giovedì, aprile 12, 2007

36: la solita, vecchia storia




Quando Hiroshi apre gli occhi, l'espressione stupita dei suoi compagni è la prima cosa che vede. Si alza.
All'inizio non capisce cosa stia succedendo: perchè Maria, Sanshiro e Koji lo guardino con un'espressione piena di meraviglia nè perchè Tetsuya aggiunga nel suo sguardo anche una certa strana cupezza. Poi, alza le mani verso i suoi occhi e anche la sua faccia resta per un momento impietrita.
Pelle, sulle sue dita d'acciaio.
Pelle.
"Sono... sono tornato normale?"
Mentre Sanshiro annuisce, Hiroshi si specchia nella lucida superficie del Great Mazinger in riparazione.
"Sono di nuovo Hiroshi Shiba", mormora con un filo di voce.
Tutti trattengono il fiato.


"Grazie", mormora Hiroshi. All'inizio, è difficile capire a chi si riferisca.


Poi lo ripete. "Grazie". Al bambino che gli ha regalato la lumaca, ai suoi compagni di viaggio, perfino ai mostri che lo circondano.
Nessuno sa come commentare. Koji è l'unico con la faccia tosta di stringere una spalla dell'amico: l'acciaio è ancora sotto la pelle, inscalfibile, infrangibile, ancora inumano come lo era un tempo.
"Non sei tornato normale", gli dice a voce bassa, dopo un attimo di esitazione.
"Non importa - mormora Hiroshi - Non importa. Almeno posso sembrarlo". I suoi capelli crescono a vista d'occhio, mentre parla.


Hiroshi scuote la testa.
"Fa lo stesso. Fa lo stesso... è..."
Si zittisce sentendo qualcosa, sulle guance e poi sulle labbra, che non solcava il suo viso da tempo.
Lacrime.
Tetsuya non commenta. Non che non sia felice per quello che è capitato a Hiroshi ma, in cuor suo, si fa strada inesorabilmente un dubbio.
Quello che stanno vivendo è un probabile futuro o un ineluttabile destino? In disparte, bisognoso di risposte, sale sul Brain Condor.
Un'unica comunicazione, diretta alla Torre.
"Go Ichimonji, se sei in ascolto... ho bisogno di parlare con te"


Correndo per tutta Fleed, Hiroshi stringe in abbracci improvvisi e stretti ogni abitante che abbia una forma vagamente umanoide. Sente il sudore, le lacrime, il piegarsi dei muscoli del volto in un sorriso. Non importa se, ancora, sotto la sua pelle, l'acciaio delle nanomacchine attende solo il momento di tornare in superficie. Non importa se, in fin dei conti, non è tornato un essere umano oltre quest'apparenza. Per quanto piccolo possa sembrare, questo traguardo è uno dei più felici da anni.





Mentre Hiroshi riassapora tutte quelle sensazioni che la sua natura di cyborg gli ha negato per tutto questo tempo, Koji va a parlare con Duke Fleed.
"Ti sei preso abbastanza tempo per pensarci?", chiede il pilota di Zeta, entrato nella vuota sala del trono.
Duke Fleed alza lo sguardo verso di lui. "Sì... l'ho fatto"

Per un momento, Koji è sicuro che la risposta che seguirà sarà assolutamente negativa. Poi, Duke parla di nuovo. "Abbiamo entrambi un nemico tremendo. Ma l'Imperatore delle Tenebre può rivelarsi qualcosa di ancora peggiore, rispetto a Mazinkaiser. Fleed e l'Armata Getter combatteranno insieme, finchè Mazinkaiser non cadrà. Ma se Hayato Jin vuole impadronirsi dell'energia dell'Imperatore, la nostra alleanza finirà un momento dopo"

Koji annuisce. Un'espressione molto più rilassata compare sul suo volto. "E' ragionevole".
Poi, con lo stesso tono scanzonato con cui si rivolgeva al pilota di Grendizer, quando ancora era solo Daisuke Umon, aggiunge: "Dì un po'... sei poi diventato capace di pilotare quel tuo robot?"
Per un momento, dietro il suo impenetrabile elmo, Duke Fleed sembra avere un'aria divertita. "Spero di aver fatto qualche progresso".
E' un breve istante in cui i due sembrano essere tornati ai tempi della Fortezza delle Scienze, con i battibecchi e le sfide al simulatore. Con un sorriso appena accennato, Koji esce dalla grotta, lasciando posto a Maria, anche lei giunta a parlare con Duke.



"Sono pronta. Sono pronta per parlare con Rigarn"
Duke annuisce. "Stai attenta a ciò che dirà"
"Pensi che possa mentirmi?"
"No - mormora a voce sempre più bassa il monarca di Fleed - temo che userà la verità per ferirti e per confonderti. Per quanto ora sia sotto la mia bandiera, non ha mai dimenticato le perdite che ha subìto durante la guerra. Nessuna creatura di Mikeros l'ha mai fatto"
Maria resta in silenzio per qualche istante. Qualche istante in cui quasi cerca lo sguardo di Duke, un essere in cui si rispecchia per metà.
"Starò in guardia, non preoccuparti"
Lontano, all'uscita della grotta che fa da sala del trono a Duke, la telepate scorge Flora, che attende con impazienza. Quando Maria le passa vicino, scatta sull'attenti, pronta a scortarla, con una certa sorpresa da parte di quest'ultima.
Flora fa cenno di seguirla.

In quel momento, poco lontano, il comunicatore di Koji segnala un'emergenza.
"Professor Umon, che succede?"
"Koji... siamo sotto attacco!"
"L'Armata di Mazinkaiser?"
"No... non sembrano loro... siamo in pericolo!"
"Arriviamo subito, resistete!"
Koji dirama l'avviso a tutti i suoi compagni.

Nel sentire al comunicatore la chiamata alle armi, Hiroshi è colto da un brivido.

Se non fosse più in grado di ritrasformarsi? O, peggio, se una volta riuscito non potesse più tornare a questa parvenza di umanità? Varrebbe la pena sacrificare per sempre la sua utilità in battaglia per tenersi stretta qualcosa di simile a una vita comune? Che la sua esistenza non possa comunque essere normale, sprofondata com'è in un truce futuro che non gli appartiene, è al momento solo un dettaglio. La pelle sulle sue mani è una promessa molto più forte di ogni altra.




Chiude gli occhi. Si concentra. Unisce i pugni.
Una profonda scarica di energia elettromagnetica forma un piccolo cratere attorno a lui. Quando, però, Hiroshi si porta le mani al volto, nulla è cambiato: non è riuscito a ritornare alla sua forma di cyborg.
Poco lontano da lui, gli altri piloti risalgono sui loro robot, pronti a partire.
"Non riesco a ritrasformarmi". La voce di Hiroshi, al comunicatore, è piena di panico.
"Aspetta - dice Koji - conosco un modo infallibile".
Senza lasciargli il tempo di dire nulla, Mazinger Zeta afferra Hiroshi tra le sue enormi dita. Poi, a tradimento, lo lancia in aria a parecchi metri dal suolo. Lo spavento improvviso fa urlare Hiroshi a squarciagola, sicuro che da lì a poco andrà a sfracellarsi. In preda al panico, unisce i pugni mentre la pelle formicola per l'affiorare dell'acciaio dei nanoidi.
Quando cade a terra, Hiroshi ha di nuovo la sua vecchia forma di cyborg.
Alza lo sguardo verso Mazinger.
"Sei impazzito? E se non fossi riuscito a trasformarmi?"
"Per chi mi hai preso? Ti avrei afferrato al volo, ovvio! Muoviti coi componenti, al villaggio sono nei guai!"
Mentre Hiroshi si trasforma completamente in Jeeg, Koji apre un'altra comunicazione.
"Dais... Duke. Vieni anche tu!"
"Te l'ho già detto. Siamo alleati solo per quanto riguarda Mazinkaiser e l'Imperatore delle Tenebre"
"DANNAZIONE, DAISUKE! E' TUO PADRE!"
"... non lo è mai stato", replica l'altro, chiudendo bruscamente la conversazione.
Koji scuote la testa, amareggiato. Tutta l'umanità che sembrava venuta a galla un istante prima, ora è improvvisamente ridotta in cenere.
Mazinger Z, Jeeg, Minerva X e Gaiking decollano e si dirigono verso il piccolo villaggio ai piedi del Monte Daisetsu, dove sopravvivono le braci dell'esercito di partigiani.



