martedì, dicembre 06, 2005

18: il cielo sopra Berlino


NdGenerale: in attesa dell'immagine di copertina ho messo questa "provvisoria"
L'Armata Mazinger si avvicina all'Europa, tra mari che si fanno sempre più neri e una nebbia che pare ricoprire ogni cosa.

Andare ad aiutare uno dei luogotenenti di Hell, uno che ancora una volta ha instaurato un regime tirannico di terrore con le sue Machine-Beast, è qualcosa che disgusta i più e che scatena ricordi molto lontani... ricordi che si vorrebbe dimenticare da tempo.

Hiroshi va indietro con la memoria, il giorno in cui tagliò il traguardo per l'ennesima volta a una corsa di Formula 1. Ricorda il momento in cui scende tra la folla festante e la piccola Mayumi (che all'epoca lo seguiva fedelmente in ogni gara) tra le braccia, sorridente.
Poi i tecnici che arrivano con le facce scure...

Hiroshi, c'è qualcosa che dovresti vedere... sta succedendo in Giappone.

E lui, che entra nei box, pieni di gente che sta guardando inorridita da un piccolo televisore in bianco e nero.

Sanshiro ricorda una sua partita di baseball, in Giappone. La folla col fiato mozzato mentre lui si prepara a lanciare eliminando un altro battitore.
Poi il cielo che diventa scuro, un vento che sembra spazzare via tutto quanto. Dei fulmini dembrano incrinare il gonfiore delle nuvole stesse, mentre l'emozione che il pubblico aveva prima, lenta, si trasforma in paura.

Alla Fortezza delle Scienze, Tetsuya e Jun si stanno allenando in palestra, quando suona l'allarme, e tutti sembrano correre verso la Torre di Controllo.
I due sono stati cresciuti fin da bambini sapendo che prima o poi dovranno combattere contro un esercito di mostri vomitati dalle viscere della terra. E' tutta la vita che vengono preparati a questo.

Nella Torre di Controllo, Kenzo Kabuto sta guardando con occhi freddi il monitor che dà sulla Baia di Tokyo. Tetsuya va vicino a lui, pronto già a partire.

Capo... sono loro? sono arrivati?

Il dottor Kabuto, continuando a fissare lo schermo, scuote la testa.

No, Tetsuya... questo non ha nulla a che vedere con Mikeros.


Dal mare, sotto gli occhi atterriti di centinaia di giapponesi che sono usciti dalle case non appena hanno visto l'acqua iniziare a ribollire, due orrendi giganti di metallo fanno la loro comparsa.
Uno scheletro, armato di due affilatissime falci.
Una sorta di mostro a due teste, che gli sorge proprio accanto.

Una delle falci dello scheletro vola in mezzo ai palazzi di Tokyo, tranciandoli a metà.
Gli occhi del mostro a due teste brillano di un mortale raggio in grado di sciogliere persone, strade, case e automobili.

Tetsuya, fremente, guarda verso il dottor Kabuto.
Capo, mi faccia uscire col Great Mazinger! Non possiamo lasciargli distruggere tutto.

Il dottor Kabuto alza una mano verso di lui, a dirgli di aspettare.
Un'ombra scura si erge tra i palazzi di Tokyo. Gigantesca.

ROCKETTO PUUUUUNCH!!!!



Un pugno metallico si abbatte contro lo scheletro, perforando ogni cosa gli si pari davanti, grattacieli compresi, abbattendo col solo impatto una delle sue due falci.
Poi torna indietro verso il gigante nero, la Fortezza d'Acciaio.

Una piccola piattaforma vola all'altezza del viso dei due mostri.
Un uomo col volto tagliato tra una metà maschile e una femminile parla con una voce che sembra il sovrapporsi di due differenti.



COME OSI? Io, il BARONE ASHURA reclamo Tokyo come dominio di Bados, a nome del DOTTOR HELL!

Il vetro della cabina di pilotaggio si apre. Il pilota di Mazinger Zeta punta un dito verso il Barone e urla con tutto il fiato che ha in gola.

BARONE ASHURA! NON TE LO LASCERO' FARE!

Mazinger e i mostri meccanici corrono l'uno verso gli altri, separati da un muro di fuoco che sembra farsi sempre più alto e rovente...

Berlino è vicina. I ricordi riprendono a farsi sfumati.
Koji, ha fatto montare un'amaca per dormire sopra Mazinger Zeta. Da lì, è in grado di vedere Sanshiro che sempre più spesso sale sul Gaiking e sta a occhi chiusi quasi in meditazione.
La meditazione, però, è tutt'altro che rilassante. Via via che procede, Sanshiro sente sempre più la rabbia e la frustrazione per quello che è successo ai suoi genitori. Poi, la rabbia diventa più generale, un nervosismo capace di esplodere contro chiunque o qualunque cosa. Il pilota è spesso costretto a uscire dal suo robot per lunghi periodi di tempo, per ritornarvi successivamente in modo da diventare una cosa sola col suo robot.



Nel frattempo, iniziano le prime "lezioni" di autocontrollo di Maria. La ragazza ha fatto di tutto per creare un ambiente tranquillo e confortevole, prendendo del cioccolato per Mayumi e presentando tutto come una sorta di gioco. Gioco a cui partecipano Miwa e (imbarazzatissimo) Hiroshi.
La prima cosa che i tre fanno è mettersi a disegnare, su consiglio di Maria, il giorno in cui si sono sentiti meglio nella loro vita.
Miwa disegna, arrossendo visibilmente, un'astronave che assomiglia al Big Shooter con un omino che vi si butta raggomitolandosi in aria. Hiroshi fa un sorriso divertito, riconoscendo nella scena la prima volta che la ragazza ha guidato la navicella di supporto.
La mano di Hiroshi all'inizio si blocca sul foglio. Se pensa a qual'è stato il suo momento più felice, disegnerebbe una macchina da Formula 1 che sfreccia su una pista, la bandiera a scacchi, la folla che si alza in un applauso a fine gara. Oppure il podio, con Mayumi in braccio, tra bottiglie di champagne e giornalisti asserragliati. Ma non può, per non correre il rischio di svelare alla bambina la sua identità. Per non sconvolgerla, finora le ha detto di essere solo un grande amico di Hiroshi, non Hiroshi stesso. E finché non troverà un modo per riprendere le sue fattezze da essere umano, invece del mostruoso cyborg cornuto in cui l'ha trasformato suo padre, le cose dovranno restare così.
Così disegna il momento in cui ha ritrovato Miwa e Mayumi nella distrutta Yoshida. Effettivamente, il miglior momento della sua "nuova" vita.
Mayumi fa un disegno molto simile... prima disegna una creatura mostruosa, che - con un brivido - Hiroshi e Maria riconoscono come il Comandante Humanos. Poi disegna Hiroshi che la prende per una mano e la porta via dall'incubo, proteggendola.
Maria dice alla piccola di tenere stretto il senso di pace e di serenità che le ha dato quel momento, di tenerlo da parte per i momenti più bui. Maria è anche l'unica che non ha ancora fatto un disegno e Mayumi, dopo essersene accorta, insiste perchè anche lei ne faccia uno.
All'inizio anche lei resta un po' nell'incertezza. Poi, si disegna mentre si sveglia al mattino, col sorriso sulle labbra, in una cameretta qualunque di una qualunque ragazza della sua età.



