduti sul campo. Quelli che sono rimasti sono i reietti, i disperati e tutti quelli che, pur fingendo di pilotare robot nei film di propaganda, non hanno una sola idea di come muoverli.
Kim Hoon, alla guida di Taekwon V e figlio del professor Kim, progettista del robot e comandante dell'Incredible Power.
Apollon, dai nervi fragili e dalle frequenti crisi nervose, pilota di Mazinger X, dopo la morte di Tashi, l'unico ad avere una vaga idea di come manovrarlo.
Yoon Yeong-Hee, ex attrice sfiduciata dalla possibilità di sopravvivere, per la prima volta alla cabina di pilotaggio di Taekwon V - Space Operation.
Sean Nee-Yang, segretamente innamorato delle imprese dei robot giapponesi contro Hell e pilota fin troppo entusiasta di Goldwing, ormai completamente rifugiatosi nelle droghe per reggere lo stress insopportabile di tutto l'orrore che circonda l'Armata.

L'Armata Taekwon è reduce da un bagno di sangue di proporzioni disumane. Mestamente, i piloti tornano a bordo dell'Incredible Power, sbagliando in alcuni casi l'atterraggio. Ad attenderli, il dottor Kim, padre di Hoon e il personale medico che carica i piloti feriti più gravemente.
I quattro principali piloti dell'Armata sono terrorizzati: Apollon scende coi nervi a pezzi, continuando a ripetere tra le lacrime che la Corea farebbe meglio ad arrendersi, che forse i mostri risparmieranno loro la vita dopo una resa onorevole.
"E lasciargli in mano la Corea? Mai", dice un Hoon, con un tono che però appare molto meno convinto rispetto alle sue parole.
Anche Yoon fa notare che alla fin fine, tutti loro non sono altro che attori che non hanno la minima idea di come far funzionare un robot... robot peraltro ben al di sotto delle potenzialità dei propri nemici.

Per quanto il dottor Kim cerchi di calmare la situazione rassicurando gli animi, non viene minimamente ascoltato dagli altri piloti della squadra, cercando goffamente più volte di riprendere parola e imporre l'attenzione, mai con una sola ombra di successo.
L'unico che per un attimo riesce a imporsi è Sean.

"I GIAPPONESI! DOVE SONO I GIAPPONESI?"
Il suo tono è fin troppo alto e i suoi occhi corrono febbrili per il ponte, quasi possa vederli arrivare da un momento all'altro. E' quello il momento in cui i sempre più disperati piloti prestano finalmente attenzione allo scienziato.
Il dottor Kim, però, ha tutt'altro che buone notizie.

"I comunicati dal Supermazinger 7 sembrano non sbilanciarsi troppo. Il mio timore è che i rapporti con la Fortezza delle Scienze siano ancora tesi dall'incidente diplomatico in cui è incorso Tashi"



I piloti tornano subito a rivolgersi ad Apollon.
"Ma come sono questi giapponesi?", chiede Yoon.
Apollon alza le spalle, con aria angosciata. "Giapponesi", risponde, suscitando tutt'altro che entusiasmo nei suoi compagni.
Mentre tutti fanno per ritornare ai propri alloggi, in preda a pensieri tutt'altro che piacevoli, l'attenzione di Hoon è attirata da un forte rumore di ferraglia, e poi da una piccola figura che si fa spazio tra gli infermieri e i civili sul ponte dell'Incredible Power.
E' un bambino coperto dalla testa ai piedi di lastre di ferro e una teiera infilata come elmo sulla testa.
Hoon scuote la testa.
"Cheol, andiamo"
"IO NON SONO CHEOL! - urla il bambino - IO SONO TESTA DI TEIERA!"
"Va bene, Testa di Teiera...", sospira Hoon, mentre Cheol, il suo fratellino autistico, continua a sbattergli la teiera addosso, sospingendolo a piccole testate.

Ognuno, nella sua cabina, ormai abituato alle continue scosse dovute all'avanzare di Incredible Power, è assorto in pensieri terribili.
Yoon, sotto la doccia, che ha pilotato sempre un robot ormai esploso nei combattimenti, si sente completamente inadatta alla guida di Space Operation, un robot di cui non ha mai fatto nemmeno una sessione di addestramento.
Apollon, dopo un pianto liberatorio nel silenzio della sua stanza, pensa alla vita che conduceva un tempo. Nella sua mano, chiusa a pugno, le orecchie a punta da trekker che gli ha regalato la sorella Narishin, il suo portafortuna. Passa ore a guardarsi allo specchio, cercando di darsi un tono.
Sean taglia accuratamente una riga di cocaina, aspettando il momento in cui potrà dimostrare il suo valore.

Lentamente, la notte scende per tutti, tremanti nelle proprie brande a letto.