Per quanto le parole di Umon ("Non sembrano dell'Armata di Mazinkaiser") insospettiscano molti di loro, credono di essere pronti a tutto.
Non a quello che si trovano davanti, una volta arrivati, però.
Il Drago Spaziale, insieme ad altre due corazzate che ne riproducono il macabro stile scheletrico: una aerea, raffigurante un falco, e una terrestre, dalle fattezze di cavallo.
Dalla prima, arriva una comunicazione.
Schwartz.
"Non credevo di rivedere nessuno dei vostri robot"
"Schwartz? Sono Koji Kabuto... quello vero. Ascolta, è una lunga storia..."
"Per me non fa alcuna differenza"
A interrompere la discussione è un furibondo Sanshiro. "Maledetto bastardo? Cos'hai fatto al Drago?"
"... e perchè ti stai preparando a colpire questa gente?", aggiunge a bassa voce Koji.
"Lavoro... nulla di più. Mi pagano bene per catturare queste persone. Cosa vogliano farci, non è affar mio"
"CHI?", ringhia Sanshiro, avvicinandosi progressivamente.


Un sorriso cattivo compare sul volto di Schwartz.
"Segreto professionale, amico mio"
"Schwartz! torna da dove sei venuto. E' l'ultima possibilità", sussurra Koji.
"COSA NE HAI FATTO DEGLI ALTRI?", urla Sanshiro, che non sembra affatto volenteroso di offrire all'americano un'ultima chance.
"Li ho uccisi. Ho ucciso tutti quelli che non reputavo capaci di gestire la situazione"
Un secco tremito di orrore scorre sulle spalle di tutti i piloti.
Gli occhi di Gaiking si accendono di rabbia.
Koji, nel Pilder, stringe i comandi. "Anche... anche Masai?"
"Sì. Anche quell'inetto"
"ERA SOLO UN BAMBINO!"
Il volto di Schwartz si accende ancora di una mostruosa allegria. "Su questo, sono d'accordo con te"
Non importa che ci siano tre corazzate contro di loro, che ognuna di essa vomiti i robot del vecchio esercito di Schwartz, nè che l'ex maggiore sia in netta superiorità numerica. I nostri si lanciano contro di loro, senza la minima esitazione.
Lo stesso Schwartz entra in battaglia con uno strano robot, a metà tra un Gaiking e un Getter G in configurazione Liger.
"LUI E' MIO!", ruggisce Sanshiro, parandoglisi davanti.
Koji si lancia verso una delle due corazzate, quella aerea.

"Proprio come la prima volta - commenta divertito Hiroshi - Maria, ho bisogno di una mano per entrare dentro il Drago Spaziale!"
Minerva afferra saldamente Jeeg per le braccia, scaraventandolo di peso contro l'hangar del Drago Spaziale. Poi, l'arpia robotica compie una spericolata virata e, urlando, si lancia verso la corazzata terrestre.

La terra trema con violenza.

I nostri hanno appena il tempo di accorgersi delle crepe che si disegnano sul suolo prima di spaccarsi, quando Yamata No Orochi esce allo scoperto.
"SHOOT IN! DIZER, GO!"
Grendizer, sparato fuori dallo Spacer, si lancia sulla stessa corazzata presa di mira da Minerva.
Nelle baracche sotto il teatro dello scontro, nel villaggio occupato dagli scienziati e dai guerriglieri superstiti, il dottor Umon assiste alla scena con un groppo al cuore.
"Daisuke..."



Mentre i mostri Haniwa di Fleed sembrano riequilibrare il numero dei due schieramenti, Sanshiro e Schwartz si affrontano.
"Credi di sconfiggermi con quella squallida imitazione?", ghigna Sanshiro, pregustando tutta la ferocia dello scontro.
"Questo è il Raiking, ragazzo. L'ultima cosa che vedrai"
"Ne dubito. Noi siamo il Gaiking. E ora preparati a morire"


Il corpo di Gaiking si inarca all'indietro. Gli occhi dello spettrale volto da drago, che ha sul petto, si contorce in una smorfia di rabbia e risucchia tutta l'atmosfera di morte e la brama di sangue riflessa negli occhi degli altri robot. Il corpo sprigiona una fiamma cupa, fin troppo simile a quella invocata dai mostruosi Generali di Mikeros.
A vedere gli occhi lucidi di follia dello spaventoso robot di Sanshiro, anche i suoi compagni, per un istante perdono improvvisamente il controllo, attaccando i nemici come bestie impazzite.
"SOUTHERN CROSS!!", ruggisce Tsuwabuki, in piena simbiosi con il suo robot.
Raiking reagisce estraendo dalla sua stessa corazza una falce di energia.
"A NOI DUE!"



Jeeg alza con rabbia i pugni al cielo, scatenando il suo terribile potere elettromagnetico e facendo andare in tilt parte della strumentazione di controllo del Drago Spaziale. Un robot dell'Armata di Schwartz, dall'ombra, apre il fuoco contro di lui, ma Jeeg è fin troppo pronto di riflessi per subire il suo attacco.
Nel buio, la figura ricurva e possente del demonio d'acciaio avanza tra le luci impazzite d'allarme dell'hangar.


"SCRANDER CUTTER!"
Le robuste ali dello Scrander di Mazinger Z squarciano la corazzata in solchi via via sempre più profondi. Un fuoco incrociato di missili colpisce il robot di Koji alle spalle, ma molti di essi rimbalzano inesorabilmente sulla sua Lega Z.
La morte di Masai non concede la minima possibilità di perdono, nel cuore di kabuto. Alternando i voli radenti contro la corazzata alla furia del suo Breast Fire, gli occhi del pilota riflettono perfettamente il fuoco scatenato dallo stesso robot.
"BREAST INFERNO!"
Evitando i nugoli di missili che le vengono sparati contro, Minerva X rivolge la sua rabbia distruttrice all'altra nave, fondendone una parte di fiancata.
"DOUBLE HARKEN!". In piedi sulla parte superiore della stessa nave, Grendizer ne squarcia la superficie con la sua alabarda.



Ma a dominare i cieli è lo scontro tra Gaiking e Raiking. L'Hydroblazer di uno si infrange sullo Zektor Beam dell'altro. Il robot di Sanshiro vola contro il suo avversario, dando inizio a un serrato scontro corpo a corpo. La potenza dello Zektor Beam ricaccia all'indietro Gaiking, mentre un secco colpo della falce energetica manda in pezzi la Southern Cross.


Una comunicazione si accende sullo schermo di Sanshiro.
"San...zzz....non...."
Un'ombra familiare appare sullo schermo. Sanshiro esita solo un istante. L'interferenza provocata dai poteri magnetici di Jeeg non gli permette di capire chi stia cercando di mettersi in contatto con lui.
Raiking e Gaiking si fronteggiano, per qualche istante prima di scagliarsi l'uno addosso all'altro.




Intanto, Mazinger Z, con il Breast Fire, infligge un colpo mortale alla nave che sta affrontando. Benché ferito dal fuoco incessante degli Hydroblazer delle due corazzate, Koji osserva con soddisfazione una cappa di fumo nero uscire dalla nave mentre, col motore in avaria, perde quota e va a schiantarsi per terra.
Jeeg, intanto, ha ormai ridotto alla più totale impotenzail robot che stava affrontando nell'hangar del Drago. Proprio quando l'avversario è giunto al limite, Hiroshi cessa di attaccare.
"Arrenditi e avrai salva la vita"
Il soldato di Schwartz non se lo fa ripetere, scappando dalla nave. Solo allora, voltandosi nel buio, Jeeg nota un altro robot osservarlo e poi saltare via verso di lui. Sentendosi in pericolo e ancora inebriato dalla battaglia, Jeeg spara un Double Knuckle Bomber verso di lui, colpendolo.
Il robot avversario, dalle fattezze di una lince con un occhio solo, si volta verso di lui.
"Ringrazia che ho di meglio da fare", dice il pilota al suo interno. Poi, nello stupore di Hiroshi, si lancia contro la corazzata rimasta, quella attaccata da Maria e Duke.