Mayumi regala la sua opera d'arte a Hiroshi. Il ragazzo, per un momento avrebbe voglia di piangere dalla commozione, ma il suo freddo corpo da cyborg non gli permette di versare alcuna lacrima, solo di comprimere sempre di più ogni emozione dentro di sè.
Poi la bambina disegna un uomo con un monocolo. Con un senso di fastidio, Hiroshi riconosce il dottor Shiba, padre di entrambi.

Quando gli ospiti stanno per uscire dalla sua stanza Maria si vede Mayumi che la prende da parte, dicendole di volerle parlare ancora. Maria, dicendo con un sorriso che lei e la signorina devono ancora parlare, la prende da parte.

Mayumi ancora finisce le scorte di cioccolato di Maria fino a sporcarsi la faccia. Poi le fa qualcosa che teme possa preoccupare Jeeg. E' una spina di metallo, che le esce dalla carne dell'indice. Con un'espressione un po' impaurita, dice che già una volta le era venuta qualcosa di simile. Maria dice di non preoccuparsi... a tutti capita qualcosa di strano. A lei capita di parlare col su robot, ad esempio. Allora, Mayumi le chiede se un giorno Maria la farà parlare con Minerva X, ma la telepate abbozza una risposta un po' vaga, senza promettere alla fine nulla.
La bambina rimane un po' a parlare a Maria. Le dice che Jeeg è più che un amico... che vorrebbe tanto che fosse suo papà, mentre Miwa la sua mamma. Maria si mette a ridere e le suggerisce di dirlo ai due. Poi, prepara mentalmente Hiroshi al fatto che Mayumi le deve parlare della spina di metallo, in modo che il cyborg non abbia visibili reazioni preoccupate.



Intanto, al ponte è il tempo delle partenze. Schwartz e i suoi salutano Koji e Daisuke, ringraziandoli per tutto quello che hanno fatto e augurandosi di tornare presto a combattere insieme. Quando il maggiore americano chiede che fine ha fatto Tsurugi, Koji risponde abbastanza frettolosamente, dicendo che è dovuto partire per una missione di cui non è autorizzato a dare particolari. Comprendendo il segreto militare a cui è abbastanza abituato, Schwartz saluta entrambi i piloti (con un Daisuke piuttosto sulle sue) e parte sullo Stilvas, seguito dai suoi uomini, a bordo di alcuni dei robot di Tachibana confiscati al Drago Spaziale e al dottor Tachibana stesso.
I partigiani americani non sono i soli a lasciare la Fortezza... molto timidamente, senza alzare lo sguardo da terra, i piloti di Taekwon V e Mazinger X chiedono il permesso di tornare in Corea, visto che la Fortezza non sembra intenzionata a prestare soccorso nell'immediato. La reazione di Koji è di palese disprezzo, con Daisuke che cerca di mitigare la tensione. Il pilota di Mazinger Zeta non ha mai perdonato la morte di uno dei ragazzi che stava addestrando, Kurobe, solo perchè loro non hanno avuto il coraggio di scendere in campo coi loro robot.

Per l'utilità che avete avuto qui, potete andarvene anche subito.

I piloti non fiatano in risposta. Quando si voltano per andare negli hangar, Koji ne chiama uno.
Kim, uno dei due piloti del Taekwon V, si volta, vedendo il pilota di Mazinger che gli porge la mano destra.
Rasserenato da quello che sembra un gesto di riconciliazione, gliela stringe. Quello di Koji è però tutt'altro che un cenno d'amicizia: Kim si ritrova infatti una foto nella mano.
Una foto scattata a Kurobe.
Con un'espressione funerea, la ripone in una tasca e se ne va senza dire più nulla.

Dopo pochi minuti, i due robot coreani solcano lo spazio aereo sopra la base. Taekwon V accenna a un saluto, che gli viene restituito solamente da Daisuke.

Hiroshi va intanto a preparare un messaggio vocale per Mayumi. Insieme a MoriMori, Sewashi e Nossori, campiona la sua voce in modo da renderla irriconoscibile e da dare l'idea di star trasmettendo da una rete molto disturbata. Nel messaggio dice che sta bene e che si riabbracceranno quando la guerra sarà finita e sarà tornata la pace. Le dice anche di fidarsi di Jeeg (il nome con cui la bambina ha imparato a conoscere il cyborg) e che lui è suo amico. Quando finisce, e mentre sta riversando tutto su CD, si chiede cosa farà veramente, finita la guerra.
Senza trovare una sola risposta.

Intanto negli hangar c'è l'ennesima discussione tra Daisuke e Hikaru. Per una volta, il pilota di Grendizer fa alla ragazza i migliori auguri per quando si dovrà decollare davvero, ma - come spesso accade - non viene affatto creduto. Hikaru pensa che si tratti sempre di una battuta sarcastica e rimarca orgogliosamente i suoi progressi al simulatore. Sempre più spesso, chiede conferma a Koji, il quale vorrebbe essere da tutt'altra parte piuttosto che laggiù e che, valutando obbiettivemente, crede che per quanto la ragazza sia in effetti più brava degli esordi, ancora forse non potrebbe affrontare un mostro di Mikeros in battaglia.
Come al solito, la discussione prende tinte sempre più vivaci e accese, in cui il pilota di Mazinger Zeta viene preso sistematicamente da un'Hikaru che chiede continue conferme sulle sue capacità e da un Daisuke che lo accusa di aver plagiato la ragazza con il suo perenne fanatismo per la lotta.
A bordo del Gaiking, in meditazione come al solito, un sempre più seccato Sanshiro impone il silenzio più volte. Alla terza, la risposta di Hikaru - sempre più tesa - è decisamente pessima.

Dacci un taglio, schiavetto dei mostri!



L'atmosfera si ghiaccia all'istante. Koji dice a Hikaru di chiedere scusa a Sanshiro, paralizzato dalla rabbia. Daisuke, quando vede la ragazza obbedire, le dice invece di piantarla di prendere ordini dal pilota di Zeta e che per una volta ha detto una cosa giusta. Quando Sanshiro con rabbia gli urla di ripetere, Daisuke non fa che rimarcargli il suo passato di rastrellamenti e subordinaggio verso Mikeros.
Il pilota del Gaiking scende dal robot e fronteggia quello di Grendizer.
Velocemente l'atmosfera si surriscalda e i due finiscono per picchiarsi davanti a un pubblico (formato da militari e civili) che sembra molto più interessato a vederli combattere che non a dividerli. Daisuke ne esce malconcio, pagando il prezzo della sconfitta.
Koji, per spezzare la tensione, chiede a Hikaru e Grace di prendere le tute di pilotaggio e di iniziare un collaudo degli Spacer.
Il pilota di Mazinger ha una divisa differente da quella che indossa quando pilota la Fortezza d'Acciaio. E' una tuta azzurra, che gli nasconde in parte il volto.
Boss, Nuke e Moocha, quando gliela vedono indossare, si mettono a sghignazzare apertamente in faccia a Koji, facendogli una fotografia.

Con una punta d'emozione, Koji inizia a far decollare il suo Spacer (il Double Spacer), canticchiando una canzone improvvisata sul momento...

Corre su un disco volante, sembra quasi una stella filante...



I tre Spacer schizzano via, in cielo, con una velocità che sulle prime lascia piuttosto spiazzato Koji, abituato a una manegevolezza di gran lunga minore. I tre provano ogni genere di manovre, con Grace che guida il Drill in maniera spericolatissima, per quanto estremamente sicura di sé e Hikaru che a volte sembra avere qualche difficoltà. Il Marine Spacer si inabissa più volte, emergendo con una velocità eccessiva, rischiando una volta di entrare in piena collissione col Double.