Gli allarmi lacerano l'oscurità.
Per un attimo nessuno dei piloti vuole veramente credere che i mostri attacchino ancora. Eppure, l'allarme illumina di rosso il buio della base e lo scalpiccio deciso dei passi dei soldati, tutto intorno alle cabine, manda un messaggio inequivocabile. Apollon, in preda all'angoscia, si alza le coperte sopra la testa, rifiutandosi di alzarsi in piedi.
Sean invece, è il primo a tirarsi giù dal letto. Prende la tuta di pilotaggio (forse una delle più appariscenti nel corpo piloti), l'abbottona con orgoglio e poi corre senza fermarsi fino alla sala di controllo. Hoon e Yoon si alzano con la morte nel cuore, ognuno nella propria cabina. Quasi strascicando i piedi, escono dalla propria cabina, respirando il panico più assoluto. Hoon va nella stanza di Apollon, spingendolo brutalmente ad alzarsi a combattere.
Mentre i tre camminano per i corridoi, dall'infermeria vedono uscire una barella, trascinata mestamente da uno degli inservienti. Sulla barella c'è un cadavere, con il lenzuolo tirato fin sopra la faccia e, dal lenzuolo, fa capolino il mantello bianco della tuta di uno dei piloti evidentemente morto durante i combattimenti del giorno prima. Ognuno dei tre piloti, con un brivido guarda l'altro, senza bisogno di parole per trasmettersi la paura che quella vista si possa trasformare in un presagio di sventura.
L'aria che si respira nella sala di controllo dell'Incredible Power non è certo migliore. Con un'espressione mesta, il dottor Kim mostra le immagini sullo schermo, che bastano da sole a spiegare la gravità della situazione.
Almeno una trentina di mostri anfibi, tutti spaventosamente identici, si stanno muovendo contro la base coreana. Febbrilmente, Sean chiede dove siano i giapponesi.
Scuotendo il capo, finalmente il dottor Kim svela la verità, spiegando che le trasmissioni dal Supermazinger 7 sembrano disturbate e che dubita che l'Armata Mazinger ormai arriverà. L'unica cosa da fare è dare all'Incredible Power la copertura adatta per rifugiarsi sui monti, dove difficilmente i mostri potranno raggiungerla.
Senza mezzi termini, Hoon chiede al padre se sia davvero necessario che escano proprio loro a combattere, mentre Apollon scoppia in un pianto disperato. Sean sembra essere l'unico entusiasta di quello che sta succedendo, correndo senza esitazioni verso Goldwing.
Gli altri rimangono senza parole, ghiacciati dall'orrore di tutto quello che sta succedendo: solo Hoon prende in disparte Apollon e, vistosi finito, gli sussurra una frase piegandosi verso di lui, una frase a cui il giovane pilota di Mazinger X reagisce spalancando gli occhi per la sorpresa. Il dottor Kim non sembra farci caso, riprendendo a contemplare il quadrante e i mostri in avvicinamento con un groppo alla gola.
Yoon è l'unica a sentire le parole dello scienziato, mentre gli altri stanno uscendo per dirigersi all'hangar.

Sto mandando a morire mio figlio.

"A.. addi..io fr...fratello", riesce ad articolare a fatica il piccolo Cheol dal comunicatore sul pilder di Taekwon V, con gli occhi lucidi dietro la sua strana armatura di latta.
"Arrivederci, Cheol", risponde mestamente Hoon.
"Sono Testa di Teiera", precisa per l'ultima volta il bambino, prima che il collegamento si interrompa.
Apollon, ancora turbato per le misteriose parole di Hoon, sospira e si asciuga le lacrime.



L'Armata Taekwon, o quello che ne resta, si avvia verso il campo di battaglia con la voglia di arrivarci il più tardi possibile. Invece, la muraglia di mostri si fa sempre più vicina: un'unica falange scura, piena di occhi luminosi e famelici che sembrano studiare i coreani con divertimento e curiosità.
Hoon per un momento si rassicura, vedendo che i nemici non sembrano intenzionati ad attaccare. Anche negli occhi di Yoon e Apollon sembra brillare una luce di speranza.
I mostri parlano con una voce gorgogliante e disumana.

"Uomini della superficie. Noi siamo i Chip Kamoi, la guardia personale del Generale Angoras di Mikeros! Non osate opporci resistenza e arrendetevi"
Un lungo silenzio, dai quattro robot schierati l'uno accanto all'altro.
"... e in cambio?", azzarda Hoon.
"Vi prego, lasciateci stare - urla Apollon dal megafono della sua cabina - Faremo quello che volete, ma non uccideteci!"
Il Chip Kamoi che ha preso la parola sembra allargare il suo sorriso. "Se vi arrenderete sarete trattati da prigionieri, e le vostre vite risparmiate"
Hoon resta in silenzio per qualche minuto. "Ah... allora..."