Intanto Minerva sale vertiginosamente di quota, accumulando energia elettrica negli artigli e nelle antenne.
"THUNDER BREAKER!!"
Contemporaneamente, le corna di Grendizer si sbiancano e si fanno incandescenti.
"SPACE THUNDER!"
Il cielo si sbianca e si spacca per il fragore di due fulmini si abbattono con uno schianto sulla nave nemica.

"Siamo dalla vostra parte! Non vogliamo attaccarvi!"
La disperata comunicazione che arriva dal Drago Spaziale, stavolta, non è interrotta dalle cariche di disturbo di Jeeg. Sanshiro non fa fatica a riconoscere chi sta parlando benchè sia molto cambiato: i capelli sono decisamente più corti, gli occhiali rettangolari e a lente gialla. Un pesante cappotto rosso è aperto sul torso nudo.
"Sakon"
"Sanshiro? Sei veramente tu? Io... io credevo che tu..."
"Sono ancora vivo, non preoccuparti. Parleremo di questa storia con più calma"

A dimostrare le proprie buone intenzioni, il Drago scarica una serie di missili contro la corazzata rimasta. Il danno provocato da quest'ultimo attacco, insieme a un ulteriore inferto da Mazinger e dal robot pantera, manda definitivamente in avaria la nave avversaria.

"Sei rimasto solo", ghigna Sanshiro verso Schwartz.
Il Raiking stringe le fauci della sua seconda faccia sul petto contro il Gaiking. Quest'ultimo, a sua volta, ricambia la cortesia in un tremendo Killer Bite.
I due lottatori sono stretti in un abbraccio di odio primitivo, con le zanne che penetrano inesorabilmente nella corazza dell'altro e gli occhi iniettati di un furore ormai disumano. E' la bravura di Sanshiro a sbloccare l'empasse, liberandosi e piantando le corna nel robot di Schwartz.
"DEADLY THUNDER!!!"
La scarica elettrica fa irrigidire il corpo del Raiking fino a devastarlo completamente.
Il maggiore si spegne in un urlo in cui, selvaggio e indomabile, sopravvive tutto il suo odio.

Tutto si fa silenzioso.

"Scendete dai robot con le mani in alto!"
Quello che lascia tutti sgomenti è il tono di Koji: un tono che non fa la minima differenza tra i soldati di Schwartz e quelli del Drago. Soprattutto, quando il pilota di Zeta dichiara che - da questo momento - tutte e tre le corazzate e i robot custoditi dentro custoditi sono sequestrate dai Mazinger, i suoi stessi compagni hanno reazioni contrastanti.


Hiroshi si schiera subito dalla parte di Koji. Quando il pilota della pantera robotica (un ragazzo piuttosto giovane, con un occhio bendato e un look decisamente vistoso) dice a gran voce che non intende dare il suo robot a nessuno, Jeeg lo minaccia calando l'enorme piede su di lui per calpestarlo.
Il ragazzo non fa una piega.
"Sei coraggioso... ti credi un grand'uomo, vero?", lo schernisce Hiroshi.
"Lo sono - ammette tranquillamente l'altro - e non dovrete distruggerlo, il mio robot, per metterci sopra le mani"
"Nessun problema", dice Koji, staccando la testa della Pantera.
La freddezza del ragazzo viene infranta in pochi attimi. Furioso, si volta verso Sakon. "Io me ne vado"
"Fai pure, per noi non fa molta differenza", ghigna Hiroshi.


Sakon guarda Zeta con occhi pieni d'odio. "E' la solita vecchia storia, no? Vi abbiamo aiutati, che diritto avete di comportarvi da fascisti con noi?"
Koji replica immediatamente. "E voi? Non ci stavate attaccando insieme al vostro amichetto, Schwartz?"
"Non è nostro amico. Ha preso il Drago con la forza. Siamo stati costretti a obbedirgli e cedergli il Drago"
"Ma guarda... e perché?"
"Perché, sconfitto Mikeros, lui ha preso i nostri cari in ostaggio, esattamente come il Generale Nero prima di lui"
"... ma guarda. E state dalla parte di chi?"
"Di nessuna. Lavoravamo per entrambi gli schieramenti, senza differenza"
Koji, a stento, trattiene la rabbia.




"La solita vecchia storia, vero? Abbassate la cresta davanti a chiunque. Spiegami perché dovremmo darvi fiducia una volta ancora... per abbattervi la terza volta?"
Ora è Sakon a perdere la pazienza. Cambiato nell'aspetto, lo è anche nel modo decisamente più aggressivo di porsi.
"Cos'è, ci stai chiedendo di scegliere? Immolare altra gente per la grande causa di Mazinger? Abbiamo combattuto con voi, adesso, te ne sei accorto?"
"Solo perché avete riconosciuto Sanshiro, scommetto"
Di fianco a lui, è proprio Sanshiro a interrompere le parole di Koji.
"Quindi cosa vuoi fargli? Li ammazzi preventivamente?"
"Guarda che eravate voi a non badare a spese sulle vite dei civili, quando scodinzolavate dietro i Generali di Mikeros", ringhia Koji, completamente fuori di sé.
Perfino il Gaiking stesso pare irrigidirsi, non solo il suo pilota. "Perfettamente uguale a come sarai nel futuro, vero Kabuto? Un perfetto nazista"
"Nazista io? Questi sono nostri nemici, si sono SEMPRE comportati come tali e SEMPRE lo faranno. E noi cosa dovremmo fare? dar loro una sculacciata e mandarli a casa?"
"Non possiamo nemmeno comportarci come quelli che stiamo combattendo", obbietta Maria, osservando dubbiosa la scena: entrare in una moralità umana, dopo i lunghi anni di prigionia nell'Area 51, le riesce estremamente difficile.
"Ma siete impazziti tutti?", ruggisce Koji.
"Tu sei un pazzo. Un pazzo prepotente e pericoloso", sibila Sakon.
"STA' ZITTO! Solo per quello che ha fatto la tua banda di collaborazionisti, dovreste essere processati qui e adesso!"
"Davvero? Non conta niente aver sacrificato le nostre vite e quelle di coloro che amavamo per voi, vero? Ho visto morire tutti i miei amici! Tutti! E sempre per colpa vostra e di questa guerra... e ora? rinfacciare le nostre colpe è l'unica cosa che sei in grado di fare?"
"Sacrificare le vostre vite era il minimo che potevate fare per riscattarvi", replica gelido Koji.
Sanshiro sposta lo sguardo verso Grendizer. Non sentire nessun commento di Daisuke, sempre in conflitto con qualunque presa di posizione bellicosa, riesce difficile.