Il volo, comunque, malgrado le prime incertezze sembra procedere a meraviglia, diventando verso la fine uno spettacolo per tutto il personale della Fortezza, radunato sul ponte.

Maria nel frattempo si allena con una Jun sempre più nervosa e taciturna. Nel corpo a corpo, il pilota di Venus non risparmia a Maria nessun colpo, nemmeno tra i più sleali. Maria incassa e, essendo diventata più brava a combattere proprio grazie alla rude partner di Tetsuya, riesce molto meglio di una volta a restituire i colpi.
E' Hiroshi a interromperle per un momento per fare ascoltare a Maria il messaggio che ha intenzione di fare ascoltare a Mayumi.
Quando l'allenamento finisce, Jun mette una mano sulla spalla di Maria, ringraziandola. E' la prima volta che dimostra un minimo di contatto e di calore verso qualcuno.

Beh, non te la sei cavata male!

Koji accoglie l'atterraggio di Grace con un grande sorriso. I due parlano di come si sono trovati al collaudo e del fatto che, benché dovrà ancora allenarsi molto, Hikaru sembra davvero avere le capacità per diventare un ottimo pilota. Poi, il pilota di Mazinger guarda Gaiking e fa un sorriso.

- E voi volevate abbattere Mazinger con quel coso?
- Per me ce l'avrebbe fatta benissimo, replica Grace, prendendolo in giro.
- Mmm... credo che tu non sia poi così brava come pensavo, col Drill Spacer...
- Allora vorrà dire che tornerò a pilotare il Nessack con Sanshiro
- Per me invece hai voglia di farti offrire un caffé alla mensa...

I due continuano a battibeccare tra loro, con un'intesa che sembra stia lentamente crescendo...

L'atmosfera sembra rilassarsi un minimo alla Fortezza delle Scienze. Finché, di buon mattino, i piloti non vengono chiamati sul ponte.
Sono le 4, e il cielo è un groviglio di oscurità e nebbia.
L'Europa si stende come una lingua di terra più nera del nero, davanti alla possente fortezza semovente.
L'idea del dottor Kabuto, che fa radunare tutti i piloti in Sala Controllo è quella di far uscire i robot più forti dell'Armata Mazinger, di scorta alla Fortezza delle Scienze, in modo da dare dimostrazione al Conte Blocken del potenziale offensivo di cui dispone la Base, per maggiore impatto psicologico. Daisuke all'inizio accoglie con perplessità l'idea di volare in formazione senza Tetsuya, quello che ha dimostrato di essere più di altri una sorta di capo.
La risposta del Direttore è molto dura: i piloti e i robot fanno parte dell'Armata Mazinger e non dell'Armata Tsurugi ed è loro dovere cavarsela anche in difficoltà. Ma i veri problemi accadono quando Sanshiro e Koji si presentano in ritardo, non ancora vestiti in divisa.
Sanshiro chiede se è possibile avere del caffé e il dottor Kabuto lo aggredisce dicendo di comportarsi da pilota e di eseguire gli ordini, prima che a lui e a quelli del Drago non vengano revocati i privilegi - che sottolinea immeritati - di cui godono alla base. Soffocando un moto di rabbia, Sanshiro sale sul Gaiking, non prima di aver chiamato spregiativamente Kabuto dottor Frankenstein.



Il trattamento riservatoa Koji non è affatto migliore. Il Direttore lo rimprovera aspramente per il ritardo e gli dice seccamente che è finita l'ora di comportarsi come un bambino. Altrettanto tagliente, Koji gli chiede come si permetta di venire a dargli ordini dopo che per anni lo ha ignorato facendo sparire tracce di sé.
Dopodiché, dicendo di non invidiare affatto quello che ha passato Tetsuya, si mette rabbiosamente ai comandi di Zeta.



Tra la Torre di Controllo alla Fortezza delle Scienze e quella di Berlino è un susseguirsi di comunicazioni e di permessi per sorvolare lo spazio aereo. I robot sono ombre nere, dagli occhi brillanti, che volano circondando come un sinistro stormo la Fortezza delle Scienze. Due Machine Beast, le stesse che hanno aiutato l'Armata contro Birdler, fanno scorta fino alla capitale tedesca. Jeeg, rimasto di vedetta sul ponte della Fortezza, vede sotto di sè Rain X1, che fa da scorta terrestre.
Benché Sanshiro e Daisuke partino verso le Machine Beast, comunicando di non avere bisogno di alcuna scorta, da loro non arriva alcuna risposta. E' Koji a ricordargli che - essendo integralmente macchine - non sono in grado di comunicare. Questo però non sembra essere ugualmente valido per Rain x1, il cui volto da bambina (che non cessa di lasciare interdetto Sanshiro, l'unico a non averla ancora vista) li fissa ogni tanto con palese curiosità.

Berlino è sotto di loro, ed è uno spettacolo agghiacciante.
Per un attimo, i veterani dell'Armata hanno l'impressione di aver compiuto un passo indietro nel tempo, ed essere tornati a Yoshida, con i suoi camion militari pieni di soldati, le sue fabbriche in costante attività, che sporcano il cielo di nubi scure e puzzolenti. Enormi riflettori scrutano ciecamente in mezzo al buio in cui il livido mattino è ancora immerso. Fanno sembrare ancora più spettrali le bandiere con la svastica nazista, che mollemente sventolano da macerie sventrate a colpi di bombardamenti. Berlino sembra rigurgitata da un passato che avrebbe dovuto rimanere cancellato per sempre.
Koji rivede le Croci di Ferro con cui ha combattuto per anni, schierate lungo il larghissimo spiazzo in cui far atterrare base e robot. Il suo primo impulso sarebbe di distruggerle tutte con un ben assestato colpo di Breast Fire.
Jeep su jeep sembrano portare soldati sul luogo di atterraggio dell'Armata Mazinger. Dalla Fortezza, scendono Kabuto, Umon e Yumi con una scorta di qualche soldato, Jun e Hiroshi, ritornato alle sue dimensioni umanoidi.
L'attenzione dei soldati si calamita immediatamente sulla ragazza di colore, lasciando trasparire un'ostilità ghiacciata. Kabuto, per evitare imbarazzi e problemi chiede al pilota di Venus di tornare a bordo della Fortezza, scatenando ancor più il risentimento di Koji, per il quale comportarsi in questo modo significa dare ragione a uno stupido razzismo. Jun, abituata a obbedire ciecamente alle parole del Direttore fa quello che le si dice, dopo aver lanciato uno sguardo carico di rabbia ai soldati.



Ad alleggerire la tensione, da una jeep scende il famoso dottor Heinrich, forse uno dei più brillanti luminari europei e mondiali in fatto di robotica. Il suo aspetto appare sulle prime ben poco rassicurante, essendo anche il suo volto gravemente deturpato da ferite e cicatrici di ogni genere. Rain x1 gli rivolge alcune parole in tedesco a cui lui risponde, nella stessa lingua.
Poi si rivolge ai piloti, dicendo che suo compito è scortarli fino al palazzo del Fuhrer, il Conte Blocken. Daisuke, si slaccia la tuta di pilotaggio, facendo intravedere una sua maglietta con un simbolo anti-nazista, ricordo del suo passato da no-global. La cosa non sembra provocare emozioni nelle inespressive Croci di Ferro, fredde quanto il suo corpo gemello dei tempi della guerra con Hell, le Maschere di Ferro.
I nostri, iniziano un triste e silenzioso giro panoramico di una Berlino distrutta, piena di povera gente, civili che sembrano in condizioni di povertà e perenne paura e che guardano i soldati con un'espressione di costante sottomissione.

