venerdì, febbraio 16, 2007

33: l'attacco del Dio Demone




Sono molte le cose che l'Hiroshi di questa epoca deve spiegare alla sua controparte venuta dal passato. Mentre il resto dei ribelli capeggiati da Tetsuya si dirige nel rifugio ai piedi del monte Daisetsu, Jeeg viene a sapere dal suo alter ego che dalla morte di Mayumi il controllo del cyborg sui propri nanoidi sembra essere aumentato. Hiroshi ha imparato a impedire alla corazza d'acciaio di affiorare e coprire la pelle, tornando quindi a sembrare un essere umano. Allo stesso tempo, ora è possibile per lui assumere la tremenda forma da combattimento assunta da Mayumi prima di essere divorata.
Proprio la tragedia accaduta a Mayumi, e il conseguente trasferimento delle nanomacchine da un corpo all'altro, ha permesso tutto questo. Per Hiroshi è una macabra ironia: dopo così tanto tempo passato a sperare di tornare il ragazzo di una volta, l'opportunità gli è stata offerta dalla morte persona per cui più di ogni altro avrebbe voluto un corpo normale.


Senza osare dire nient'altro sull'argomento, Hiroshi chiede alla sua controparte cosa è successo negli immediati minuti conseguenti alla sconfitta di Angoras, in Corea.
Le risposte che ottiene sono simili a quelle già sentite: per alcuni minuti sono scomparsi tutti, e riapparsi con un'amnesia totale sul motivo della loro sparizione.
Per prevenire tutto questo, Hiroshi si ripromette di fare un piccolo memory-box di foto e registrazioni su quanto sta accadendo, in modo da non dimenticarsene. Più di ogni altra cosa, segna come appunto principale la formattazione dei computer della Fortezza delle Scienze, in modo da impedire un'ulteriore sopravvivenza dell'odiato padre.

Tetsuya intanto spiega a Koji che, secondo lui, le pretese territoriali dell'Armata Getter sono solo un pretesto per muovere guerra e non l'effetivo casus belli. Decine di robot dell'esercito di Hayato Jin scavano di continuo passaggi sotterranei: Tsurugi è convinto che il vero motivo del conflitto stia in qualcosa che stanno cercando sottoterra, nei territori controllati dal Mazinkaiser.
La discussione non fa in tempo a proseguire perchè Maria manda a Koji un messaggio relativo al loro scontro con lo spaventoso robot a capo dell'Armata Mazinger, e al loro salvataggio da parte di Duke Fleed. Dopo aver avvisato il dottor Umon delle novità (il quale resta visibilmente turbato dal ritorno improvviso di colui che ancora reputa un figlio), Koji avverte i ribelli di Tetsuya di recarsi al Centro Ricerche Spaziali, probabile prossima meta di un nuovo attacco.

L'Hiroshi del futuro, prima di allontanarsi, guarda a lungo Koji.
"Dovresti ucciderlo, finché siete in tempo - dice all'altro se stesso - quando entrerà in possesso del Mazinkaiser sarà troppo tardi"



Jeeg non dice nulla, anche se resta a rimuginare su queste parole. Poi, si dirige al TFO per salire con Koji e arrivare in tempo al centro. Poco prima che Koji salga a bordo, Boss lo prende da parte.
"Non so se siano vere le storie su di te che vieni dal passato, o semplicemente sei rinsavito..."
Resta in silenzio per un momento.
"Ma sono davvero felice di riaverti tra noi, dannato Kabuto!"
Boss, Nuke e Moocha rivolgono a Koji un abbraccio soffocante, melodrammatici e comici come sempre. Koji risponde con un sorriso, nel vedere le uniche persone che non lo hanno giudicato un mostro, in questo tempo, prima di sentirlo parlare. L'affetto dei tre per il lorovecchio amico non è minimamente cambiato.

La partenza del disco volante di Koji è seguita dal Great Mazinger, dal Jeeg e dal Boss Borot di quest'epoca. Tutti risentono pesantemente del fatto di non avere più un'equipe adibita alle riparazioni: i robot appaiono malmessi e rovinati; Koji intuisce che è solo per non provocare danni irreparabili che finora, forse, non sono più scesi in campo.

Al Centro per le Ricerche Spaziali, l'attacco non è per fortuna ancora iniziato. Umon ascolta con timore il drammatico resoconto di Koji, Tetsuya e i due Hiroshi, presenti nella Sala Controllo assieme all'immancabile trio di Boss. Il gruppo sta discutendo un modo per contattare Yamata No Orochi, visto che i collegamenti sembrano essere estremamente difficili. Improvvisamente, uno degli assistenti di Umon rileva delle disfunzioni al sistema radar.
Quasi fosse un segno di sventura, la notizia porta Koji e Tetsuya a portare contemporaneamente mano alle pistole.
I monitor trasmettono a vuoto, non riuscendo a collegarsi da nessuna parte. Le porte della Sala Controllo si chiudono da sole.



Poco prima che Umon possa dare un qualunque ordine, sullo schermo dei monitor compare il volto sornione del dottor Shiba, o dell'Intelligenza Artificiale in cui ormai si è totalmente trasformato.
"E' un piacere fare la sua conoscenza, finalmente, dottor Umon. Ho infettato tutti i sistemi di sicurezza della sua base. Siete tutti in trappola e accusati di cospirare con la ribellione. L'ultima immagine che vi concederò di vedere, sarà quella di chi vi ucciderà"

Sullo schermo, di nuovo miracolosamente in funzione, compare l'immagine di due Great Mazinger Mass Production.
E di lui.
Del nero, mostruoso Imperatore dell'Inferno. Mazinkaiser.
Koji non riesce a capire se quello che prova è un brivido di terrore o di meraviglia, nel vedere il capolavoro definitivo di suo nonno.



"MALEDETTO!". Entrambi gli Hiroshi lo urlano al padre.
"Hiroshi - ribatte il dottor Shiba, come se ne vedesse solo uno - mi deludi profondamente. Sei stato uno spreco. E pensare che Mayumi era il mio dono per te"
"TACI!"
I due Hiroshi si gettano contro il computer e vengono riportati alla ragione a stento da Koji e Tetsuya, ansiosi solo di aprire le porte della Sala Controllo e correre nell'hangar a prendere Zeta e i componenti del Jeeg venuto dal passato.
L'Hiroshi futuro, vedendo la sua controparte in difficoltà a sfondare le porte, muta davanti a tutti nella Forma da Combattimento, lo stadio successivo sperimentato da Mayumi al completamento del Dotaku Project. Tetsuya mette una mano sul braccio di Koji, che ha già estratto la pistola a raggi.
"Non preoccuparti. Non farà altro che aiutarci"
Una delle fruste del mostro si pianta in mezzo alla porta e l'essere la strattona violentemente verso di sé, mentre l'altro Hiroshi cerca di scardinarla.
Poco prima che venga giù del tutto, però, una voce uscita dall'Inferno stesso riempie l'aria del suo insaziabile appetito di morte.

GIGANTO MISSILE!

La parete del Centro Ricerche Spaziali esplode con violenza, facendo cadere tutti per terra, sotto la montagna di detriti di ciò che fino a pochi istanti prima era il soffitto. Con orrore, Koji si rende conto di essere in salvo solo grazie a Boss che, prontamente, lo ha riparato col proprio stesso corpo dal crollo.
"QUALCUNO LO AIUTI! E' FERITO! DOTTOR UMON!"

Il Dottor Umon si trascina fino a Boss, con una gamba schiacciata dall'esplosione. Tutt'intorno è un inferno di corpi urlanti, polvere che si infila in gola, pezzi di soffitto che continuano a cadere.
"Ci sono qui io, non preoccuparti... voi... voi fermate quel maledetto mostro"
Koji cerca di scacciare il pesante groppo che ha in gola. "Grazie, professore".