"Risolvete in fretta le vostre diatribe. Abbiamo cose più importanti a cui badare" è il secco parere di Duke Fleed.
Flora fa un sorriso crudele. "Perché lasciarli in vita, se ritenete possano essere dei nemici?", sentenzia facendo spostare verso il gruppo di prigionieri il proprio robot, e attendendo dal suo principe un ordine per ucciderli.
Duke Fleed resta in silenzio a guardare gli altri discutere.
"Con tre corazzate - continua Koji - potremmo entrare molto più tranquillamente in guerra contro Mazinkaiser. Se volete ridargliele, rischiamo di trovarcele contro... professore, dica qualcosa!"
Umon guarda sconsolato il gruppo di prigionieri. "Per quanto capisca le tue posizioni, Koji, non posso condividerle. Non voglio che le cose si risolvano con questi mezzi"
"Come al solito, fa fatica a prendere una posizione", replica il pilota di Zeta, amareggiato.
"Non è vero. Una posizione l'ho presa... Koji, tu non puoi saperlo, ma tutto questo intero futuro è nato così. E' nato da posizioni inizialmente sensate"
"Allora facciamo come volete voi - sbotta Koji, esasperato - ma che stiamo combattendo a fare?"
"Forse sei veramente tu il peggior pericolo che l'umanità deve affrontare, Kabuto", sorride cupamente Sanshiro, sul suo robot.
"Ah, ma non leccavi i piedi di Hardias fino all'altro giorno? O erano direttamente quelli del Generale Nero?"
"Comodo cambiare discorso, vero?"
Jeeg incrocia le braccia. "Io sono con te, Koji"
"Anche io", sibila Flora.
Uno sbuffo secco dal casco, fa capire che Duke Fleed è totalmente indifferente alla situazione.
"Dovremmo evitare che si allontanino, se non vogliamo che comunichino la nostra posizione a qualcuno", dice Maria con voce asciutta, ancora confusa sul da farsi.
"Per chi lavoravate?", chiede Hiroshi a Sakon.
Per quanto il capitano del Drago resti sempre con la voce compressa dalla rabbia, risponde. "Solo Schwartz prendeva gli incarichi... a noi non era concesso conoscere nulla"

Sul monitor di Zeta compare l'immagine di Hayato.
"Kabuto, situazione? sono riuscito a trovare solo ora una rotta sicura. Adesso possiamo raggiungervi con la Kujira e scortarvi fino alla Torre"
"L'emergenza è rientrata - replica cupo Koji - portiamo prigionieri e mezzi nuovi"
Mentre una delle tre corazzate (quella dalla forma di falco) viene abbandonata momentaneamente, quella terrestre e il Drago Spaziale partono, occupate dai membri della vecchia Armata Mazinger.
Jeeg prende dal Raiking Schwart, per interrogarlo. Il militare, però, non può più dare risposte, rimasto ucciso nel combattimento.
Gaiking strappa il cadavere dalle mani del robot magnetico.
Con una fredda, lucida rabbia, infierisce sul cadavere carbonizzandolo con gli Eye's Beam.

Duke Fleed da ordine di caricare gli equipaggi su Yamata No Orochi. La vecchia Armata e le forze di Fleed vanno per trattare col comandante Jin; anche Maria si riunisce al gruppo, recuperati i soldati che erano caduti distante o si erano allontanati di loro spontanea volontà dal campo di battaglia.
Con l'Armata Getter, l'equipaggio del Drago non può certo sperare in un trattamento migliore: ancora sconvolto per la breve permanenza nella mostruosa fortezza-drago di Duke, il gruppo viene circondato e preso prigioniero dai soldati di Hayato. L'ultimo sguardo di Sakon, prima di essere portato via, è pieno di odio verso Koji e i suoi compagni. Anche Kabuto guarda la scena piuttosto turbato: non era sua intenzione far sì che quelli del Drago perdessero la propria libertà, solo metterli in condizione di non nuocere ancora.


Ma presto, l'attenzione si sposta su Hayato e sul modo in cui vengono presi in custodia (con metodi molto più gentili) i guerriglieri del fronte anti Mazinkaiser. Hayato e Shikishima osservano con grande attenzione l'uomo coperto di bende, unico rimasto tra i capi dei partigiani e ancora senza memoria.
Jin si rivolge a Koji con un sorriso soddisfatto. "Ti ringraziamo per averci riportato il nostro miglior pilota, Ryoma Nagare"
"Ah sì? - replica Kabuto - Spero che sia un prezzo sufficiente allora per riavere Morimori. Altrimenti Nagare resta con noi"
Sul volto di Hayato il sorriso si allarga, facendosi appena più sinistro.
"E' un prezzo ragionevole", concorda, dando ordine per la scarcerazione immediata del dottore.
Vedendo arrivare i soldati, la prima reazione del confuso Ryoma è di assalirli. Poi, guardandoli come se in effetti li riconoscesse, si ferma, con il pugno sospeso l'aria incerta sul da farsi.
L'aria di qualcuno che stia cercando disperatamente di ricordare.

Il ritorno di Morimori è di tutt'altro genere.
Per quanto la ferita faccia ancora male, corre con un enorme sorriso verso Sewashi e Nossori, abbracciandoli. Abbraccia anche Koji, ringraziandolo per averlo tirato fuori da quella situazione e, per un momento, nel cuore del pilota di Zeta c'è la stessa serenità che aveva nelle sue scelte, ai tempi della guerra con Hell.

Infine, Hayato e Duke Fleed (sempre scortato dalla sprezzante Flora) vengono presentati.
I due si lanciano un'occhiata gelida ed estremamente eloquente al tempo stesso: non si piacciono, una profonda diffidenza scorre al solo vedersi. Quest'unico, breve incontro porta la promessa di una tacita dichiarazione di guerra, che si concretizzerà un istante dopo la caduta di Mazinkaiser.
Hayato porge la mano a Duke, guardandolo freddamente negli occhi.
Duke non ricambia, limitandosi ad annuire.
Senza fare una piega, Hayato si rivolge a Koji.
"Raduna gli altri e rivediamoci alla Torre. E' ora di preparare un consiglio di guerra"

Hayato precede gli altri nella sala tattica della Kujira, chiudendo la porta dietro di sé.
Non accende la luce. Lascia che gli occhi si abituino all'oscurità e si rivolge a uno schermo acceso, unica fonte di illuminazione nella stanza.
"Devo ringraziarti. Finora ci hai fornito informazioni sull'Armata Mazinger e hai permesso che ci spostassimo tranquillamente senza essere disturbati dalle ronde dei Mass Production. Ora, la prima parte del nostro piano ha avuto successo"


Nello schermo, l'immagine di Ryo Asuka si concede un sorriso.

lunedì, marzo 12, 2007

35: il comandante della Torre




Gli sportelli degli hangar della Torre si aprono, uno dopo l'altro.
Koji Kabuto viene scortato all'interno della gigantesca struttura da uno stuolo di Getter Dragon, che non smettono di volargli vicino, in modo da tagliargli ogni via d'uscita. Fin dentro l'hangar, anche uscito dal robot, Koji viene costantemente accompagnato da una banda di soldati che -a differenza dei rigidi e iperdisciplinati militari della nuova Armata Mazinger - appaiono più come un branco di fuorilegge.
Stupito e non del tutto rassicurato per non essersi visto la pistola laser requisita, Koji attraversa i lunghi corridoi della Torre per incontrare il comandante Hayato Jin.
Le cose che si dicevano di lui, poco prima dell'invasione Mikeros, non sono molto rassicuranti: Hayato ha fama di essere un sanguinario terrorista, un uomo privo di scrupoli che non esiterebbe un secondo a mettere in pericolo la vita dei suoi stessi sottoposti. Eppure, si rende conto freddamente Koji, lui e l'Armata Getter devono aver avuto una parte determinante nella liberazione del Giappone, se il suo esercito ha avuto buon diritto di avanzare una disputa territoriale sull'intera nazione.

Le porte della cabina del comandante si aprono.