Il palazzo di Blocken è adesso in un bunker sotterraneo, al riparo dalle esplosioni che sconvolgono il popolo berlinese.
Una guardia precede la delegazione dalla Fortezza delle Scienze, annunciandone i membri.

Fateli entrare




Il Conte è in ombra, davanti a una tavola imbandita con ogni ben di dio. Imbandita con cibi che comunque, data la sua natura di cyborg, non mangerà nemmeno.
Per Koji non è cambiato nulla, da qunado il Conte Blocken era uno dei suoi più odiosi nemici: l'invasione di Mikeros non ne ha incrinato il sorriso sicuro di sè nè ha reso più opaco il lampo crudele dei suoi occhi. Blocken è ancora il sanguinario nazista che organizzava festini in cui civili innocenti erano alla mercè delle sue pervesioni, lo spietato comandante che gettava i soldati inefficienti in pasto ai suoi dobermann e il fedele scherano del maledetto scienziato che ha mietuto più vite umane di ogni altro. Come se questo non bastasse, sembra anche incredibilmente divertito dalla situazione in cui si trovano coloro che sono giunti ad aiutare un vecchio nemico
I piloti dell'Armata Mazinger fremono dalla voglia di affrontarlo, più che giungere in suo soccorso, e quando il Conte li saluta sardonicamente come i suoi "nuovi alleati", Koji lo zittisce con rabbia, dicendogli di venire al punto senza aggiungere una sola parola di più.
Maria sonda telepaticamente la mente delle Croci di Ferro, per vedere se anche loro sono state sottoposte allo stesso trattamento lobotomizzante tipico delle vecchie truppe di Hell e di quelle di Mikeros. Non riesce a distinguere un solo pensiero autonomo, provenire da quei corpi. Traendone le sue ovvie conclusioni, mentalmente comunica la sua scoperta a tutti i suoi compagni.
Blocken intanto spiega brevemente la situazione: l'Europa è nelle mani di Yuri Caesar, il Generale di Mikeros delle Armate Umanoidi. Caesar ha conquistato una larga parte dell'Europa occidentale (contendendola al Generale Rigarn, che domina sull'Europa dell'Est) in una serie di battaglie estremamente veloci e violente. Solo ultimamente, la spavalderia del Generale sembra essersi attenuata, come se una mente più portata alla tattica suggerisse le sue mosse.

- Li conosci bene, i mostri di Mikeros... gli dice cupamente Koji.
Il Conte non sembra fare una piega e sorride.
- Mi sembra ovvio.

Adesso Yuri Caesar sta ammassando truppe da tutte le sue province, in un attacco - che si prevede doversi verificare entro le prossime due settimane - teso a spazzare l'unica nazione ancora in grado di resistere, la Germania. La più grande risorsa tedesca, un esercito di Machine Beast e soprattutto Rain x1, potrebbero non essere in grado di contenere l'attacco. E d'altra parte, bastano solo due settimane prima che venga completata l'opera di una grande corazzata da guerra che, a detta di Blocken, ribalterà le sorti della guerra contro Mikeros.
Blocken con un cenno, invita l'Armata a seguirlo nel cantiere che la sta costruendo. Nessuno sulle prime si muove e Koji pretende che le Croci di Ferro si tolgano l'elmetto. Con un'artificiosa meraviglia, il gerarca dà ordine.
Nessuno sembra essere reduce dalla tipica operazione di lobotomia delle truppe nemiche.
Eppure, le percezioni di Maria sono state molto chiare.
Forse, non c'è semplicemente molta differenza tra soldati mostruosi senza più anima, e convinte SS fedeli a un padrone mostruoso, senza più individualità.



Dalle ombre si staccano anche tre figure, rimaste nel buio finora.
Sono tre bellissime ragazze bionde, prototipo perfetto per il concetto d'arianità del Conte. Hanno uno sguardo totalmente inespressivo e algido.
Yumi, Koji, Sayaka e tutti quelli che hanno combattuto Hell, trattengono il respiro riconoscendo le Gamia Q3, androidi assassini realizzati dal Barone Ashura, profondamente letali e temibili.

-Le hai ricostruite?, chiede Koji, con rabbia.
- Perchè non sfruttare le uniche cose buone che il Barone ha fatto? è la risposta divertita del Conte.

Poi, come se l'orrore non bastasse, il Conte dice che le Gamia sono dissimulate in grande numero tra la popolazione tedesca. Se l'Armata Mazinger tradirà il patto di alleanza, a farne le spese saranno civili innocenti, fatti a pezzi dai sanguinari robot.
Daisuke, al colmo della rabbia, minaccia direttamente il gerarca.



BLOCKEN! quando sarà finito tutto questo tornerò per te!

Il Conte, insensibile alle minacce, porta tutti fuori dal bunker. Ad aspettarlo c'è una lussuosissima fuoriserie, su cui sale accompagnato da una Croce di Ferro che gli fa da autista.
Gli altri, ancora indignati dalla disumanità del gerarca, lo seguono sulle jeep militari fino al cantiere.

E' un cantiere estremamente grande, presidiato dai soldati di Blocken come nemmeno i suoi appartamenti personali. Dentro, il gerarca li porta a una sorta di sala di controllo piena di schermi.
Di nuovo, si compiace nel raccontare la sua ricerca della fonte d'energia che muove le parti meccaniche dei mostri di Mikeros. Uno schermo si accende: un mostro combattente femminile, col ventre squarciato e le mani e i piedi incatenati alle pareti di un enorme hangar. La scena è ributtante, anche per i nemici dell'Impero Sotterraneo... anche se ne subiscono sottilmente il fascino, soprattutto Sanshiro, ancora furioso per la sorte riservata dal Generale Nero a sua madre.
Blocken riprende a spiegare. Grazie a quell'energia, dice, è stato possibile costruire la corazzata definitiva, una versione avanzata della Gool che creò ai tempi della guerra contro Mazinger. La nuova fortezza volante, Demonica, è virtualmente inattaccabile e dall'enorme potenziale offensivo. Ha solo bisogno di due settimane di tempo, per essere completata... tre settimane in cui dovrà difendersi dal feroce attacco di Yuri Caesar.
Il dottor Kabuto chiede del tempo per riflettere. Koji, invece, si rivolge direttamente a Blocken:

- Blocken! E' toccato al Barone Ashura... poi al Dottor Hell... poi al Duca Gorgon... prima o poi LA PAGHERAI ANCHE TU!

Blocken non fa una piega. Quando Hiroshi lo fissa minacciosamente, abbozza un sorriso.
"Ti conosciamo bene... Hiroshi Shiba", dice. Il cyborg rimane interdetto, nel constatare che il perverso gerarca sa benissimo chi è. Ma a nulla valgono le sue continue richieste di spiegarsi meglio... Blocken resta silenzioso e, senza troppe parole, fa accompagnare l'armata fuori.
Ad attenderli, oscurando il sole all'orizzonte, appena nato, c'è la sagoma gigantesca ed inquietante di Rain x1, che riporta gli eroi alla base.