NON AVRETE MAI QUESTO PIANETA, DANNATI BASTARDI!!!

Completamente devastato dalle droghe, Sean apre il fuoco contro l'esercito di mostri, prima che i suoi compagni, di ben altro avviso, possano dire altro.
"Avete scelto la morte", sibila il Chip Kamoi, mentre gli altri suoi simili si lanciano contro i coreani, ancora sconvolti e pieni di rabbia per la mossa fatta dal pilota di Goldwing.
Una pioggia di tridenti viene lanciata dalla prima di mostri, andandosi a piantare e conficcare nella tenera armatura dei robot.
In preda al panico, Taekwon V raccoglie un masso di dimensioni notevoli e lo scaglia contro la facca di uno dei suoi avversari, colpendolo in pieno e facendolo sanguinare abbondantemente.
"Possiamo farcela! Possono sanguinare!"
Le sue parole vengono spente dal panico, quando le fauci dell'avversario si chiudono sul suo braccio, troncandoglielo di netto.


Space Operation, con pochissima esperienza sul campo, si strappa il tridente di dosso e si lancia contro ai mostri con un poderoso calcio volante. Per quanto il colpo sia stato portato a segno perfettamente, l'impatto con la corazza della creatura davanti si rivela molto più duro del previsto. Il mostro sembra assorbire l'urto con facilità, senza la minima espressione di dolore.
Apollon, a bordo del Mazinger X viene colto da una crisi di panico, mentre i Chip kamoi iniziano a sbranare pezzi del suo robot, assalendolo in massa.
Per quanto i disperati piloti facciano di tutto per difendersi, i mostri sembrano non finire mai. I robot sono smembrati, tagliati, fatti a pezzi. Taekwon V viene soverchiato dai nemici, mentre Space Operation, dopo pochi colpi del suo bazooka, mutilato e reso inoffensivo. Con un urlo disperato, solo Goldwing si lancia in pieno delirio contro uno dei mostri piantandogli miracolosamente il suo stesso tridente tra le fauci.
Mentre un fiotto di sangue scuro viene spruzzato sugli occhi impassibili del suo robot, una risata roca e terribile affiora dalla sua gola.

MUORI! MUORI! MUORI!!!

Con le sue ultime forze, Hoon vede Mazinger X ormai del tutto distrutto, con un Chip Kamoi che continua a sventrare parti di corazza per arrivare ad Apollon, in lacrime e desideroso solo di farla finita al più presto.
Gli occhi di Hoon si accendono di furia.

"Non ti permetterò di toccarlo! ROCKET LEG!!"

La gamba di Taekwon V viene sparata contro il mostro distraendolo dalla sua opera di massacro. Hoon non ha tempo di gioire della sua mossa, che le fauci di altri orrendi Chip Kamoi si chiudono sulla sua corazza, mandando in corto il generatore. Anche Space Operation non risponde più ai comandi, e Yoon si stacca col suo pilder, volando in un impeto di coraggio vicino al Mazinger X per caricare a bordo Apollon e scappare più alla svelta possibile.

Goldwing, continuando a spingere il tridente nella bocca del Chip Kamoi, in preda a una risata isterica, non si accorge di essere rimasto da solo.
Proprio in quel momento, il cielo si apre, lasciando intravedere una luce improvvisa.
La luce di un fulmine.

I piloti, semisvenuti e inzuppati di sangue nelle loro cabine, alzano gli occhi al cielo. Occhi lucidi di improvvise lacrime di felicità e incredulità.

SIAMO L'ARMATA MAZINGER! PREPARATEVI A MORIRE!



God Mazinger cade in mezzo ai Chip Kamoi, squartandone di netto uno con un preciso colpo di spada.
Jeeg, arrampicato sul Big Shooter fa fuoco con lo Space Bazooka sopra ai mostri, stando bene attendo a tenersi sempre oltre la portata delle loro armi. La differenza rispetto a quando il Big Shooter era in controllo remoto dalla Fortezza delle Scienze è evidente: Miwa e Hiroshi combattono con una sintonia che nessun altro potrebbe mai replicare.
Il Great Mazinger, Mazinger Zeta e Minerva X volano in formazione circondando l'esercito di Angoras.

"Sono solo pesci - dice Koji - CUOCIAMOLI!"