Dentro, un ragazzo appoggiato a un muro, con un vistoso taglio a croce sulla faccia, che rivolge a Koji un ghigno feroce. Dietro a una scrivania, in piedi, uno scienziato con metà faccia pesantemente ustionata e un'espressione allucinata, da folle, sull'altra metà.
Seduto, mentre si fuma una sigaretta, Hayato, in completo elegante e occhiali scuri. Una pistola di piccolo calibro è sulla scrivania, a lasciare presagi ben poco rassicuranti nella mente di Koji. I militari puntano le armi sul pilota, che non cessa di rispondere con uno sguardo minaccioso.
"Koji Kabuto... che onore. Si sieda, la prego", dice Hayato indicando la sedia davanti a lui.
Cautamente, Koji si siede, senza staccare gli occhi da quello che ancora non è sicuro se chiamare alleato o antagonista.
"E' quantomeno... strano... vederti a bordo del tuo robot, e in vena di trattare"
"E' una storia lunga" esordisce Koji, conscio di quanto possano sembrare assurde le sue parole. Comincia a raccontare come lui e altri dell'Armata siano stati sbalzati nel futuro. L'esplosione di Raggi G, l'avaria ai sistemi di navigazione, il risveglio nei pressi di una Tokyo molto diversa da quella che ha lasciato.
Il ragazzo con la cicatrice scoppia in una risata di scherno, dando prova di non credere a nulla di ciò che è stato detto.
Lo scienziato guarda Hayato.
"La somiglianza è impressionante... ma potrebbe essere un androide con le sue fattezze, per quello che ne sappiamo"
Hayato non si scompone. Accende l'interfono.
"Fate entrare il nostro ospite", si limita a dire.
Nel giro di pochi minuti, nella cabina viene fatto entrare una persona che Koji conosce molto bene e la cui vista gli mozza il respiro.
"Dottor Morimori! Pensavo le fosse successo il peggio!"
Hayato guarda con un sorriso cupo Kabuto che si china sullo scienziato, decisamente provato da mesi e mesi di prigionia.
Lo vede voltarsi di nuovo verso le guardie. "Presto portategli dell'acqu..."

BAM!!!



Un colpo di pistola risuona nella cabina. Con gli occhi spalancati dall'orrore, Koji guarda Hayato con la pistola fumante in mano, e Morimori con una profonda ferita nello stomaco.
"MALEDETTO FIGLIO DI PUTTANA!", ruggisce Koji, facendo per sparare ad Hayato. I soldati, come se non aspettassero altro che quel momento, sparano a loro volta a Kabuto con fucili che non sembrano troppo dissimili dalla pistola del pilota.
Una scarica di laser paralizza Koji per qualche momento, facendogli cadere l'arma per terra.
Mentre stringe i denti in preda al dolore e soprattutto alla rabbia, sente Hayato rivolgersi al professore accanto a lui.
"No, Shikishima... non credo che una reazione simile sarebbe stata quella di un droide o di un clone. Mi sono convinto che c'è del vero nelle parole del nostro Kabuto"
Ancora scosso, Koji fa comunque per riprendere la pistola, prima che Hayato lo interrompa di nuovo. "Non lo farei, davvero. Se mi spari moriresti crivellato di colpi poco dopo, e nemmeno il buon dottor Morimori sopravviverebbe. Se invece continuiamo a discutere pacificamente, darò immediatamente ordine di farlo medicare. Le ferite allo stomaco portano alla morte in un tempo relativamente lungo... e noi abbiamo le attrezzature per spenderlo al meglio"
Quelli di Koji, adesso, sono occhi carichi di odio.
"Non c'era bisogno di questo. Ero venuto con le intenzioni migliori"
"Ho preferito togliermi il dubbio"

Con un senso di frustrazione crescente, Koji si rende conto di non avere molta scelta. Annuisce, con la rabbia che gli strozza le parole, e si rilassa - non molto, ma abbastanza per continuare a parlare - solo dopo che Hayato gli mostra le sue guardie portare Morimori in infermeria e dare inizio alle medicazioni.
In quel momento, il comunicatore di Koji suona.
Per un attimo, la sala è immersa nel silenzio. Poi, Kabuto risponde.
"Koji! Qui Umon... ci sono delle novità interessanti"
"Professore. Sono qui con il comandante dell'Armata Getter, Hayato Jin", replica Koji, con una voce bassa e piatta.
Stavolta, il silenzio è tutto dalla parte di Umon.
"Forse è meglio..."
"Professore, la prego. Parli". Koji, per quanto ha capito che Umon non abbia piacere a divulgare le sue novità a portata di orecchio di Hayato, ha ancora paura che un'eventuale reticenza possa avere conseguenze terribili sulla vita di Morimori.
"Riguarda l'uomo bendato che collaborava con Tetsuya... ma davvero preferirei..."
"L'uomo bendato?", chiede Shikishima ad Hayato.
E' un attimo. Koji intuisce di avere qualcosa che interessa ai generali dell'Armata Getter e decide di approfittarne, chiudendo in tempo la comunicazione con Umon.
"Va bene, ora vi dirò tutto"

Koji ripete la sua storia, l'attacco al Centro di Ricerche Spaziali, la fuga precipitosa. L'unica cosa su cui tace è Fleed e la presenza dei suoi compagni al suo interno.
"Anche a noi interessa la caduta di Mazinkaiser", conclude poi, aggiungendo che altri ancora sono interessati alla sconfitta del capo dell'Armata Mazinger, come gli altri piloti arrivati dal passato e quelli della resistenza. La proposta di Koji è incontrare i propri compagni in un territorio sicuro e negoziare una possibile alleanza: da lì mettersi in contatto con tutte le altre forze che potrebbero avere lo stesso fine comune.
Hayato annuisce, cercando - con la propria freddezza - di far passare in secondo piano l'espressione ansiosa di Shikishima.
"Va bene. Una squadra di Getter scorterà il tuo Mazinger Z fino a un luogo neutrale... la Corea andrà benissimo"
"Ovviamente, Morimori viene con me"
La bocca di Hayato si piega in un sorriso. "Ovviamente no. Morimori è la nostra garanzia che non farai scherzi. Non ti preoccupare, non gli verrà fatto nulla, hai la mia parola"
"Voglio che almeno gli venga un comunicatore, per sincerarmi delle sue condizioni"
"Questo non è un problema"
Mentre Koji sta per uscire, Hayato si rivolge al ragazzo con la cicatrice a croce sulla faccia.
"Esci anche tu con lui"
"Come vuoi", replica il ragazzo con aria annoiata.
"Sai quale robot prendere, e stai attento"
Il ragazzo si volta un attimo. "Non preoccuparti... Mondo Saotome non ingaggia uno scontro senza sapere di uscirne vincitore"



Mazinger, pochi minuti dopo, vola circondato da due Dragon e un Getter di colore nero, dal mantello stracciato. Gli occhi del robot hanno due pupille, come quelle che Koji ha visto spuntare ai robot dell'Armata Mazinger quando perdono il controllo. Tuttavia, non sembra essere un pericolo e presto, stufo del silenzio, Kabuto decide di attaccare bottone.
Sfiora con una mano del Mazinger il mantello del Black Getter che, a differenza dei robot che Koji ha visto finora, non sembra uno Scrander rigido, ma un vero manto di stoffa.
"Questa è la famosa Lega Polimorfica?"
"Già. Ti consiglio di non starmi attaccato... potrei perdere il controllo di questo bestione e staccarti la testa senza accorgermene"
Koji sbuffa. "Certo, certo... qual'è il tuo nome?"
"Mondo. Mondo Saotome. Beh... per te non c'è bisogno di presentazione"
"Già..."
"Sappi, riguardo alla tua storia, che penso siano un mucchio di stronzate"
"Felice di saperlo... è da molto che piloti quel coso?"
"Abbastanza. Ho cominciato poco dopo l'invasione dei mostri... hai presente com'erano messe le città, subito dopo?"
Koji, nel suo Pilder, fa un cenno di diniego un po' amareggiato, solo per se stesso. Ripensa all'anno passato in fondo al mare nella Fortezza delle Scienze, in attesa che i robot venissero potenziati per essere resi capaci di combattere con Mikeros, e i piloti addestrati allo stesso scopo.
Mondo continua a parlare, intanto. "Nessuna grossa città era un piedi, all'epoca... un dannato casino. Io e un mio compare eravamo rimasti intrappolati a Osaka. Dove non cercavano di ucciderti quelli di Mikeros, lo facevano altri morti di fame per un po' di cibo o acqua. I robot di mio padre ci hanno liberato, dopo qualche tempo"
"Sei il figlio del professor Saotome?"
"Sì, quel vecchio bastardo... lo conosci?"
"Solo di fama"
"Comunque adesso piloto uno dei Getter... e dovrei solo ringraziare Hayato. Non avevo idea di quanto fosse esaltante spaccare teste a bordo di un gigante come questo"
"Dovrebbero essere strumenti di pace...", replica Koji, a bassa voce.
Qualche minuto dopo, la costa della Corea si avvicina.
Koji è estremamente stupito che lui e la squadriglia Getter (che ha seguito Zeta e il Black Getter in configurazione Liger fino alla costa e in configurazione Poseidon dalla costa in poi) non siano stati ancora intercettati dai Mass Production.
"Siamo troppo veloci, per loro. E poi non riuscirebbero a vedere i Liger, sotto terra", spiega Mondo.
"Ok... ma vuoi farmi credere che non tengano tracciato anche il sottosuolo? Sapendo specialmente che siete voi i più attrezzati per sfruttarla come via di fuga?"
"Mettila così... quando Hayato stima che certe rotte siano sicure, lo sono al 100%. Non chiedermi come faccia, so solo che è così"