La situazione, alla base, è estremamente cupa. Mentre Daisuke continua a chiedere a gran voce di lasciare il nazista al suo destino, Koji chiede al padre cos'abbia la Germania di così importante, per cui si debba anteporre la sua liberazione a quella di altre terre occupate, come la Corea o gli Stati Uniti, considerato che il loro antico avversario potrebbe rivoltare la sua spaventosa arma contro l'Armata Mazinger stessa. Kenzo Kabuto non lo dice esplicitamente, ma il sistema controllo satellitare di cui dispone Blocken sarebbe un vantaggio notevole nella guerra contro Mikeros, permettendo di tenere d'occhio lo spostamento delle truppe e la situazione nelle altre nazioni. La decisione del Direttore di aiutare la Germania appare quindi molto decisa, benché i più atenti non fanno fatica ad accorgersi che nemmeno il misterioso dottore è completamente a suo agio in questa situazione. I piloti, però, insistono perchè la vita dei civili tedeschi non venga minacciata dagli incubi meccanici di Blocken.
Vengono stipulate condizioni non negoziabili da dare al gerarca: la disattivazione immediata delle Gamia Q3 e il permesso di accogliere all'interno della Fortezza delle Scienze e del Drago Spaziale il maggior numero di civili, in modo da tenerli al sicuro, malgrado il paradosso di considerare sicuri due corazzate, di cui una progettata esplicitamente per entrare in combattimento.

Le condizioni vengono poste al Dottor Heinrich, contatto con il sovrano del Nuovo Reich. Lo scienziato non si pronuncia, dicendo che la Fortezza avrà una risposta entro sera.

Hiroshi, intanto, sempre più roso dal dubbio che in Germania ci sia la risposta al suo passato, agli esperimenti di suo padre e alla possibilità di salvare se stesso e Mayumi, esce dalla base, cercando di soddisfare i suoi interrogativi...

Nel suo hangar, al buio, con solo la presenza del suo gigante d'acciaio a schiacciare la stessa oscurità e il silenzio, Koji si rivolge a Mazinger.
Presto... la pagherà presto.
Per un attimo, il giovane pilota ha l'impressione di scorgere un lampo negli occhi del robot.
Un lampo di rabbia.

lunedì, novembre 28, 2005

17: l'ospite indesiderato



Le invocazioni disperate per farla finita, la lunga caduta in mare, il raptus di follia e il conseguente attacco al Drago Spaziale si sciolgono nella mente di Daisuke in un lungo sonno nero.



Il sogno è la solita, sinistra visione: Daisuke, con la faccia coperta dall'elmo e Maria al fianco, affacciati a quella che sembra la balconata di una città che - con la consapevolezza dei sogni- sanno appartenere a loro di diritto. Un enorme cavallo alato, un cavallo scheletrico e gigantesco, si fa avanti tra case in fiamme, gente terrorizzata e urlante. Daisuke lo guarda, per poi rivolgere un solo cenno a Maria e vederla allontanarsi per i corridoi del palazzo.
Si appresta a uscire con Grendizer. A uscire per una lunga battaglia da cui non c'è ritorno.

Gli occhi gli si spalancano, mentre si rende conto di essere sveglio, solo e chiuso nella sua cabina.

Yumi, già a colloquio con Maria, accoglie un incupito Koji, intuendo immediatamente la verità su quello che è successo. Il silenzio tra i due è imbarazzante e tagliente. Il pilota di Zeta non dice molto di più, oltre discutere su una possibile strategia da seguire e avvisare lo scienziato dell'ultimata costruzione degli Spacer e della partenza di Tetsuya. Dopodiché, abbandona la sala briefing per andare a riflettere sul ponte.
Qui viene raggiunto da Sayaka, alla quale spiega tutto quello che è successo. La ragazza cerca di stargli vicino, in silenzio, chiedendogli cosa farà con Shiro e perchè Tetsuya ha deciso di partire. Koji, memore della lettera, ipotizza che adesso i pilota del Great provi rancore e gelosia nei suoi confronti. Quando Sayaka gli risponde che potrebbero vivere insieme alla base come due fratelli, Koji scuote sconsolato la testa, concordando con lei ma riconoscendo che è ormai troppo tardi perchè le cose possano andare in questo modo.

La presenza di Maria non è per Yumi molto più confortante. I due parlano dell'isola e della necessità di esplorarla prima della partenza a Berlino. Maria è visibilmente infuriata, ancora per la discussione sostenuta con Koji pochi istanti prima. Replica molto seccamente, annuendo alle parole del professore e - quando lui le chiede cos'abbia - rispondendo amareggiata che i suoi sentimenti non sono materia di interesse per nessuno.

La porta della stanza di Daisuke, nel frattempo, si apre facendo entrare un Hiroshi sinistramente gioviale. Jeeg porta al pilota di Grendizer un'arancia e gli racconta cos'è successo.

Alla fine abbiamo preso il Drago Spaziale, lo abbiamo conquistato e abbiamo dato i robot alla resistenza americana. Anche se non tutti... Gaiking, il suo pilota e il loro equipaggio sono passati dalla nostra. E... niente, abbiamo deciso di andare a Berlino e poi da lì faremo un piano di battaglia... ah, mangia l'arancia!

Daisuke frastornato dalla quantità di informazioni si ferma a riflettere per un momento.
Poi, la comprensione di quello che Hiroshi gli ha appena detto arriva insieme alla rabbia di dover aiutare il folle gerarca Blocken, che ha ritrasformato la capitale tedesca in ciò che era ai tempi del nazismo. Animatamente, chiede a Jeeg chi abbia preso la decisione di partire alla volta della città del Conte Senza Testa. Hiroshi cerca di rabbonirlo dicendo che la spedizione non viene fatta per aiutare Blocken, ma i civili in Germania... stessa cosa che gli viene ripetuta da Koji, quando Daisuke si mette in comunicazione con lui.



Stessa cosa che viene ripetuta da Yumi, quando richiama tutti e due, Koji e Daisuke, per discutere della loro perdita di controllo.
Perdita di controllo su cui vuole delle risposte e che, se si ripeterà, farà sì che nessuno dei due piloti ancora il proprio robot. Il duo ha reazioni nettamente differenti: Daisuke dice che chiunque potrebbe pilotare Grendizer al posto suo, non volendolo più fare. Koji ribadisce che Zeta è un regalo fatto a lui da suo nonno e che nessuno lo toccherà, rinfacciando a Yumi ciò che Sayaka ha fatto con Minerva X e la sua volontà di continuare a tenere soggetti pericolosi all'interno della Base.

Grace e Maria, nel frattempo cercano telepaticamente Tetsuya.
Si concentrano e fanno di tutto per "connettersi" in qualche modo a lui. Lentamente, con i loro poteri congiunti, hanno la sensazione di abbandonare la Fortezza delle Scienze e far spaziare la loro coscienza al di fuori. Sempre più lontano... sempre più in là...
Finché Maria non ha la netta sensazione di una grande luce, uno sbattere di ali frenetico, da falco, e di qualcosa che le viene addosso, interrompendo la concentrazione sua e di Grace.

Mentre sta ancora cercando di riprendersi, Grace viene raggiunta da Sanshiro e i due parlano lungamente. Grace è in pena per gli ostaggi a Tokyo... si sente responsabile di una scelta che per lei non è estremamente difficile (non c'è nessuno a cui sia legata che le è stato portato via) ma che sente pesante per l'affetto verso i suoi compagni. Sanshiro cerca di rassicurarla, di convincerla e convincersi di aver fatto la scelta migliore.
Purtroppo, nel solo corso della serata, le sue sicurezze vengono messe a dura prova.