Nel frattempo, lo scenario che si para innanzi ai rifugiati di Fleed è tutt'altro che confortante. Decine e decine di mostri osservano con curiosità e diffidenza ciò che per loro è anormale e foriero di cattivi presagi. Con dolore, Maria vede nella folla dei mostri alcune persone infettate dai parassiti Vegan, nei cui corpi le bocche e gli occhi dei mostri hanno cominciato ad aprirsi.
Ma lo spettacolo più alieno è rappresentato da chi è diventato re di quelle persone. Con i suoi poteri telepatici, Maria sonda lievemente la mente di Duke Fleed, cercando di capire se appartenga più a quella di Daisuke o a quella della se stessa futura. Quello che percepisce non è solo un compatto amalgama delle due anime, ma qualcosa - per certi versi - di completamente diverso da entrambi.
Maria è anche l'unica ad accorgersi che la tuta di Duke Fleed è viva, ed è il suo simbiota alieno apparentemente domato.
Anticipando ciò che la ragazza sta per chiedere, la cupa voce di Duke Fleed, sempre dietro la maschera, spiega la presenza del mani cnon il morbo Vegan.
"Sono stati infettati scientificamente e volontariamente, usando le ultime colture di parassiti alieni rimaste in basi come l'Area 51. E' servito a diffondere la paura dei Vegan nel cuore degli esseri umani, a metterli uno contro l'altro"
Maria si volta infuriata verso di lui. "Ci siete riusciti fin troppo bene, a giudicare da quanto sta succedendo"
"Credo che tu mi abbia frainteso", è la risposta, glaciale.
Sanshiro, con voce tremante dalla rabbia, spezza il silenzio. "Sono stati quei bastardi della nuova Armata Mazinger... che siano maledetti"
Duke Fleed non commenta, restando nel suo imperturbabile silenzio. La fredda creatura a capo dell'esercito di mostri è molto cambiata dal ragazzo che si addolorava per gli inutili spargimenti di sangue della guerra.
Forse più per mettere fine all'imbarazzante atmosfera venutasi a creare, Tetsuya racconta il modo in cui lui (e Hiroshi e Koji, rimasti per ora fuori dalla battaglia) si sono trovati nel suo tempo.
"Non sembri sorpreso di sentire tutto questo", osserva alla fine il pilota del Great.
Dietro il suo casco, Duke Fleed fa una piccola risata senza alcuna allegria. "Credo di essere propenso come nessun altro a credere a storie di distorsioni temporali. Umon stesso diceva che io e Maria venivamo dal futuro"
"E sai se esiste modo per tornare?", chiede Tetsuya, a cui non è sfuggito il riferirsi a Umon con il suo cognome, a sottolineare una distanza incolmabile.

Una risata stridula, nell'ombra.
Dal buio, si disegna la figura di Grace, via via che esce allo scoperto. Continua a ridere, mentre i suoi occhi brillano di una luce stralunata e folle. Grace non ha più nulla da spartire con la ragazza allegra e superficiale di un tempo: ora, uno scheletro pallido con gli occhi troppo grandi, è quasi più spettrale dell'inumana popolazione di Fleed.
"Ho sempre fatto fatica a comprendere il tuo umorismo, perdonami", dice con un tono tagliente Maria, in realtà molto più turbata di quanto sembri da ciò che sta vedendo.
"Se c'è un modo - le interrompe Duke Fleed -è fuori da ogni mia possibilità. Non esiste nulla in grado di replicare l'intensità dei raggi Vegatron a cui siete stati esposti"
"Raggi Vegatron?", replica Sanshiro.
"E' il nome con cui il mio popolo chiama quelle che un tempo classificavamo come Radiazioni G"

Dopo un momento di silenzio, riprende. "L'Armata Getter cerca un nucleo di raggi Vegatron di intensità particolarmente elevata. Scavano di continuo per arrivarci e combattono con l'Armata Mazinger per appropriarsene. Solo, non sanno ciò che noi sappiamo".
Il sorriso di Grace si allarga, mentre Duke Fleed prosegue.
"Quel nucleo energetico è un essere senziente, con una sua precisa volontà. Noi lo chiamiamo Imperatore delle Tenebre".
Tetsuya ne ripete a voce bassa il nome, non potendo fare a meno di notare la somiglianza col soprannome del Mazinkaiser e di ricordare l'invocazione tipica dei Generali di Mikeros (Imperatore delle Tenebre, concedimi la tua forza!), prima che i loro corpi venissero coperti da una fiamma vivida e cupa e le loro ferite risanate.
A conferma di questo, le parole di Duke Fleed: "Lo abbiamo incontrato molte volte in passato, anche senza saperlo, quando combattevamo ancora dalla stessa parte. Himika stessa me ne svelò i segreti per la prima volta"
"Himika? Che fine ha fatto?", chiede Sanshiro, accorgendosi solo adesso che la terribile regina Jamatai e parte dei suoi ministri non sono presenti alla riunione.
Grace di nuovo scoppia a ridere. Alla sinistra di Duke Fleed, la donna coi capelli verdi che pilotava il robot simile a un unicorno, si concede a sua volta un sorriso crudele.
"Ora sono l'unico regnante di Fleed", afferma Duke Fleed senza aggiungere altro.

Le successive richieste di sapere cosa è successo in tutti questi anni, incontrano un sempre maggiore muro di diniego.
Il principe del regno sotterraneo non sembra voler anticipare assolutamente nulla di quanto è accaduto dalla sconfitta di Angoras, per quanto i piloti insistano nel fargli capire che, sapere in anticipo le cose, potrebbe prevenirne di peggiori.
"Quello che dovrete scoprire è un orrore talmente grande che, a conoscerlo adesso, non vorreste mai più salire a bordo dei robot. Posso darvi ospitalità nel mio regno, ma non intendo fare di più"
"Perchè ci hai aiutati, Daisuke?", chiede Tetsuya, calcando la voce sul nome che il pilota di Grendizer portava quando era molto più umano di adesso.
"Per onorare i miei debiti verso di voi, nient'altro"
Tetsuya lo guarda intensamente. "Intendi dire che resterai qui a guardare, mentre l'Armata Mazinger fa a pezzi il mondo?"
Per quanto sembri trattenersi e per un attimo avere lo stesso sussulto che avrebbe provato Daisuke Umon, la risposta - cupa e distorta dall'elmo - di Duke Fleed è inquivocabile.

"Le guerre tra esseri umani non sono affar mio"

"Io non resterò qui a fare nulla! - ribatte Tetsuya - E intendo andare a combattere... o dobbiamo considerarci tuoi prigionieri?"
"Siete ospiti. E siete liberi"
I due piloti restano a fissarsi ancora per qualche attimo. "Spero che anche la tua anima non si sia spenta nel buio del tuo nuovo regno, Daisuke"





I passi di Koji e Hiroshi risuonano nella devastazione dell'hangar centrale, paralleli a quelli di Tetsuya e dell'Hiroshi futuri, che corrono fuori dalla base a riprendere possesso dei propri robot.
"Scrander... DASH!", urla Tetsuya, facendo alzare in volo il Great Mazinger.
"KOTETSU JEEG!", gli fa eco Hiroshi, trasformandosi e combinandosi coi componenti, per poi corrergli a fianco.
Nell'hangar, Koji entra nel Pilder.
"PILDER, ON!"
Il Pilder resta però immobile. Spento.
"PILDER ON, DANNAZIONE!"
Anche Hiroshi non riesce a muovere braccia e gambe, dopo essersi combinato.
"Sono i sistemi di spegnimento in remoto... Shiro deve averli fatti installare anche su di voi!", pigolano due vocine anziane, nel buio dell'hangar. Nel fumo provocato dall'esplosione e nel buio, Koji riconosce Sewashi e Nossori, un tempo nella Fortezza delle Scienze, adesso nello staff di Umon.
"Il sistema di spegnimento è molto più avanzato di un tempo! Probabilmente sfrutta..."
Koji taglia corto l'entusiasmo tecnico degli scienziati che non si spegne nemmeno in situazioni drammatiche del genere. Evita anche accuratamente di informarsi sulla sorte di Mori Mori, temendo che il suo doppio l'abbia ucciso.