Gli occhi di Gaiking si accendono nel buio, contemporaneamente al risveglio di Sanshiro. Il pilota si guarda intorno, sentendo qualcosa.
Una presenza, qualcosa d'impalpabile. Una sensazione di rabbia che lo afferra allo stomaco che gli risale in un ringhio ferino, primordiale. Due pupille compaiono sugli occhi del robot, mentre il suo pilota cerca disperatamente di controllarsi.
"Tetsuya! Maria! Hiroshi!"
Un urlo in risposta da una delle grotte.
Sanshiro corre, senza sapere se lo sta facendo perchè preoccupato che stia succedendo qualcosa o per rispondere a un suo qualche istinto oscuro.



Un gigante - apparentemente sbucato dal buio della grotta in cui sono rifugiati - avanza verso Hiroshi e Maria. Ha zanne da lupo, muscoli da gorilla e nei suoi occhi brilla un fuoco primordiale che accende, ancor di più, la rabbia dei due piloti. Sempre di più.
Il gigante afferra Hiroshi, ancora in forma da combattimento, sollevandolo come una bambola. Urlando, il cyborg cerca di divincolarsi, picchiando il gigante a colpi di frusta, prima che il suo avversario non lo scaraventi con una violenza immane contro la parete.
Lo sconosciuto avanza poi verso Maria.
Estrae un coltello, un coltello a serramanico gigantesco, e sorride. I tentacoli alieni della ragazza si protendono verso di lui, in una terribile replica di quello che - per un essere umano - sarebbe una posizione di difesa.
Sanshiro entra proprio in quel momento: per un istante, il gigante guarda anche verso di lui. Il suo ghigno ferino si distende in un sorriso più rilassato, come se avesse appena incontrato un volto fin troppo conosciuto, un vecchio amico. Poi, anche dalla gola di Sanshiro si fa strada un urlo rauco, primitivo, pieno di furore cieco.
Quando la guardia di Duke (con Tetsuya, Duke stesso e Flora) irrompe, Sanshiro ha come prima reazione quella di avventarsi sui soldati. Poi si blocca, improvvisamente calmo, stanco.
Dietro di lui, fanno eco i singhiozzi di Maria.


Maria è davanti a Tetsuya e agli altri, trasformata. Anche Hiroshi è nella sua forma da combattimento e, lentamente, sta riprendendo quella abituale da cyborg.
Duke, dal canto suo, scosta i suoi soldati e si mette accanto a Maria, standole vicino e cercando di calmarla.
Lentamente, i tentacoli della ragazza si ritraggono fino a tornare nel suo corpo.
"Cosa... cosa sta succedendo?", chiede Tetsuya, con la voce strozzata. Per un attimo, i ricordi di ciò che lui e Daisuke videro all'Area 51 sono fin troppo forti nella sua memoria. Il clone di Maria che si inarcava all'indietro, file di zanne, occhi e possenti tentacoli che uscivano dal suo corpo, facendone ribollire la carne.
"E' il parassita. Anche se non è ancora sviluppato pienamente, ha percepito che il corpo del suo ospite era in pericolo di vita e ha reagito"
Tetsuya guarda Maria. I suoi occhi sgranati dal terrore, il corpo tremante.
Scuote la testa, chiudendo i suoi.
E' il comunicatore a interrompere il silenzio che si è venuto a creare.
"Una comunicazione da Kabuto", sussurra Tetsuya. Dentro la caverna, sono rimasti solo lui, Duke Fleed, Maria, Hiroshi, Sanshiro e Flora.
"Se non fosse lui e rispondessi, chiunque stia inviando questa comunicazione potrebbe tracciarci e scoprire dov'è il tuo regno. Se non risponderò, forse non avremo altre possibilità di metterci in contatto con Koji". Tetsuya guarda Duke Fleed negli occhi, appena nascosti dal casco.
"Devi decidere tu. Ho già approfittato a sufficienza della tua ospitalità, non voglio mettere la tua gente in pericolo", dice il pilota del Great.
Duke riflette per qualche secondo. L'incessante bip del comunicatore si fa ossessivo.
"Rispondi"
Senza riuscire a trattenere un moto di rabbia, Flora esce dalla grotta.
Koji parla con Tetsuya, spiegando per filo e per segno la situazione: il pilota del Great Mazinger parte quindi con Maria, Sanshiro e Hiroshi per incontrarsi con la delegazione della Squadra Getter. Le parole di Duke Fleed, le quali non descrivono l'esercito di Jin migliore di quello del Mazinkaiser, non tranquillizzano nessuno ma neppure impediscono di seguire quella che appare a molti come l'unica via per tornare a casa.
"Forse Maria dovrebbe restare qui", dice Tetsuya.
"No - risponde la ragazza, scuotendo la testa e ancora stordita da quanto è successo - Non è niente"
"Se dovessi perdere il controllo ancora..."
"Non succederà", dice Duke Fleed.
"Davvero? Sei disposto ad assumertene la responsabilità?"
"Credo di sapere meglio di te e degli altri come si comportano i parassiti Vegan", risponde il principe, con una voce asciutta.
Tetsuya annuisce, senza dire nulla. Poi fa un cenno a Maria e fa per allontanarsi verso il Brain Condor.
Prima di andarsene, la voce di Sanshiro lo inchioda lì, sul posto.
"Hai visto anche tu quel gigante?"
Tetsuya si volta. "Gigante?"
"Era vestito di stracci e con un enorme coltello... non posso averlo visto solo io!"
Il sangue si ferma, nelle vene del pilota del Great. "No... non l'ho visto"
"Da come sei impallidito, sembra che tu lo conosca fin troppo bene"
Tetsuya resta in silenzio. "Ti sbagli. Andiamo adesso, la strada è lunga"
In Corea, i piloti reduci dal passato si trovano davanti a Mazinger Z, circondato da due Dragon e dal Black Getter.
Basta un attimo: gli occhi del Black si accendono, contemporaneamente a quelli di Minerva. Per un attimo, la mente di Maria e di Mondo si offusca, e i due robot si lanciano l'uno contro l'altro, sotto gli occhi atterriti dei membri delle rispettive squadre. Quando sembrano entrati completamente corpo a corpo, entrambi i piloti riescono a recuperare la lucidità sufficiente a virare di colpo, allontanandosi in tempo.
I robot, uniti da un muto furore, restano a squadrarsi.