All'inizio è un calo di tensione nella corrente elettrica, mentre tutti sono riuniti a cena nella sala mensa.

Nessuno ci fa particolarmente caso, a parte i piloti, ormai attenti anche ai più piccoli particolari.

Quando l'atmosfera sembra rilassarsi, il calo di tensione si ripresente, leggermente più prolungato. Hiroshi, in preda a un'inquietudine crescente, si alza per andare a raggiungere l'hangar dove sono custoditi i suoi componenti.

Dopo un'altra breve scossa che lascia la Fortezza nell'oscurità, i piloti fanno per correre nella sala di controllo. Nessuno di loro ha idea di cosa sta per succedere. I loro cuori sono ancora troppo tranquilli, dando per scontato il rituale ormai fin troppo abitudinario degli assalti di Mikeros e della guerra.



Quando entrano, l'unica cosa luminosa all'interno è lo schermo, il gigantesco schermo comunicatore della Sala di Controllo con i tecnici che lavorano al buio, freneticamente, per rintracciare la fonte della trasmissione in arrivo.

Da oltre lo schermo, una gigantessa pallida, con tentacoli al posto della testa e il peso del corpo appoggiato a una colossale ascia bipenne, li guarda snudando le zanne in un sorriso mostruoso. Accanto a lei, scura come la morte, la sagoma del Generale Nero.

Non sopporto che la mia lealtà venga messa in dubbio. Avevo fatto una promessa e l'ho rispettata. Se voi infrangete le vostre, assumetene le conseguenze.

L'inquadratura si sposta verso i parenti del Drago Spaziale. Nudi come vermi e ancora vivi, come promesso.
La gigantesca mano del Generale afferra uno di loro. Una donna.

La madre di Sanshiro.



La donna manda un urlo lacerante mentre, sotto gli occhi spalancati d'orrore del figlio, le viene strappata una gamba con la facilità con cui si toglie un petalo a un fiore.
Il padre di Sanshiro invoca disperatamente il figlio, supplicandolo di lasciarli vivi e di tornare a obbedire a Mikeros. In un disperato gesto di devozione mosso dal solo desiderio di vivere, si getta in terra a leccare i piedi del Generale Nero.
La gigantessa ride di gusto, nel vedere lo spettacolo.
Il Generale Nero, indifferente, strappa un braccio alla donna.
Sanshiro urla, precipitandosi fuori dalla sala.
Gli altri piloti accorrono subito dietro, poco dopo aver visto la mano del comandante delle forze di Mikeros spappolare ciò che resta della madre di Sanshiro, strizzandone il sangue addosso al padre piangente.

Pensateci. O a lei ne seguiranno altre.

I piloti fanno per accorrere ai loro robot.
Sono stanchi, deve finire adesso. La loro idea è di volare verso Tokyo e impegnare il Generale Nero in un'unica, grande battaglia. Yumi tenta di farli desistere dal folle progetto, dicendo loro che non sono ancora pronti, che andrebbero incontro a morte certa. Quando si accorge che nessuno vuole sentire ragioni, ordina di chiudere i portelli degli hangar e di non fare entrare o uscire nessuno.
Ognuno si trova davanti a una porta chiusa.
Daisuke urla contro Yumi e contro la Fortezza stessa che non può e non deve continuare così.
Koji minaccia i soldati di guardia di ucciderli con Zeta, la prossima volta che uscirà dall'hangar.
Sanshiro prende a pugni, disperato, i portelli fino a farsi sanguinare le nocche.
Hiroshi ne piega la superficie, aprendoli leggermente.
Maria vi si introduce tramite una presa d'aria mettendosi d'accordo con alcuni tecnici all'interno, spaventata anche dal fatto che Minerva assorba la sete di violenza che permea tutta la Fortezza e la rivolga verso chiunque.

Ma la mano fredda, metallica si appoggia sulla spalla di Koji, serrandola.
Il pilota di Zeta non ha nemmeno bisogno di voltarsi, per capire chi lo sta trattenendo.
Una voce dietro di lui, una voce dolorosamente familiare ora che non parla più attraverso un filtro che ne distorca il timbro, risuona cupa e decisa.

Dobbiamo vendicarci del Generale Nero. Dobbiamo VINCERE, non morire. raduna gli altri in sala briefing. Vi voglio tutti entro massimo cinque minuti.

Il tono non ammette repliche e, mentre sente i passi del padre rimbombare nel corridoio, a malincuore Koji fa passare la comunicazione a ogni pilota.

Non appena entra, Sanshiro accoglie Yumi con un sonoro pugno sulla faccia. Il dottore lo prende, senza dire nulla, con un rivolo di sangue che gli scende dal labbro.
Gli altri fanno invece in tempo ad accorgersi di quanto sia cambiata la Sala Briefing. Gelida, buia. Umon e Yumi sono di fianco a una figura alta, con le mani visibilmente meccaniche e la faccia piena di cicatrici.



Sono il professor Kenzo Kabuto, Direttore della Fortezza delle Scienze.

L'atteggiamento del Direttore è molto meno accomodante di quello di Yumi. Senza curarsi minimamente delle proteste dei piloti, ribadisce che la lotta contro Mikeros dev'essere vinta senza la minima possibilità di errore e ripete a ognuno che, in quanto ultimi baluardi dell'umanità, hanno il dovere di non compiere gesti avventati. Koji ribatte che il Generale Nero sta comunque facendo esattamente quello che vuole con o senza di loro. Daisuke rinfaccia al Direttore di aver usato Yumi e Umon come burattini e i piloti come suo esercito personale. Hiroshi è l'unico a supporre che la gigantessa fosse in realtà la Regina Himika e che, pur in amniera distorta, abbia dato il suo segnale per aprire la strada a Tokyo, come promesso. Kabuto non replica nulla, non dimostrando altro che il suo totale disinteresse per questo genere di argomenti. L'unica reazione, piuttosto violenta, è quando Sanshiro cerca di uscire dalla Sala, trovandosi le porte bloccate. All'ennesimo scatto di rabbia del ragazzo, il professore risponde minacciando di ritirare la sua ospitalità e di trattare lui e quelli del Drago Spaziale da prigionieri, come meriterebbero.
Successivamente, da l'ordine di partire la mattina dopo alla volta dell'isola, per poi congedare tutti.
L'unico a rimanere è Hiroshi, che sarcasticamente si dichiara contento del miglioramento delle sue condizioni, senz'altro utili per dedicarsi a risolvere il problema di Mayumi. Il professor Kabuto, senza fare una piega replica che se ne occuperà. Hiroshi va via con la velata minaccia che, come stava per aprire le porte dell'hangar, ne aprirà altre.