Fuori dalla base, il Great Mazinger e Jeeg guardano Mazinkaiser e i Mass Production avanzare.

"Finché gli altri non sono in grado di muoversi, toccherà a noi fargli guadagnare tempo", dice Tetsuya.
Resta un po' in silenzio, poi. "Sai che questa potrebbe essere la nostra ultima battaglia, vero?"
Jeeg reagisce con uno sbuffo sprezzante.
Tetsuya stringe gli occhi, e poi le mani sui comandi del Great, partendo.

Il Breast Burn si abbatte sul Mass Production 02, che schiva abilmente il colpo.
Gli occhi di Jeeg si accendono di furia, mentre spara il Double Knuckle Bomber contro lo 01 di Shiro.


Mazinkaiser, chiuso in un silenzio solenne e tremendo, rimane a guardare le fasi della battaglia, senza intervenire ancora. E' solo quando Boss fa la sua comparsa, che colpisce prima il Borot con il Turbo Smasher Punch e poi raccoglie la testa staccatasi dal robot, prendendo in ostaggio i tre piloti.
Lo 02 e il Great si affrontano a colpi di Mazinger Blade. E' una danza di affondi e parate, difese perfette e attacchi elaborati. Tetsuya si rende conto di non avere di fronte un comune avversario ma qualcuno che, come lui, ha ricevuto tempo prima lo stesso rigido addestramento del dottor Kabuto.
Senza bisogno di guardare il pilota all'interno del Condor nemico, le labbra di Tetsuya formano un nome.
"Jun"
Poi si torcono in una smorfia più di dolore e di immensa delusione, che di rispetto.
"... traditrice. Morirai oggi"


I Delta Beam di Jeeg, nel frattempo rallentano i movimenti del Mass production di Shiro. Le fauci del robot si aprono ruggendo la sfida a tutto il tradimento di ciò che l'Armata Mazinger doveva essere e non è stata. Shiro sbatte i pugni sui comandi, in preda alla rabbia, mentre le sue armi si dimostrano del tutto inefficaci contro la prontezza di riflessi del robot avversario.
Il Magnetic Beam fa il resto, attirando il Mass Production a sè, contro i tremendi pugni di Jeeg, sparati ancora a gran velocità contro Shiro.
Il Double Knuckle Bomber si conficca nel suo corpo. Poi, l'impatto è tale da perforare la corazza del robot, lasciandolo disattivato e inutilmente immobile.

Ora Jeeg è faccia a faccia col Mazinkaiser.

Il gigantesco robot avanza ancora, fondendo con noncuranza le jeep degli altri ribelli con il Koshiryoku Beam.

Tra le sue mani, la testa di Boss e i suoi terrorizzati piloti all'interno.

Un colpo su un altro, quando improvvisamente il Mazinger di Jun spalanca le braccia e lancia una scarica di Breast Burn su Tetsuya.
Il Great Mazinger riesce a evitarlo per un soffio, per una manovra aerea in cui esperienza e puro istinto di sopravvivenza contano allo stesso modo.
"Jun! Sei pazza?". Il pilota del Great, a scapito della situazione, non riesce a credere che proprio Jun abbia usato una delle più terribili armi del suo robot contro di lui. Dall'altro abitacolo nessuna risposta. Solo silenzio, un silenzio di morte e vergogna.
Intanto, altri due Mass Production di supporto stanno arrivando.

Tetsuya ha appena il tempo di portare un colpo a segno con la sua spada, prima che i raggi del Kaiser colpiscano tutti, indifferentemente. Lui, Jeeg (che è quello che riporta più danni) e la stessa Jun, sulla loro traiettoria.

I due piloti della ribellione sono allo stremo. Solo la presenza dell'altro Jeeg e di Z, riusciti finalmente a sbloccare il meccanismo di disattivazione, li convincono di non starsi sacrificando invano.
Il Kaiser volge lo sguardo su Z. Si blocca.
Ciò che passa nella mente dell'ibrido pilota-robot è indecifrabile. Meraviglia. Consapevolezza. O forse guarda il se stesso del passato senza riconoscerlo, completamente privo di qualsiasi passato oltre che di qualunque futuro.
Avanza verso Jeeg, con la Kaiser Blade in mano.

“Hiroshi!”
“Tsurugi...”
“Hai ancora la forza per un attacco combinato?”
“Quando vuoi...”
“Allora colpiamolo insieme, e mettiamo fine una volta per tutte al suo regno!”



I due robot fanno per muoversi.
Il Kaiser inizia a correre.
Il Great e Jeeg si dispongono a combattere.
La lama di Mazinkaiser cala.
Tetsuya urla a Hiroshi un ordine, e inizia il suo attacco.
Hiroshi scatta. Per un attimo la figura del Kaiser è immensa, sovraumana, senza possibilità di concedere vittoria.
La sua spada, la spada che un tempo fu del Generale Nero, cala.

Il cadavere di Jeeg giace, aperto in due, per terra.
La possente mano del Kaiser si stringe schiacciando la testa di Boss. Schiacciando Boss, Nuke e Moocha, all'interno.
"Voglio un'altra testa", dice la voce di quello che un tempo è stato Koji Kabuto, dentro il Kaiser, voltandosi per andarsene.
Come se non bastasse, uno dei Mass Production accorsi in rinforzo infierisce, del tutto gratuitamente, sparando un Drill Pressure Punch sul cadavere.
"Concentrati sugli altri, invece di fare l'idiota", è la secca risposta che arriva dal Mass Production di Jun, piena di rabbia e disgusto.
Nell'abitacolo del Brain Condor, chiude gli occhi per un istante.
I partigiani di Tetsuya, fusi insieme alle loro jeep.
Jeeg, quello che più di ogni altro - oltre Tetsuya e il Capo - è andato oltre le apparenze e l'ha trattata come una persona.
Boss, Nuke, Moocha e le loro buffonate.
Tutti morti. Tutti in nome di un ideale tradito, un ideale che lei rifiutava di riconoscere corrotto da tempo e per cui ha continuato a combattere.
Jun manda la sua ultima comunicazione a Tetsuya. "Credo che tu avessi ragione. Morirò oggi. Ma almeno, per una volta, morirò combattendo dalla parte giusta"
"Jun..."
"Andate via, finché siete in tempo!"
Un Thunder Break, sparato dal Mass Production di Jun, si abbatte su Mazinkaiser.
"Non pensare che ti lascerò da sola", mormora Tetsuya. Il Great Mazinger spalanca le sue ali, finalmente riconciliato in qualche strano modo col suo pilota, volando insieme al robot di Jun fianco a fianco.

L'attacco combinato di tutti i robot (Mazinger, il Great, il Mass Production di Jun e Jeeg) sembra per un momento danneggiare gravemente il Kaiser.
Ma non è ancora finita. Una fiamma cupa circonda il mostruoso robot. Una fiamma che ricorda quella in grado di curare i Generali di Mikeros e su cui si scorge una Z vivida più del resto.
Il Great e il Mass Production avanzano verso la cupola di fianco, condividendo lo stesso destino fino alla fine.
"Andatevene", dice un'ultima volta Tetsuya.
"Non è giusto! Non possiamo abbandonarli così!", urla Koji, dal Pilder di Zeta, mentre la sagoma del mostro che piloterà in un prossimo futuro già inizia a formarsi nella cupola di fiamme. La sua voce è rotta dalla rabbia e dalla tristezza, entrambe ugualmente intense, entrambe laceranti. Jeeg è costretto a trattenere Mazinger Zeta, per evitare che si lanci in combattimento a sua volta.
I due Mass Production di rinforzo volano verso Jun e Tetsuya. Mentre quello che ha infierito su Jeeg attacca i due, l'altro rivolge - nello stupore di alleati e avversari - il suo Breast Burn contro Mazinkaiser.
Una comunicazione, amplificata, parte dal robot: è la voce di Masaki Goda, che si rivolge a Hiroshi, a quello ancora vivo.