Una scarica di Breast Fire e Breast Inferno partono dalle piastre di Zeta e Minerva. Quando il Great fa a sua volta per caricare il Breast Burn, però, non pare succedere nulla.
Koji e Maria guardano preoccupati il robot di Tetsuya, che sembra per un attimo sospeso in aria, come in preda a un malfunzionamento. Quando Kabuto cerca di stabilire una comunicazione, si accorge che ogni tentativo è del tutto vano: è come se il Great Mazinger fosse del tutto isolato.
"Fortezza! cosa sta succedendo?"
La voce di Yumi appare allarmata. "Non lo sappiamo... percepiamo un aumento di energia nel Great Mazinger, ma..."
Un improvviso bagliore bianco sembra illuminare l'interno del Brain Condor, poi il Great Mazinger si spegne di colpo, rovinando giù, e venendo recuperato al volo dal provvidenziale intervento di Jeeg, che lo attira verso di sè con il suo Magnet Power.
Maria chiede a Jun di riportare Tetsuya alla base con Venus Alpha, mentre percepisce intorno al robot di Tsurugi una strana sensazione, una presenza che sente coi suoi poteri telepatici.



La battaglia intanto continua. God Mazinger continua a mietere vittime, presto raggiunto da Mazinger Zeta, che a sua volta si sgancia dallo Scrander catapultandosi in mezzo ai mostri e schiacciando un Chip Kamoi sotto i suoi piedi non appena tocca terra. Contemporaneamente, un vano dello Scrander si apre, facendo cadere la spada strappata a Yuri Caesar che finisce immediatamente nelle sue mani.
Jeeg, con abilità da cecchino colpisce un mostro dietro l'altro, senza mai farsi colpire.
Solo alla fine si butta anche lui nella mischia, andando a dare manforte a Goldwing, ancora impegnato col "suo" mostro.
Il cielo esplode nel secco rombo di un tuono e una scarica di fulmini parte dagli artigli spalancati di Minerva X contro i mostri sopravvissuti. Gli altri vengono messi in fuga dal fuoco incrociato della Fortezza delle Scienze e degli altri robot dell'Armata Mazinger.

Per un momento è solo silenzio.

Poi, dalla stravagante fortezza coreana, arriva una comunicazione del dottor Kim.
"Armata Mazinger... tutta la nazione coreana e la fortezza Incredible Power vi sono debitori"

Prontamente, Koji accende una comunicazione interna tra i robot e la Fortezza delle Scienze.
"Come hanno detto che si chiama quello schifo???"
Sotto gli occhi esterrefatti di Yumi, tutti i piloti giapponesi esplodono in una risata colossale.

Mentre Hiroshi, ben poco ansioso di stringere rapporti con i soldati della Corea, torna sulla base, gli altri piloti salgono sull'Incredible Power.
Koji non concede al suo volto il minimo accenno di sorriso. Non ha ancora smesso di considerare i piloti della Corea diretti responsabili della morte di Kurobe, e non ha la minima intenzione di legare con nessuno.
Maria, mentre cammina per il ponte della base alleata, suscitando i commenti decisamente compiaciuti per la sua quasi invisibile tuta di pilotaggio, viene avvicinata da una ragazza con le orecchie finte da trekker. La donna le chiede qualcosa nella sua lingua, a cui Maria non riesce a rispondere. Scuote la testa, e suppone ci debba esser stato un fraintendimento, perchè la donna fugge via in lacrime. Sosuke, inizialmente, si irrigidisce vedendo Cheol, prima di accorgersi che è solo un bambino vestito in modo buffo. L'occasione però gli da il pretesto di esternare una sua paura a Koji.
"Signore... pensa che anche Tsurugi stia diventando un mostro?"
Koji fa per dire qualcosa, poi si blocca. "Tetsuya no... Tetsuya non lo diventerà"

In sala controllo, la situazione illustrata dal Dottor Kim è tragica.
Per quanto abbiano vinto una battaglia contro i Chip Kamoi, le coste coreane sono sempre più assediate dall'esercito di Angoras, che potrebbe essere ancora nei paraggi. Come se non bastasse, dalla Fortezza delle Scienze arriva comunicazione che - grazie alle telecamere satellitari - è stata rilevata l'attività di una gigantesca base sottomarina, in supporto alle truppe anfibie di Mikeros.
Si tratta della Fortezza Sottomarina Budo, un tempo appartenuta al dottor Hell.

Quando Sosuke si chiede cosa possa significare, sia Yumi che Koji ipotizzano che Hell, divenuto il Gran Maresciallo dell'Inferno, abbia rimesso in attività tutta la tecnologia ancora disponibile, sopravvissuta alla guerra contro le forze dell'Istituto Fotoatomico.
Ciononostante, Koji sembra aver fretta di incontrare il Generale Angoras, per saldare un vecchio debito ai tempi dell'ultimo attacco contro Bados.

Non ascolta Kim, quando parla dei dettagli tecnici dell'Incredible Power.
La sua attenzione torna solo bruscamente quando si fa menzione alla gente stipata lì dentro, quasi centomila persone, tra civili e un pugno di militari.
Più o meno, tutto ciò che - secondo il dottor Kim - rimane della Corea.