Il mattino dopo, Maria (con Minerva X) e Grace (con il Drill Spacer) partono alla volta dell'isola. Ad accompagnarle, ci sono Koji con Mazinger e Jeeg. A causa delle pessime condizioni di Grendizer e Gaiking, Daisuke prende i comandi del Double Spacer, mentre Sanshiro entra nel God Mazinger di Sosuke Oshiba.
L'isola sembra scarsissima di vegetazione e fauna. Enormi catene montuose, scure e appuntite ne solcano la superficie, scagliosa e arida. Grace da le indicazioni necessarie per atterrare nei dintorni di una piccola grotta naturale. E' quello il rifugio di Zaku Alba.
Non appena tutti scendono, un leggero sommuoversi della terra accompagna il loro passaggio. E' una scossa lieve, lenta, ma piuttosto prolungata. Jeeg, che è il primo a lanciarsi, piantando una mano a terra nell'atterraggio, se ne accorge più degli altri.
Timorosi, tutti fanno per avventurarsi nella grotta. Per Maria è il momento decisivo in cui scoprirà se i timori dei suoi compagni sono fondati o no. Il momento in cui scoprirà finalmente se è davvero un mostro.
Nel momento in cui Koji lo illumina con la torcia elettrica, Zeku Alba gli ordina di lasciarlo al buio e di non guardarlo. La voce del misterioso ex-scienziato non fa che gettare inquietudine nel cuore dei piloti. Non è una voce che proviene da un'unica bocca e quel poco che la torcia di Koji riesce a mostrare, è un cranio deforme, dalle orecchie vagamente appuntite.
Solo quando Koji lo illumina in pieno, si accorgono della sua pelle dura e bluastra, delle orecchie puntute, della divisa da scienziato americano che ribolle in un formarsi continuo di tentacoli, lacerazioni e aperture nella pelle sotto di essa.


E, in contrasto a ciò, occhi sereni, incredibilmente umani. Forse la cosa più fuoriposto, in tutto lo scenario.
Sentono il suo respiro e il suo innaturale coro fatto di lamenti, digrignare, parole spezzate e sibili, mentre parla di sè, confermando ciò che su di lui ha detto Daimoni. Parla di una lunga guerra tra Vega e Mikeros, una guerra che ha costretto i secondi a rifugiarsi sottoterra e che si trasmette in un un terrore atavico che non ha mai cessato di esistere. Quando Koji chiede che fine abbiano fatto i Vegan, dopo aver sconfitto Mikeros, Zeku Alba tace, replicando che nelle memorie del suo ospite non c'è una risposta a questa domanda.
Rivela che si spostano a bordo di grosse astronavi che cadono dal cielo e che fondersi con altri esseri viventi è nella loro natura. Con un vociare di mille piccole risate soddisfatte, si compiace per la fine che sta facendo la razza umana. La razza umana è sbagliata, è portatrice solo di una vcolontà di violenza e distruzione che merita solo l'espiazione con l'avvento del regno dei mostri sotterranei. Daisuke gli chiede se sia meglio la sua vita, rintanato come un topo in una grotta, provocando un fremito di rabbia nello scienziato.
Poi Zeku Alba si rivolge a Maria.
Afferma di essere in grado di comunicare con il suo eventuale ospite Vegan e di comprendere quanto ci metterà a evolversi dentro l'organismo della telepate.

Ma è davvero questo che vuoi? vivere una vita segnata, contando gli anni che ti separeranno dalla fine? Vuoi davvero un conto alla rovescia, come esistenza?

Per Maria, la scelta è difficilissima. Se da un lato riconosce del vero, nelle parole del dottore, dall'altro è consapevole della crescente paranoia che porterebbe un suo rifiuto, nei suoi compagni.
Abbassa la testa e, a malincuore, fa la sua scelta.

Aspramente, Zeku Alba ordina agli altri di andarsene e di lasciarlo solo con Maria.

Passano alcuni minuti.
Zeku Alba esce dalla grotta, trascinando Maria per i capelli, semisvenuta e ancora sporca di sangue e vomito.
La getta in un angolino, noncurante.
"Dodici anni. Adesso andatevene"

Hiroshi si trattiene a stento dall'assalirlo, mentre lo vede tornare all'interno della sua grotta, inghiottito lentamente dall'oscurità.
Non appena Maria riesce a riprendersi, gli eroi decollano alla volta della Fortezza delle Scienze, con interrogativi dissipati e nuove ansie per il futuro. C'è chi pensa che tra dodici anni forse Mikeros avrà già reclamato la vita di ciascuno e che, quindi, preoccuparsi sia inutile. C'è chi come Grace vuole viverli intensamente, questi ultimi anni. Chi, come Maria, rimane in silenzio, non potendo fare altro che inghiottire angoscia.
Prima di partire, dietro le direttive di Umon, un perplesso Koji, raccoglie dei campioni di terreno.

La riunione con il Direttore è carica di tensione.
Maria spiega solo a grandi linee quello che ha fatto Zaku Alba. Lo scienziato si è messo in comunicazione, in maniera piuttosto brutale, con l'ospite di Maria, scatenandone i ricordi. Ricordi che hanno cominciato a scorrere nella mente della telepate.

Ricordi di un cavallo scheletrico che la fronteggiava.
Ricordi dell'intera Armata Mazinger che circonda una sinistra e immane aureola di luce.

Koji sbotta nella più completa sfiducia verso Maria, la quale le rinfaccia apertamente che gli unici problemi portati da lei e da Minerva sono stati in realtà causati dall'uso incosciente che ne ha fatto Sayaka. Il pilota di Mazinger, dal canto suo, replica con la quantità di incidenti e la paura che permeano lo staff di manutenzione del robot di Maria. Il clima alla Fortezza sembra pervaso da un astio incontrollabile e da sentimenti estremamente oscuri. Maria rimprovera inoltre a Daisuke di non voler affrontare la verità, una verità che vede loro due (e Grendizer e Minerva) legati in qualche modo.

Solo Hiroshi si interessa a quello che il pilota di Minerva sta provando. Nei corridoi, i due hanno uan discussione gonfia di dolore.

La richiesta che fa Maria a Hiroshi è precisa e terribile. Facendogli vedere in testa cosa diventerà, gli chiede di fermarla senza ucciderla e di trasformarla in un'arma utile contro Mikeros.

Mentre il cyborg annuisce gravemente, Maria non riesce a trattenere il pianto e scoppia in singhiozzi disperati. Il freddo abbraccio di Hiroshi (ma con più calore di altri umani alla base) la circonda, mentre la porta nella sua stanza.

Non dirlo a nessuno... non dire a nessuno... che ho pianto...

Hiroshi annuisce e le rimane vicino, con la stessa gentilezza che ha riservato a ben poche persone. Le promette che lui, Miwa e Mayumi andranno a trovarla spesso, per farla sentire meno sola.
Maria promette di badare a sua volta alla piccola Mayumi, di insegnarle a controllare la paura e la rabbia, affinchè la terrificante trasformazione del Dotaku Project si manifesti il più tardi possibile.



Sanshiro, intanto si mette al posto di guida di un Gaiking spento e ancora in fase di riparazione. I ricordi dei suoi genitori si susseguono in continue immagini grondanti di sangue. La rabbia per il Generale Nero, per ciò che il Drago Spaziale è stato costretto a fare finora, per la morte atroce che aspetta i suoi cari, gli invade l'animo. Gaiking sembra assorbire e nutrirsi di quella rabbia, trasmettendogliene di nuova.
Per un momento, sembra più vicino a un robot che, per il resto della sua vita ha disprezzato e odiato. Quel robot è l'unico strumento per trovare vendetta. Quel robot deve diventare un'estensione della propria sete di giustizia.

Poco lontano, Koji dirige la sostituzione del reattore atomico del Gaiking con un reattore a energia Fotoatomica. E' già piuttosto avanti nei lavori, quando riceve una comunicazione da parte del dottor Kabuto.

- Dobbiamo parlare.
- Vieni tu a parlare con me, allora.