"HIROSHI! IO NON DIMENTICO!"

Sapendo che si sta riferendo a quello che gli ha detto poco prima di lasciare il Geo-Front ("non dimenticare"), Hiroshi resta a guardare l'uomo che per odio - in un tempo lontanissimo - aveva organizzato una rivolta nella Fortezza delle Scienze, e che il suo perdono ha trasformato in un amico. Il dolore riesce a far tremare il suo corpo meccanico. Proprio come un corpo di carne e sangue.

"Koji. Portiamo al sicuro Umon e gli scienziati rimasti e andiamocene. Non possiamo lasciare che i nostri amici muoiano invano"

Maria, dentro le caverne di Fleed, cerca invano di mettersi in contatto con Koji: qualcosa disturba continuamente i loro sistemi di comunicazione.
Anche il suo tentativo di rintracciarlo telepaticamente viene interrotto, quando la ragazza ha la netta sensazione di due giganteschi e invisibili occhi che - di colpo - hanno rivolto la loro attenzione su di lei. Occhi di una creatura che non riesce a vedere, e che sembrerebbe avere poteri mentali nettamente superiori ai suoi.
Per quanto non ci sia la minima prova per sostenerlo, l'assoluta certezza di Maria - in parte confermata poi anche da Duke Fleed - è che Ryo Asuka la stia cercando senza sosta, e che quella che ha sentito intercettarla potrebbe essere lui.
Tetsuya, Sanshiro e Maria si impegnano a ripristinare un breve contatto radio con Koji e Hiroshi, riuscendovi anche se con risultati non ottimali. I due piloti, nel sollievo generale, sono ancora vivi. Quello che hanno subìto, però, lascia le tracce di una profonda amarezza nelle loro voci: sia il paralizzante terrore provato al cospetto del Mazinkaiser, sia la morte di chi si è sacrificato per concedere loro una via di fuga.
Hiroshi, soprattutto, dopo aver visto quale potrebbe essere la sua morte, deve sforzarsi di ignorare le parole della sua controparte di quest'epoca, il suo suggerimento di uccidere Koji finché ancora non è una minaccia.
Mazinger Z e Jeeg volano fino alle coordinate fornite da Duke Fleed, sull'Himalaya, per nulla desiderosi di incontrare dopo tanto tempo colui che entrambi reputano un traditore. Arrivati alla montagna, la luogotenente di Duke Fleed - a bordo del suo robot - li guida fino in fondo, giù nei ghiacciati e sotterranei gironi del regno.



La totale riunione della vecchia Armata Mazinger si ricostituisce con una freddezza lacerante verso alcuni elementi e un evidente sollievo nel rivederne altri.
Tetsuya sembra più turbato che felice di rivedere Koji, continuando a fissarlo con una luce incupita negli occhi.

I due superstiti all'attacco del Mazinkaiser raccontano per filo e per segno la terribile esperienza e come siano riusciti a salvare solo Umon e pochi altri del suo staff, portandoli nel piccolo villaggio occupato dalla resistenza (ora totalmente in mano all'uomo bendato) ai piedi del monte Daisetsu.
Nell'apprendere il sacrificio della sua controparte futura, Tetsuya resta estremamente turbato. Ma è la cattura (o la morte) di Jun, affrontata anche da lui come un'avversaria, che lo lascia assolutamente senza parole. Maria invece manda giù un boccone amaro di tristezza, nell'apprendere la fine dell'Hiroshi di quest'epoca e di Boss, Nuke e Moocha.
Koji insiste per una strategia da attuare insieme, in modo da ritornare il più presto possibile nel passato e impedire che accada tutto quello che sta succedendo. Ancora una volta, Duke Fleed afferma che in questa guerra non intende dare nessun supporto oltre la propria ospitalità.
Per quanto Kabuto cerchi di fargli capire che, quando Mazinkaiser avrà distrutto l'Armata Getter si volgerà contro Fleed, il pilota di Grendizer sembra molto sicuro dell'inespugnabilità del proprio regno.
"Il nostro compito è salvare la terra dai Vegan, non prendere parte nelle vostre lotte"
Senza nessun'altra argomentazione, Koji si limita a guardare Duke Fleed negli occhi, cercandoli oltre l'impenetrabile maschera.
"Noi l'avremmo fatto per te. Avremmo combattuto anche le tue battaglie"
"Non lo fareste mai", replica l'altro con freddezza.
"Se dici questo, non ci hai mai conosciuto"
Per quanto appaia turbato dalle parole di Koji, Duke Fleed si limita a voltarsi e andarsene.
"CHE FINE HA FATTO HIKARU?", gli urla Koji, prima che se ne vada. Duke si volta per un istante. Poi riprende a camminare verso la sua caverna.
"E cosa ne è stato di Sayaka?", chiede di rimando Tetsuya, rimasto in un pesante silenzio per tutta la conversazione.
Koji si volta, furioso, verso di lui. "Sai benissimo che non sono io, quello a bordo di Mazinkaiser"
Tetsuya continua a rimanere in silenzio, pur guardandolo con un'ostilità fin troppo eloquente.

E' nel decidere assieme una strategia, che i rapporti si tendono in maniera ulteriore. Sanshiro vorrebbe contattare la misteriosa Armata Getter, anche se la sua idea viene considerata folle e avventata da tutti quanti. Tetsuya, invece, ha bisogno di Lega NZ per riparare i danni del suo robot. L'idea migliore sarebbe recuperarla da un Mass Production caduto in battaglia.
La spaccatura di idee più grossa si ha nel decidere se restare e cercare di fermare il terribile potere di Mazinkaiser, come inizia a volere Tetsuya, o concentrarsi nel tornare indietro e impedire alle radici che tutto questo succeda, come vorrebbe invece Koji.
Le discussioni su cosa fare arrivano a un punto violento e toccano ferite ancora aperte nell'anima di Tsurugi, come il massacro di Edo.
Quando Koji ancora una volta cerca di fargli capire di non essere responsabile per ciò che ha fatto il suo io futuro, Tetsuya lo attacca contro una delle pareti di ghiaccio attorno a loro.
"Dovrei ucciderti adesso, se davvero volessi evitare in anticipo tutto quello che verrà"

Molto più per rabbia che per la reale paura che Tetsuya metta in pratica i suoi propositi, Koji cerca di stordirlo con la pistola a raggi. La scossa elettrica non sembra però scalfire il pilota del Great, la cui rabbia e il cui addestramento sono così forti da fargli ignorare lo choc.
Quando lo lascia andare, Koji se lo scrolla di dosso senza dire una parola, salendo sul Mazinger, ignorando Hiroshi e Maria che gli chiedono dove stia andando.
Sanshiro e Tetsuya, invece, senza dire una parola lo lasciano andare via.



Completamente ottenebrato dalla rabbia, deciso a dimostrare che non sarà il mostro che sta distruggendo il mondo, Koji Kabuto vola verso i resti del Centro di Ricerche Spaziali, deciso a tutti i costi a prendere i resti di un Mass Production, per permettere le ripazioni del Great Mazinger.
Solo quando arriva, si rende conto che l'impresa sarà molto più difficile del previsto: i Mass Production e Mazinkaiser sono ancora lì e, per quanto Mazinger Z si tenga alla larga dalla portata dei loro radar, può ingrandire l'immagine sui monitor del Pilder fino a intravederli mentre portano via i resti dei robot caduti, verso il Centro Anti-Vegan. Quando si sono allontanati abbastanza, Z si lancia a prendere i resti del Mass Production di Shiro.