Koji, dal Pilder fa per dire qualcosa, prima di essere interrotto da una segnalazione sul radar.
Un oggetto in avvicinamento.
"Non preoccupatevi - mormora Mondo, con la voce ancora arrochita dalla rabbia - State per vedere la Balena"



Una grande corazzata a forma di pesce volante invade l'orizzonte.
Per quanto Koji e Sanshiro ironizzino sulla sua forma, e sul fatto che sembra una brutta copia della Gool di Hell, Tetsuya non sembra ricambiare l'allegria, sentendo montare una totale sfiducia nei confronti di colui con il quale stanno per trattare.
"E' lei il dottor Saotome?", chiede, aprendo una comunicazione con la nave.
Una voce divertita gli risponde. "Temo che il buon dottor non si faccia vedere da fin troppo tempo. Parlerete con me. Sono Hayato Jin, comandante della Torre"
La Kujira apre la "bocca", in realtà una grande rampa di atterraggio, invitando ogni robot, dell'Armata Getter e della vecchia Armata Mazinger, a salire a bordo, negli hangar. Jeeg è tra i primi a entrare, pur senza staccarsi dai componenti che dopo l'uscita di Koji dal Pilder.
Tetsuya, prima di entrare, chiede se sia presente anche Go Ichimonji, suo vecchio amico dai tempi di Edo. La voce divertita di Mondo spiega che il comandante Jin ha ritenuto opportuno lasciarlo lontano dalla vista dei Mazinger vista la sua reazione all'arrivo di Koji nel loro territorio.
Con toni decisamente più pacati, i nostri vengono portati nella sala di controllo, dove Hayato li attende con il sempre presente dottor Shikishima.


Dopo i freddi convenevoli, Hayato arriva immediatamente al punto.
"Un'intensità di energia Getter pari a quella che vi ha portato qui, sarebbe difficilmente replicabile, perfino da noi. La sua instabilità, inoltre, potrebbe portare a conseguenze non controllabili"
In preda a un insano entusiasmo, gli fa eco Shikishima. "Per quanto ne sappiamo potrebbe cancellare ogni cosa nel giro di svariati chilometri, o addirittura annullare questa stessa realtà"
Hayato lo interrompe. "Tuttavia, qualcosa in grado di generare una potenza simile esiste. E' sotto il Monte Fuji"
"Di che si tratta?", chiede sbrigativamente Tetsuya. Non ama nulla del suo interlocutore: nè i suoi modi, nè la sua glaciale disumanità, nè tantomeno l'aria perennemente sfuggente dietro i suoi occhiali.
"Un nucleo di Energia Getter che si è andato sviluppando nel corso degli anni. Vi siete mai spiegati il numero altissimo di Mass Production, rispetto alla quantità di Japanium richiesto per costruirlo?"
"Il Japanium può venir estratto solo dal Fuji...", mormora Koji, che sta cominciando a capire.
"Esatto. E' il motivo per cui le più grandi invasioni e guerre, da Hell al Generale Nero, hanno avuto il Giappone come epicentro"
"Vuoi dire che ogni metallo nelle rocce del Fuji, in seguito a un prolungato irradiamento con l'energia Getter nel Fuji evolve, trasformandosi in Japanium?", chiede Tetsuya.
"Esatto. Al momento, il nucleo è talmente attivo e potente che bastano poche ore di esposizione per far evolvere semplici Mass Production in lega di acciaio in corrispettivi in Japanium"
Hayato resta in silenzio per qualche momento ancora. "Se riuscissimo a impadronirci di quel nucleo, voi potreste avere la vostra porta per tornare a casa. Basterebbe solo capire come aprirla. Ma per far questo, è necessario scavarci un corridoio fin dentro il Geo Front dell'Armata Mazinger"
"Quell'energia è in grado di fare molte cose - dice il dottor Shikishima con una vena di allucinato compiacimento - Anche annullare questa stessa realtà, volendo"
Su uno schermo, compare una sezione del Geo Front: una struttura sotterranea, a imbuto, che non sembra tanto distante dai gironi dell'inferno ghiacciato di Fleed.
"L'ultimo livello del Geo Front - spiega Hayato - comunica direttamente con una cavità del Fuji in cui risiede il nucleo. E' inutile dire che è la struttura più sorvegliata di tutte quelle in Giappone. Forse anche più della famigerata Fortezza Anti-Vegan"
"E tu? tu cosa vuoi farci con quel nucleo?", chiede Tetsuya, fissando Hayato senza nessun'altra espressione oltre un sospetto manifesto.
"Ho i miei interessi"
"Noto con piacere che almeno non ci propini una menzogna su un possibile uso benefico per tutta l'umanità"
Il comandante della Torre fa un sorriso asciutto. "Eppure non sarebbe completamente una menzogna. Quell'energia è capace di fare ogni cosa. Non ne sappiamo ancora che il minimo indispensabile, ma per quel poco che conosciamo potrebbe portare i più grossi cambiamenti che si possano solo osare immaginare. E il Giappone ha bisogno di un cambiamento. Il Giappone e il mondo"
"Perchè non avete mai collaborato coi partigiani di Tetsuya, se volete distruggere il Mazinkaiser?", chiede Hiroshi, interrompendo la discussione.
"Non sapevamo chi fossero e dove fossero. Siete stati voi, ora, a darci le prime notizie consistenti della loro esistenza. E in ogni caso... non mi sembra siano stati così determinanti"
Sia Koji che Hiroshi devono trattenersi dal non assalire il comandante, dopo un'affermazione così sprezzante verso coloro che - solo poche ore prima - hanno sacrificato la loro stessa vita.
Tetsuya, pur non mascherando il suo disprezzo, rimette la discussione sulla strategia.
"Avrete visto cos'è quel mostro. Come pensate di sconfiggerlo?"
Hayato si lascia sfuggire un sorriso soddisfatto. "Diciamo che riteniamo di avere un'arma. Un'arma sviluppata apposta per sconfiggere Mazinkaiser"
"Forse non è il caso di continuare coi misteri, Jin"
"E perchè no? Per ora non mi avete ancora garantito la vostra alleanza. Anche voi state tenendo dei segreti... io terrò i miei"
A fine trattative, Hayato acconsente a dare ai piloti un Mass Production requisito alle forze dell'Armata Mazinger. Quando però Tetsuya cerca di trattare la liberazione di Morimori, il comandante della Torre non vuole sentire ragioni.
"Mi spiace. Lui è la mia garanzia nei vostri confronti"
"Hai paura che possiamo tradirti? Dove diavolo credi che andremmo?", replica Koji.
"Non lo so e non è affar mio. Ma finché c'è una possibilità che possiate fare scherzi, Morimori resta con noi"

Maria, intanto, nel lasciare l'hangar manda uno sguardo fugace al Black Getter. Mondo è lì vicino che sta badando ad alcune riparazioni.
"Prima ho provato qualcosa di strano", esordisce Maria.
Mondo si volta verso di lei, con un ghigno. "Carina, per pilotare quel mostro"
La replica della ragazza è decisamente fredda. "Ho sentito l'impulso di doverti distruggere"
Il volto di Mondo si irrigidisce per qualche istante, poi recupera in fretta il consueto ghigno strafottente. "Già, anche io. Non so perché... fatto sta che non mi dispiacerebbe nemmeno adesso, vedere chi dei due la spunta"
"Forse non ti converrebbe. E' stata una giornata piuttosto... delicata"
"Credimi, ho visto cose più spaventose della tua amichetta alata. In ogni caso, l'invito è sempre valido, bellezza"
Per quanto mascherato dall'atteggiamento spaccone, Maria intuisce in Mondo una totale mancanza di comprensione di quanto è successo, simile alla sua. Gli occhi del Black Getter e di Minerva X sembrano luccicare ancora una volta, mentre lei sale a bordo, come a intendere a loro volta che il tutto non finisce qui.
Il timore per quello che sta succedendo avvelena ogni discorso dei piloti, una volta lasciata la Torre.
Quando Tetsuya afferma in maniera netta di non fidarsi affatto di Hayato, Koji ribatte seccato.
"Di chi mi dovrei fidare, allora? Di Daisuke?"
"Almeno sembra l'unico che finora ci ha aiutati senza volere nulla in cambio"
Sanshiro sbuffa. "Ci ha traditi. L'ha già fatto una volta, niente gli impedisce di farlo ancora"
"E non dimenticare una cosa - aggiunge Koji - Se aveva così a cuore la salvezza della Terra, perchè non si è mosso prima? Aveva forse il robot più forte dell'Armata Mazinger ed è rimasto anni ad appassire tra i ghiacci"
Hiroshi, ancora aggrappato al Great, si volta verso di lui. "Robot più forte? Ce l'hai davanti, il più forte dell'Armata Mazinger!"
Dentro il Pilder, Koji scuote la testa. "Va bene, fate come se non avessi detto nulla"

Unica a restare silenziosa è Maria. Nessuno degli altri pare non considerare che, oltre a Daisuke, in Duke Fleed adesso c'è anche lei.