Ignari delle intenzioni di Koji, Tetsuya, Hiroshi, Sanshiro e Maria stanno riparando i robot e tentando di adattarsi alla nuova vita nel regno sotterraneo di Fleed. Tetsuya chiede che gli sia portata della tintura nera, per ridipingere il Brain Condor e cercare di passare inosservato tra quelli del Mass Production.
Purtroppo, popolata prevalentemente da creature solo in parte meccaniche, Fleed non pare attrezzata per riparazioni efficienti come quelle della Fortezza delle Scienze o qualunque altra base che i piloti abbiano visto.
Tra gli operai che rimettono a posto i robot, Maria ne riconosce un gruppo piuttosto numeroso, imbacuccati in coperte e giacche pesanti che non ne nascondono però la natura di ragazzini apparentemente umani. Uno di loro si ferma a guardare Maria con una strana intensità.
La ragazza ricambia lo sguardo e poi mormora un nome, per cavarsi un dubbio. "Ryu? Ryu Takuma?"
Il ragazzino si scosta il cappuccio della giacca e corre ad abbracciare Maria. Non appena anche gli altri la riconoscono fanno lo stesso e, presto, Maria si trova letteralmente coperta di bambini in festa.
I Bambini Randagi, che credeva di aver perso.
Nel vociare incontrollato dei bambini, Maria parla con Ryu. Le si gela il sangue quando nota che, appena nascosto dai capelli, metà della sua faccia sembra essere coperta da un'infezione Vegan. Ryu le racconta che lui e la sua tribù di bambini sono stati tra i primi a ricevere impiantato - per ordine di Shiro - il parassita. Sono stati accolti a Fleed e sono rimasti sotto la protezione di Duke Fleed, per quanto egli non abbia mai rivolto loro parola. La telepate riflette in silenzio sul fatto che molto di se stessa e dei suoi ricordi, nella mente del Principe di Fleed, ha influenzato questa decisione.
Solo adesso, Maria si accorge che i corpi di molti bambini sono già vistosamente a uno stadio avanzato di sviluppo dell'alieno.

"Come... come avete preso tutto questo?".
Ryu fa un lungo sospiro. Dopo un attimo di silenzio, però, il suo sorriso determinato riprende a farsi strada. "Moriremo. Ma intanto, finchè siamo in noi continueremo a vivere"

Intanto, Koji si accorge con preoccupazione di essere inseguito da tre Mass Production.
Prova una manovra di disimpegno, ma i tre volano in una formazione assai ben organizzata e, in più di un'occasione, è solo la bravura del pilota di Mazinger Z a evitare di trovarsi circondato. Tuttavia, i Mass Production rimangono sempre molto più veloci di lui.
L'unica alternativa è volare verso un luogo in cui è certo che non sarà seguito.
Quasi senza pensare a ciò che fa, Koji prende la rotta verso il Monte Asama, nei territori controllati dall'Armata Getter.

sabato, gennaio 06, 2007

32: Giorni di un Mazinger futuro




Mazinger Z, Jeeg, Minerva X e Gaiking volano su una Tokyo da incubo, completamente controllata da quella che una volta era la più potente ed eroica forza di pace che solcava i cieli.
Accolti da Umon e dal suo staff, i piloti atterrano nei pressi del Laboratorio per le Ricerche Spaziali e i loro robot subito sistemati al loro interno, nelle aree sotterranee che una volta ospitavano l'hangar di Grendizer.
Per quanto Koji cerchi di sdrammatizzare, lo sguardo di Umon e degli altri scienziati è inequivocabile. Paura, disprezzo e stupore.


Nella Sala di Controllo, Umon non nasconde il suo rammarico per tutto quello che sta succedendo, ma è soprattutto nel sentire i resoconti dei piloti, che i suoi nervi si tendono.
Nel sentire la versione di Shiro, su com'è morto Yumi.
La verità è molto distante dalle storie che i piloti hanno sentito: benché ci sia stato uno scontro fatale tra la Torre di Hayato Jin e la Fortezza delle Scienze, questa non ha provocato la morte di Yumi, visto che fin dall'inizio lo scienziato si è rifiutato di collaborare con la nuova Armata Mazinger. Il vecchio Direttore della Fortezza è ancora vivo, tenuto prigioniero nella Fortezza Speciale Anti-Vegan, dove vengono rinchiusi tutti quelli sospettati di covare un'infestazione aliena (in realtà, oppositori politici o persone scontente del nuovo ordine).
Dalla Fortezza non si torna mai: costruita ribaltando le fondamenta del Centro Ricerche per l'Energia Fotoatomica, è fortificata e piena di guardie, GM Mass Production ed esper. E' la più inattaccabile base dei territori controllati dall'Armata Mazinger.
Maria chiede quanti siano i Mass Production attivi al momento. Il numero esorbitante (circa una trentina nel solo Giappone) fa nascere seri dubbi su come possa esserci tanto Japanium - presente nel solo Monte Fuji - per ricavare le loro corazze in Superlega NZ. Umon non è capace di rispondere a questa domanda, nè a quelle riguardanti le radiazioni G. Ipotizza che l'unica cosa che può riportare tutti indietro è una concentrazione di energia G della stessa intensità di quella che ha provocato il warp temporale. Tuttora però, non è stato accertato cosa abbia provocato il sovraccarico ai tempi dello scontro contro Angoras e, certamente, non sarebbe al momento replicabile.
Preoccupata, Maria chiede anche se ci siano notizie dall'isola vivente di Zeku Alba, ma Umon la rassicura dicendole che non c'è stata alcuna novità in tutti questi anni.
Le novità riguardano piuttosto le controparti future dei piloti.
Di Koji si sa tutto e niente: trovato il Mazinkaiser in un modo e in un luogo a cui mai ha solo accennato, ha sconfitto con esso il Gran Maresciallo Inferno, per poi essere completamente dominato dal proprio robot. Ha dato il via alla caccia alle streghe, quando le infestazioni Vegan e le mutazioni tra le persone hanno subito un aumento vertiginoso, ed è il campione dell'Armata Mazinger.
Sanshiro è morto in un attacco suicida contro il Generale Nero, nel giorno in cui finalmente la Fortezza delle Scienze ha tenuto fede alla sua sfida lanciata a Berlino tempo prima. L'attacco non l'ha ucciso, ma ha contribuito in modo determinante a indebolirlo e a garantire la vittoria ai compagni.
Jeeg si è ritirato dalla guerra subito dopo la liberazione della Corea, senza dare alcuna spiegazione. Alcune voci dicono sia tornato in Giappone, dalle parti del Monte Daisetsu e, forse, potrebbe essersi affiliato all'esercito di resistenza di Tetsuya.
"E io?", chiede Maria.
"In un certo senso... in un certo senso sei con Duke Fleed"
Percependo lo stesso imbarazzo sentito la prima volta che ha posto questa domanda, Maria insiste di più sulla questione, ma Umon si rifiuta di dare ulteriori particolari.
Solo quando la ragazza si rivolge con rabbia allo scienziato, chiedendo di non essere trattata come una bambina, questi si decide, con estrema riluttanza, a dire tutta la verità.
Umon racconta che, verso la fine della guerra, il Gran Maresciallo Inferno catturò sia Grendizer che Minerva X, coi rispettivi piloti. Daisuke e Maria furono tenuti prigionieri e sottoposti a ogni genere di esperimento finché non riuscirono a liberarsi nel grande attacco finale contro Mikeros.
Ma solo uno di loro lasciò la fortezza volante Demonica. Nè Daisuke nè Maria, ma Duke Fleed. Nato dalla fusione di entrambi, un ibrido creato dal Maresciallo Inferno forse con lo stesso procedimento con cui venne creato il Barone Ashura. Insieme a Grendizer, Duke Fleed appoggiò l'Armata Mazinger contro il Maresciallo, per poi rifugiarsi nelle viscere della terra assieme al sedicente popolo Jamatai e a una parte di Mikeros che gli giurò - per motivi ancora non chiari - fedeltà.
Ora, col suo popolo di mostri, Duke Fleed attende l'arrivo di Vega per tornare in superficie.


Per quanto Koji insista nel voler contattare Duke Fleed, Maria è talmente choccata dalla notizia da non prendere nessuna decisione, almeno per il momento, malcelando l'irritazione per la mancanza di tatto dimostrata dagli altri piloti, esclusivamente interessati a trovare il pilota di Grendizer e del tutto indifferenti al dramma interiore della ragazza nell'apprendere cosa ne è stato di lei in quest'epoca.
La scelta su cosa fare, in ogni caso, divide per l'ennesima volta il gruppo: Sanshiro insiste per andare fino al fronte sul Monte Asama, dove l'Armata Mazinger sta combattendo l'Armata Getter, perchè a quest'ultima le radiazioni G sono strettamente collegate. Hiroshi è ancora reduce dall'incubo di ciò che è accaduto a Mayumi, molto più orribile e privato, e non vorrebbe fare altro che rintracciare il suo se stesso del futuro. In silenzio, si dirige in jeep verso il Monte Daisetsu, senza dire una parola. Altrettanto determinato è Tetsuya, che parte in direzione di Edo, il piccolo villaggio di profughi che lo ha accolto nel lungo periodo della sua assenza dai campi di battaglia, mentre la Fortezza delle Scienze combatteva Mikeros a Berlino.
Per non farsi intercettare dai GM Mass Production, chiede a Umon di far verniciare di nero il suo Great Mazinger, in modo da farlo assomigliare a uno degli altri che sorvegliano i cieli. I tecnici, pur eseguendo l'ordine, lasciano scritto al posto del numero di matricola la scritta DOC.
Koji sceglie invece di provare di continuo a mettersi in comunicazione via radio con le frequenze del Great Mazinger, sperando di contattare il Tetsuya di questo tempo e verificare se davvero sta guidando un esercito di resistenza.

Sanshiro, cedendo alla sua consueta impulsività esce per recarsi al Monte Asama. Il suo ben noto sangue caldo e il legame speciale con il proprio robot, però, lo porta a ignorare tutte le precauzioni prese dai suoi compagni e a uscire direttamente con Gaiking.


Koji continua disperatamente ad armeggiare con la radio. Cambiando di continuo frequenza, a un certo punto, un suono piuttosto strano spezza il muro di "rumore bianco" su cui i suoi tentativi hanno finito per infrangersi uno dopo l'altro.
E' il gracchiare di una cornacchia.
Per un momento, si ferma. Per quanto possa sembrare assurdo da dire, quel suono ha una sua familiarità. Resta in attesa, col fiato sospeso, mentre un pensiero assurdo comincia a formarglisi in testa.
Voci.
"C-capo! vieni a vedere!"
"Checc'è?"
"La radio, capo! dà segni di vita!"
"Certo, idiota! l'ho rimessa a posto io!"
A questo punto, Koji non riesce più a trattenersi.
"BOSS! NUKE! MOOCHA!"
Dall'altra parte, la conversazione sembra raggelarsi.
"Capo, è la voce di Kabuto!"
"Ci ha beccati, capo, che facciamo??"
"Boss, non sono quel Koji! Ascoltami! Devi aiutar..."
La conversazione viene troncata di colpo. Koji cerca di rimettersi in contatto un paio di volte, ma senza il minimo successo. Freneticamente, fa di tutto per rintracciare il segnale e scopre che sembrerebbe trasmettere proprio da lì, dal monte Daisetsu.
Correndo subito nella sala di controllo, chiede a Umon un mezzo per raggiungere il più velocemente possibile la zona senza dare nell'occhio.
Il dottore ci pensa su per qualche momento. "Un mezzo c'è... un vecchio mezzo volante che avevi progettato e che abbiamo tenuto qui. Mi pareva si chiamasse TFO"
Koji si volta un momento prima di correre verso l'hangar in cui è tenuto il suo vecchio ufo giallo.
"Avete ancora quella tuta da pilotaggio azzurra?"



Tetsuya in pochissimo tempo raggiunge Edo, ma il villaggio è molto differente da quello che ha lasciato.
Poco lontano dal bunker in cui i suoi abitanti si rifugiano durante gli attacchi dei mostri di Mikeros, sorge un piccolo tempietto funebre. In un silenzio innaturale, Tetsuya atterra e scende dal Brain Condor.
Nessun segno di vita, nei pochi passi che lo separano dall'ingresso del tempio. Un cielo immenso sopra di lui, sempre tinto di innaturali sfumature verdastre e il nulla sotto i suoi piedi, che fa rimbombare ogni passo in modo agghiacciante. Dentro, una colonna con una lunga fila di nomi. I nomi di tutti gli abitanti di Edo, quelli che Tesuya ha conosciuto personalmente e altri che non ha mai sentito... tutti gli abitanti a parte Go Ichimonji.
La ritrovata umanità del pilota del Great Mazinger - ritrovata proprio grazie a tutte quelle persone che non ci sono più - aleggia come uno spettro nelle mura, e nel piattino delle offerte che pare non venire più riempito da molto tempo.
L'orrore per quello che è successo lascia in fretta il posto a un'ostinazione pericolosa, la pretesa di capire cosa sia successo e soprattutto perchè. Con il corpo di piombo, Tetsuya si prepara a entrare nel bunker.
Il bunker è aperto. Nessun allarme che risuoni al suo ingresso.
Il pilota del Great Mazinger si fa strada attraverso sale vuote. Corridoi vuoti. Tutto sembra esser stato portato via, rovistato, esaminato. Su ogni muro, una grossa Z tracciata a spray.
Tetsuya si siede in mezzo a uno stanzone spoglio del complesso.
La terribile realtà dell'Armata Mazinger e di ciò che è diventata ora è tutta lì, tutta in mezzo a quelle mura coperte dal simbolo della Z, tracciata da soldati che hanno portato via uomini, oggetti, intere storie.
"Come hanno potuto - si chiede Tetsuya con una rabbia crescente - come hanno potuto?"



"Identificati immediatamente!"
Uno stormo di quattro GM Mass Production vola a gran velocità verso il Gaiking, circondandolo da ogni lato. Sanshiro tenta una manovra di disimpegno, ma presto i quattro robot neri lo circondano da ogni lato, senza lasciarli una via di fuga.
"Sono Sanshiro Tsuwabuki, del Gaiking"
"Impossibile - risponde una voce fredda da uno dei robot - Sanshiro Tsuwabuki è morto anni fa"
"Portandosi dietro il Gaiking, no? e allora come mai ve lo ritrovate davanti, razza di idioti? Il vostro capo, Shiro Kabuto mi conosce. Chiedete a lui"
I GM Mass Production alzano all'unisono un indice verso il cielo, a richiamare il terribile potere del Thunder Break.
"Tenetelo sotto mira, mentre apro una comunicazione col comandante Kabuto"
Contemporanemante, Shiro apre una comunicazione col Centro per le Ricerche Spaziali.
"Credo di essere in un brutto guaio"
Maria, l'unica rimasta al centro a rimuginare sulle parole del dottor Umon e sul loro tremendo significato, è anche la prima a cogliere la trasmissione. Il tempo di uno sguardo preoccupato a Umon, ed entrambi capiscono che è inutile mantenere una copertura di neutralità ormai. Mentre maledice a gran voce Sanshiro per la sua avventatezza, Maria parte immediatamente con Minerva X ad aiutare Gaiking.