Giunti su Fleed, Koji va subito per parlare con Duke. Il suo scopo è proporgli l'alleanza con Hayato, in modo da formare un'armata abbastanza grande da contrastare l'esercito di Mazinkaiser.
Non è una grossa sorpresa, quando Duke Fleed risponde negativamente.
"Non hanno la minima di cosa sia l'Imperatore delle Tenebre. Quella cosa dev'essere distrutta, mentre loro vorrebbero trattarla alla stregua di una qualunque fonte energetica"
Irritato da come stanno andando le cose, dalla prigionia di Morimori e da un futuro che sembra essere sempre rivolto contro di lui, Koji non riesce a trattenersi.
"Almeno lui è un essere umano"
Duke Fleed resta freddamente a guardarlo, senza dire nulla.
"Non è questa la gente a cui dici di appartenere? I tuoi amici mostri?"
"Strano, sentirlo dire da quello che sarà più mostro di tutti", replica freddamente Duke.
"Quello su Mazinkaiser non sono io. La stessa cosa non può dirsi di te. Sei esattamente quello che ci ha tradito a Berlino"
"Io non vedo molte differenze tra te e il tuo doppio futuro"
Koji stringe i pugni in preda alla rabbia. "Ma davvero? Allora se tu invece ami tanto questa Terra, perchè non hai mai mosso un dito per combattere Mazinkaiser? O i Mikeros? Almeno Jin ha liberato metà Giappone... tu? Sei scappato come quando sei scappato a Berlino?"
"A Berlino non sono scappato"
"Strano, a tutti è apparso diversamente... codardo"
Per un momento l'aria si fa estremamente pesante.
"Non è stato per codardia, e i motivi li tengo per me. Avessi avuto paura, non vi avrei aiutato contro il Generale Nero"
"Io non ti ho ancora visto aiutarci... per quanto ne so potresti starci mentendo anche su questo"
"Io invece ho visto molto bene, mentre uccidevi la tua stessa gente sul tuo nuovo robot"
"Ti ho detto..."
"Non c'è differenza tra quelli che sei e quello che sarai. Non ci sono solo i ricordi di Daisuke, in me"
"Se ti riferisci a Maria, sappi che l'avremmo accettata. E che la consideriamo una di noi"
"Non essere ridicolo", sibila Duke Fleed. Poi, vedendo Hiroshi che guarda la scena con un mezzo sorriso di disprezzo, aggiunge: "E non accetto lezioni di umanità nemmeno da te. Non da qualcuno con un'espressione così felice mentre divora i propri nemici"
Hiroshi, in cui è vivo il ricordo di Mayumi, si incupisce e resta in silenzio, cercando di capire quanto Duke Fleed sappia di quello che davvero è successo o se, com'è presumibile, si riferisca solo alle volte in cui ha divorato parte dei mostri nemici sul campo di battaglia.
"In ogni caso, ora non è il momento di sistemare i nostri conti", dice freddamente Koji, cercando di tenere a bada il risentimento.
"Concordo"
La discussione tra i due si sposta su argomenti di pura e neutra logistica. Koji cerca di convincere Duke che le sue armate sono insufficienti per sostenere un attacco dal Geo Front del Mazinkaiser.
Il pilota di Grendizer, dal canto suo, promette che ci penserà su, continuando a non confidare nelle intenzioni del comandante della Torre.



Intanto Maria e Tetsuya si ritirano per parlare.
La ragazza spiega al pilota del Great Mazinger cosa è veramente successo all'interno della caverna, in seguito alla trasformazione di Hiroshi. Tetsuya sente un silenzioso tuffo al cuore: Maria le riconferma ogni sua minima paura riguardo al mostruoso gigante che ha preso a perseguitarlo.
"Tu sai cos'è?", chiede Maria, che legge la preoccupazione nel volto di Tsurugi, in maniera più eloquente che se gli avesse letto i pensieri.
"Credevo di essere solo io a vederlo...", sussurra Tetsuya, lo sguardo perso nel buio. Poi si volta verso Maria. "L'ho visto molte volte, mentre eravamo nel nostro tempo. Non so cosa sia... se sia reale, se sia una specie... una specie di spirito..."
"Anche lui deve avere una controparte in questo futuro. Forse ci siamo semplicemente imbattuti in essa"
Tetsuya scuote la testa. "No. E' sempre lui, sempre lo stesso. In qualche strano modo ci ha seguito. E' stato capace di seguirci dal passato e ha viaggiato con noi"
Le parole di Tetsuya fanno apparire ancora più lugubre la caverna. I due piloti, uno vicino all'altro, restano per molti minuti senza parlarsi.
"Eppure, quello che ha fatto è stato utile", dice Maria.
Tetsuya si volta verso di lei, senza riuscire sulle prime a capire.
"Ha alimentato la nostra rabbia fino all'estremo. Poi l'ha placata di colpo, impedendo a me e Hiroshi di ucciderci fra noi - spiega la ragazza - Certo, se fosse capace di fare una cosa simile mentre siamo a bordo dei nostri robot sarebbe molto peggio..."
Resta in silenzio per qualche secondo.
"... Koji avrebbe finalmente la sua scusa per abbattermi. La sua conferma che sono un mostro"
Il pilota del Great Mazinger resta per qualche secondo in silenzio.
"Maria...", esordisce poi.
La ragazza si volta, verso di lui.
"Io non credo che tu sia ancora da considerare una minaccia", dice semplicemente Tsurugi.
Maria resta a fissarlo con una strana espressione per qualche momento.
"Beh, grazie", dice poi freddamente, abbandonando la caverna.

Intanto, Hiroshi riflette. Finalmente con un attimo di calma, via via che le ore passano in discussioni e piani per un futuro a cui non partecipa, il cyborg ha tutto il tempo di tormentarsi ancora con il ricordo di Mayumi.
Cerca di rilassarsi. Rilassarsi, diceva la sua controparte futura, potrebbe aiutarlo a controllare i propri nanoidi, a riprendere una vaga parvenza umana, a...
Ancora, quell'urlo. Ancora quelle fauci che si chiudono su di lei, sua sorella.
"Sei triste?", chiede uno dei Bambini Randagi, venendogli vicino.
"Lasciami stare, per favore - replica Hiroshi, con un tono che cerca di essere gentile - Ho bisogno di stare solo"
"Lei è mia amica. Se vuoi te la do... così ti tiri su". Il bambino allunga a Hiroshi un legnetto, con sopra una lumaca. Il cyborg la guarda, per un momento.
"Grazie", dice. Il bambino sorride, allontanandosi.

Hiroshi guarda la lumaca. Il suo movimento lento, deciso, caparbio. La vede risalire la superficie del legno, arrampicarvisi e poi scendere sulla superficie ghiacciata della grotta. Camminare poco alla volta.
Poco alla volta...
Hiroshi si stende. Non potendo chiudere gli occhi, li tiene fissi sulla lumaca. Una marcia inarrestabile ma calma, tranquilla...
Un lento formicolio lungo tutto il corpo.
La pelle inizia a ricoprire la punta delle dita.

Quando, tempo dopo, Tetsuya e Maria ritornano dagli altri, gli sguardi di Koji e Sanshiro, atterriti, sono puntati su Hiroshi.
Hiroshi Shiba,un corpo ancora senza capelli e senza peli, ma coperto di pelle. Un corpo umano.

"L'ennesimo tassello del passato che segue la via tracciata da questo futuro", mormora Tetsuya, senza alcun entusiasmo.