Il TFO sta volando in ricognizione sul Monte Daisetsu, quando sulla sua strada, sotto di sè inquadra la jeep di Hiroshi. Il tempo di una comunicazione e Koji scende dal disco volante, proseguendo con il cyborg la strada.
Il viaggio con Hiroshi non è affatto rassicurante: Jeeg è ancora silenzioso, imbrattato di sangue che il pilota di Z crede esser quello dei Chip Kamoi, ignorandone la mostruosa provenienza. Guardandosi intorno a ogni passo, i due si inoltrano nel boschetto da cui Koji ha rintracciato l'origine della trasmissione con Boss.
Cautamente, un passo dopo l'altro...
Finché il terreno non sembra sollevarsi dai loro stessi piedi e ribaltarli a testa in giù. Uno addosso all'altro, nel disperato tentativo di divincolarsi, Koji e Hiroshi capiscono di essere caduti in una trappola, dentro una rete a maglie strettissime che li fa penzolare dai rami di un albero a testa in giù.
"Capo! li abbiamo presi!"
"Abbiamo preso Kabuto!"
Koji urla in direzione delle voci. "Boss, dannazione! lasciaci andare, stai sbagliando tutto!"
Per un attimo, la voglia di Boss di esaudire la richiesta è più che mai concreta nell'aria. Poi, il suo vecchio e forse miglior amico, con ostinazione scuote la testa. "Non posso"
Hiroshi prova anche a rompere la rete, prima di accorgersi che le maglie sono pesantemente rinforzate. Koji cerca di divincolarsi per prendere la pistola a raggi e bruciare la rete, quando una voce risuona poco lontano da loro.
"Lasciateli. E' impossibile che questo sia il vero Kabuto, lontano dal Mazinkaiser. Teneteli comunque sotto tiro"
Dei passi risuonano alle spalle di Koji e Hiroshi.
Si portano lentamente davanti a lui e, quando la rete viene sganciata e i due finiscono a terra, la prima cosa che vedono è un paio di logori stivali da militare.
Koji e Hiroshi alzano lo sguardo, lentamente.
Vestito con l'uniforme della nuova Armata Mazinger, sbottonata e coi gradi strappati, Tetsuya Tsurugi rivolge loro uno sguardo severo. Vicino a lui, un uomo con la faccia e il corpo completamente coperti di bende. Alla sua destra, Hiroshi Shiba.

Non un cyborg. L'Hiroshi Shiba prima della trasformazione, quando era ancora l'asso della Formula Uno e non un mostro magnetico.



"SCRANDER DASH!"
Il Tetsuya a Edo sale a bordo del Brain Condor non appena riceve la comunicazione di Maria: i GM Mass Production stanno portando via Gaiking, .
Il Great Mazinger, camuffato come uno di quelli seriali, sbarra la strada alla piccola pattuglia. Per un momento, l'idea di Tetsuya è di tentare un bluff, spacciandosi per un militare dell'Armata e prendendo Gaiking in consegna.
Maria, intanto, pur monitorando la situazione da Minerva X, si tiene a distanza per non farsi inquadrare dai radar dei nemici. Silenziosa, attende.
"Nome, grado e matricola!"
Per un momento, Tetsuya è sul punto di inventarsi qualcosa perchè la sua copertura regga. Poi, insieme alla visione degli inumani GM Mass Production, si fa strada il ricordo di Edo distrutta. Quelle Z che sembrano dominare stanze svuotate e piene solo di desolazione.
Continuare a fingere non ha senso e non solo perchè il bluff non reggerebbe un istante.
"State pronti", dice a Maria e Sanshiro.

GREAT BOOMERANG!

Il colpo di boomerang scalfisce l'armatura del GM più vicino a loro. La rapida risposta degli altri, un Thunder Break e un Breast Burn arrivano colpendo il robot di Tetsuya, precedendo di poco il potente Hydroblazer che si abbatte sugli altri da parte di Gaiking.
La vernice nera brucia velocemente sul corpo del Great Mazinger, mentre i suoi occhi si infiammano di furia. Ben presto, i colori dell'unico vero robot progettato e costruito da Kenzo Kabuto emergono dagli strati di nero che contraddistingue le sue perverse copie.
"KOSHIRYOKU BEAM!!!"
Dalle nuvole, due occhi carichi di furia si accendono sciogliendo con la potenza dei loro raggi la corazza dei Mass Production.
I loro piloti rimangono interdetti e spaventati: da anni, nessuno pronuncia più il nome di quell'arma, oltre il tremendo Mazinkaiser di Koji Kabuto.
Dalle nubi nere di tempesta, esce fuori con un urlo agghiacciante Minerva X, che si avventa a sua volta contro gli avversari.
Buona parte dello squadrone concentra i suoi attacchi sul Great Mazinger, probabilmente perchè lo riconosce come il robot del capo della resistenza. Tetsuya para i colpi di Mazinger Blade prima che un boomerang si abbatta su di lui. Con un'incredibile sforzo di volontà, lo riafferra tra le mani mentre sta tornando indietro e lo lancia a sua volta contro i suoi nemici. Il fulmine lanciato di uno di loro, fa abbattersi su Minerva X che schiva rispondendo con un Breast Burn.
Gaiking si lancia contro un Mass Production ingaggiandolo quasi corpo a corpo, in modo da impedirgli di lanciare le sue armi più letali.


I continui colpi di boomerang, spade, scariche elettriche e raggi termici si concentrano sempre più sul Great, ormai quasi spoglio del colore nero e argento dei Mass Production. Minerva X fa esplodere due nemici con il Thunder Breaker. Gaiking pianta le corna nel corpo di uno, distruggendolo con una scarica di Deadly Thunder e il Great Mazinger dà il colpo di grazia all'ultimo rimasto squarciandolo con il Great Boomerang.
"Non è ancora finita!", dice Maria allarmata.


Sui radar, appaiono altri quattro puntini, molto più veloci dei precedenti.
I piloti li inquadrano e ingrandiscono l'immagine, fino ad aver perfettamente chiaro che cosa sono.
Altri due Mass Production, targati 01 e 02.
Un robot progettato da Koji ai tempi della Fortezza, Million Alpha.
Ma soprattutto, l'Imperatore dell'Inferno.
Mazinkaiser.

Maria e Sanshiro cercano di convincere Tetsuya ad andarsene, prima che la squadriglia si abbatta su di loro. Il pilota del Great sembra non voler sentire ragioni: dapprima rallentato dallo scontro con i Mass Production, ora la sua memoria è macchiata ancora da ciò che è successo a Edo. Senza dire nulla si lancia verso la pattuglia di nemici.
Un Mass Production, lo 02, vola nella sua direzione.
Tetsuya e la Jun Honoo si affrontano faccia a faccia.
"Come avete potuto? alcuni di loro... alcuni di quelli di Edo erano solo bambini!"
"Erano infestati Tetusya... non erano più umani", è la fredda risposta di Jun.
"VOI non siete più umani! Non è per questo che sono stati creati i Mazinger... non era questo il sogno di nostro padre!"


Jun scatena il Great Typhoon contro Tetsuya, in un tentativo di renderlo inoffensivo senza fargli del male.
Minerva X e Gaiking si lanciano all'attacco. Dopo nemmeno una manciata di secondi, però, i comandi dei due robot smettono completamente di funzionare: senza capacitarsi di cosa stia succedendo, entrambi precipitano schiantandosi a terra, con solo il tempo di ascoltare una compiaciuta comunicazione da parte di Shiro.
"Ringraziate Koji. E' lui che ha introdotto per la prima volta dei comandi per la disattivazione a distanza"
Ai due non occorre sforzarsi per capire ciò a cui Shiro si sta riferendo: il progetto per la disattivazione a distanza di Koji risale infatti a quando Minerva X perse il controllo, pilotata da Sayaka, e in seguito ai primi devastanti attacchi di furia di Jeeg. Una precauzione per quando i robot sembrano avere la mente sulla mente dei piloti, ora però usati per togliersi di mezzo gli avversari in ogni momento.
In preda alla rabbia per esser stata sopraffatta da un piccolo chip di cui non ha mai caldeggiato l'esistenza, Maria incita rabbiosamente Minerva a rialzarsi, ignorando che Sanshiro sta facendo la stessa cosa a bordo del Gaiking, anch'egli sfruttando il suo particolare legame empatico con il robot.
Nulla da fare. Come fosse un destino che si compie, è solo Tetsuya sul Great Mazinger a fronteggiare i nemici.
Solo una voce, una voce mentale fa eco al furore di Maria. Una voce per lei sola.
Non avrei mai pensato di rivedere il tuo robot.
Una voce che arriva da sottoterra.

"Non vi aspetterete che vi crediamo, vero?"
Il Tetsuya di questa epoca guarda con aria di sfida Koji e Hiroshi, ancora tenuti sotto tiro dai soldati della resistenza.
Con rabbia, Koji cerca ancora di spiegare la frustrazione, stanco di incappare sistematicamente nell'odio di ogni persona in cui incappi. Boss, Nuke e Moocha lo guardano con la silenziosa speranza che sia veramente la persona che dice di essere, come se non aspettassero altro che di riabbracciare l'amico di un tempo.
L'uomo bendato non dice una parola, squadrando con impazienza i prigionieri.
Hiroshi fissa Hiroshi, con uno sguardo reciproco di stupore.
"Ho la prova che stiamo dicendo la verità - dice l'Hiroshi caduto dal passato - So cos'è successo poco prima dello scontro con Angoras"
Per un un attimo fa fatica a proseguire. Rimane in silenzio e poi aggiunge rivolgendosi alla sua controparte futura. "Il perchè eri così infuriato sul campo di battaglia. Un segreto terribile che..."
"... che non ho mai rivelato a nessuno", prosegue l'altro. Poi guarda Tetsuya.
"Stanno dicendo la verità, puoi credermi"
Tetsuya guarda con aria dubbiosa il compagno, poi fa cenno agli altri di abbassare le armi. "Seguitemi, c'è molta strada da fare"
Proprio in quel momento, al comunicatore, l'allarmata voce di Maria riporta un messaggio agghiacciante.
"Dove siete? Gaiking si è fatto catturare dai Mass Production e siamo andati ad aiutarlo. Abbiamo bisogno di rinforzi"
"Razza di idiota! - ringhia Koji - che si arrangi da solo per una volta"
"Koji, stiamo combattendo contro il Mazinkaiser!"
"... cosa?"

Il Great Mazinger schiva per un pelo un Drill Pressure Punch dal robot di Shiro, che si va a infrangere sul tempietto dedicato alle vittime di Edo.
Il Mass Production di Jun attacca con un Breast Burn mentre, terribile, risuona la voce di Koji all'interno del Mazinkaiser.

"TURBO SMASHER PUNCH!"

Il Mazinkaiser pone avanti a sè i pugni, che cominciano a risuonare del fragore impazzito delle ventole a rotazione, prima di venir sparati a velocità altissima verso il Great Mazinger. Con una manovra disperata, Tetsuya riesce a uscire dalla loro traiettoria, al prezzo di subire in pieno l'attacco di Jun, che martoria la corazza del robot già danneggiata dal combattimento precedente. Il braccio del Great Mazinger viene completamente fuso, rendendo impossibile attaccare con il Drill Pressure Punch, e anche la piastra centrale riporta gravissimi danni.
La rabbia di Tsurugi è però tutta per il mostro che ha dato inizio a questo incubo terrificante, l'uomo che un tempo ha chiamato fratello e la crudele bestia meccanica ai suoi comandi.
"LA PAGHERAI PER TUTTI LORO!"
Il Thunder Break si abbatte sulla corazza del Mazinkaiser. Per quanto riesca appena a scalfirla, per Tetsuya è già un risultato.

FIRE BLASTER!

La vampa infernale che esce dalle piastre del Mazinkaiser viene mirata al Great e travolge impietosamente Million Alpha, che si trovava sulla stessa traiettoria. Di nuovo, l'esperienza di Tetsuya ha la meglio, facendogli schivare abilmente il colpo. Million Alpha perde quota, danneggiata gravemente dal proprio stesso alleato.
Con il sudore freddo sulla fronte, Tetsuya si accorge che non è stato affatto un incidente. Mazinkaiser non si è minimamente preoccupato di distruggere uno dei suoi, pur di distruggere il Great.
Proprio in quel momento, il secco colpo del Great Boomerang di Jun, trancia le ali dello Scrander, facendo precipitare a terra il robot.
Nella polvere, Tetsuya percepisce la sua rabbia e quella del suo Great, per la prima volta abbattuto dai nemici. Perfettamente coincidenti. Uniti, come mai lo sono stati, nell'umiliazione e nella rabbia.
Raccoglie quella rabbia, l'affila come un'arma, mentre sente il massiccio corpo del Mazinkaiser che atterra poco distante da lui.
Con un ultimo sforzo, estrae la Mazinger Blade, fissando il suo nemico negli occhi.


"DEMONIO!"
Il Mazinkaiser abbassa lo sguardo su di lui, come se Tetsuya lo avesse chiamato col suo vero nome. Poi, una luce potente esce dal suo petto e al quasi incosciente pilota del Great Mazinger sembra quasi che il mostro con cui sta combattendo estragga una spada enorme proprio da lì, dalla Z in mezzo alle piastre centrali.
Lo spadone a due mani del Generale Nero.
Correndo, con la spada sguainata, il Mazinkaiser corre a finire il Great Mazinger, facendo rimbombare la terra coi suoi passi.
Il Great si appoggia alla spada, nel tentativo disperato di morire almeno con dignità.
La terra trema forte, sempre più forte...


Fino a spaccarsi. Fino a eruttare un intero esercito di mostri che si arrampicano uscendo, volando, arrampicandosi dalle viscere della terra. Un esercito di demoni terribili che si frappone tra il Great Mazinger e il Mazinkaiser, sormontati da una gigantesca astronave circondata da lingue di fuoco.
Yamata No Orochi.
Sulla cima dell'astronave un robot che Tetsuya, Maria e Sanshiro conoscono bene. E nel guardarlo, capiscono che - in un modo o nell'altro - la vera Armata Mazinger si è finalmente ricomposta.
"Sei tornato... traditore", mormora Sanshiro.
Ben diversa è la reazione di Tetsuya, le cui labbra si distendono in un sorriso, in mezzo a tutto il sangue colato sul volto dalle innumerevoli ferite.
"Sapevo che saresti tornato prima o poi... Daisuke"


Una comunicazione dal Grendizer viene diramata a tutti e tre i piloti.
"Sto mandando alcuni dei miei a prendervi e portarvi al sicuro a bordo di Yamata No Orochi. Non preoccupatevi, non ho intenzioni ostili"
"Daisuke...", inizia Tetsuya.
"Daisuke non è più il mio nome", risponde Duke Fleed, con un tono gelido, chiudendo la comunicazione.
Mentre alcuni mostri da combattimento coprono la fuga, Minerva X, Gaiking e il Great Mazinger vengono caricati a bordo della mostruosa astronave. Tutto è troppo veloce, le urla di frustrazione del Mazinkaiser, il gridare dei mostri che afferrano i robot caduti e li portano in salvo.
Maria fa in tempo a comunicare a un atterrito Koji lo sviluppo della situazione, prima che Yamata No Orochi si inabissi nel sottosuolo e inizi un lungo viaggio molti chilometri lontano dalla superficie terrestre.
Le strumentazioni di bordo iniziano presto a subire disturbi e a impazzire. Per quel poco che Maria riesce a capire della traiettoria della nave, via via che essa procede nel suo viaggio, sembrerebbe che si stia dirigendo verso l'Himalaya.
"Dove ci state portando?", chiede Tetsuya, con le sue ultime forze.


Stavolta, a rispondere è una comunicazione da uno dei soldati di Duke Fleed. Una ragazza straordinariamente pallida, con i capelli verdi e un casco che ricorda vagamente la testa di un drago.
"Vi stiamo portando a Fleed"
Tetsuya rimane interdetto, ricordando ciò che Umon disse in un tempo che sembra ormai lontanissimo. "Ma Fleed non esiste"

"Ora esiste"