Con un certo stupore, non passa molto tempo prima che l'hangar in cui Koji sta lavorando non si raggeli, facendo entrare il Direttore della Base. Curiosamente, non sono nemmeno in molti a riconoscerlo, vista l'assoluta impenetrabilità dello scienziato.
Il dottor Kabuto rimane per un momento a guardare Mazinger Zeta, poco distante.

- Un robot meraviglioso. Il primo dei giganti che hanno camminato su questa terra.
- Già, replica Koji. Il padre sale fino alla postazione a cui sta lavorando il figlio.

Seppur senza dare spiegazioni sulla sua lunga assenza, si scusa con Koji per tutto il dolore e la mancanza che ha inferto a lui e a Shiro. E' la prima volta che il gelido Direttore dimostra un briciolo di sentimenti umani verso qualcuno.

Koji si limita a mettergli nelle mani un cacciavite. Dopo un primo momento di perplessità, esattamente come quando Koji era piccolo, padre e figlio lavorano fianco a fianco nelle riparazioni a Gaiking.

- Ho sbagliato, con Tetsuya. Ho sbagliato tutto
- Ritornerà, stai tranquillo. Lo ritroveremo.


Poi, Koji fa chiamare Shiro nell'hangar. Dopo averlo minimamente preparato, lo porta davanti al padre che entrambi credevano morto. La reazione di Shiro è rabbiosa e violentissima, simile a quella che avrebbe Koji con meno anni e maturità sulle spalle. Scappa via, rifiutandosi di parlare al padre, più infuriato che spaventato. Koji cerca di calmarlo e di spiegargli che non è rimasto più nessun altro, per loro due.
Il dottor Kabuto, conscio delle difficoltà che ci vorranno per riguadagnare la fiducia dei figli, prende da parte Shiro nel suo studio per parlare con lui e tranquillizzarlo. Koji decide di lasciarli soli e cerca gli altri piloti.

Daisuke sta, nel frattempo, cercando per l'ennesima volta di spiegare a Hikaru che entrare in battaglia non è nè un gioco nè una simulazione. Hikaru però ormai vede il suo posto di pilota del Marine Spacer più come un motivo d'orgoglio che altro. A nulla servono i discorsi del fratellastro, che sente sempre più la responsabilità di difendere chi gli sta vicino, pur detestando l'idea di pilotare Grendizer. Le argomentazioni di uno sono totalmente indifferenti all'altra, che sempre più ha visto Daisuke allontanarsi e, pur di restargli vicino, rischierebbe la morte.

L'ennesimo bisticcio tra i due viene interrotto dal repentino ordine - dato dal professor Umon - di allontanarsi dall'isola. Quando i piloti accorrono alla sala di controllo e ne chiedono la ragione, l'ufologo spiega con una tranquillità allucinante di aver compiuto degli studi sul terreno portato da Mazinger Zeta, insospettito dalle costanti rilevazioni sismiche.
Il suo sospetto, fin troppo giustificato dai fatti, è che l'intera isola sia contaminata da un ospite Vegan. L'isola è un enorme organismo alieno in stato di letargo, vera e unica ragione (molto più della presenza del solo Zaku Alba) per cui Mikeros se ne tiene attentamente alla larga. La Fortezza delle Scienze viene fatta partire con più sollecitudine possibile alla volta di Berlino.



Tornando nell' hangar di Minerva X, Maria ha una sgradita sorpresa. La porta è aperta e una figura magra, con braccia e gambe meccaniche sta guardando con interesse i lavori di riparazione del robot.
Non appena Maria entra, Ryo Asuka si volta e punta su di lei il suo sguardo magnetico.

Il tuo è uno splendido robot. Sembra un demone orgoglioso.

Per quanto attraente, l'atteggiamento del ragazzo risulta odioso a Maria, soprattutto quando dimostra - ancora una volta - l'assoluta indifferenza nei riguardi della morte di Ran.

E' l'evoluzione naturale. Le persone con meno possibilità muoiono, le altre restano in vita.

Perfino una tagliente battuta di Maria sulle possibilità di vita di qualcuno costretto a fare per un anno il cane di Slum King lascia il ragazzo indifferente.
La telepate, con molta poca pazienza, chiede al ragazzo cosa sia realmente e perchè i suoi poteri mentali scivolino addosso alla sua mente come acqua. Ryo Asuka si limita a fare sorrisi ironici e a rinfacciare la costante paranoia in cui sembrano vivere tutti i piloti, affermando di non sapere assolutamente nulla di ciò a cui si riferisce Maria.
La ragazza arriva velatamente a minacciarlo, lasciando sempre una placida indifferenza negli occhi freddissimi del suo interlocutore. Il quale, dopo un po', ritorna nelle sue stanze ringraziando Maria della piacevole chiacchierata e dicendole di essere una persona estremamente interessante.

Di nuovo, dà un ultimo sguardo a Minerva X.

Un demone pauroso e spietato. Ma, nonostante questo, infinitamente bello...

Koji, nel frattempo propone a Grace di allenarsi più intensamente per pilotare il Drill Spacer, avendo constatato la sua bravura. Sakon non prende molto bene la cosa: in questo modo, Grace abbandonerebbe la guida del Nessack, uno dei robot di supporto di Gaiking. Benché Koji dica più volte che una cosa non implica l'altra, Sakon non la prende ugualmente affatto bene, roso da una reazione che appare esagerata.
Anche Grace non trova nulla di sbagliato nel pilotare il Drill e accetta volentieri di allenarsi con Koji, in parte dando maliziosamente corda a un tentativo non troppo velato del pilota di Zeta di flirtare con lei.
In sala simulazioni, Sakon e un infuriato Sanshiro ribadiscono l'intenzione di non far pilotare alla ragazza il mezzo di supporto di Grendizer. Koji, stancandosi di tutto quanto sfida Sakon a batterlo ai simulatori. La battaglia è ovviamente impari e un rabbuiato Sakon esce proprio nel momento in cui, nei corridoi, Sanshiro sta prendendo da parte Grace e sta quasi per dichiararsi dopo lunghi anni.
La ragazza, che ha deciso di viversi i suoi ultimi 12 anni in maniera fin troppo scanzonata, trasmette sia nella testa di Maria che in quella di Koji le imbarazzate parole del pilota di Gaiking. La dichiarazione di Sanshiro viene accolta quindi da un Koji che via via che i messaggi telepatici arrivano, li riferisce a Hiroshi e Daisuke. E che se la ride finchè Sanshiro non pronuncia aspre parole contro il Mazinger Zeta.

E' allora che entra nella stanza di Sanshiro, sfidandolo col Gaiking.

I due piloti prendono posto nella sala simulatori, con un pubblico di curiosi dietro a ognuno.
Il combattimento appare feroce e senza esclusione di colpi. All'inizio, Mazinger Zeta sembra avere la meglio, ma la corazza molto resistente di Gaiking sembra coprire tutti i suoi colpi. Solo l'intervento di Jeeg, unitosi a sua volta sembra ritardare la vittoria dell'ultimo arrivato.
Mazinger cede sotto i colpi di Gaiking lasciando il campo a un fiero Boss Borot, che riempie di pugni - senza alcun successo - il robot di Sanshiro, nello stesso momento in cui questo viene abbattuto definitivamente da Jeeg.
Ovviamente, è Boss che si convince di aver fatto tutto il lavoro...

Frattanto Maria e Grace parlano. Grace si rende conto solo adesso dei sentimenti di Sanshiro, risultandone piuttosto spaventata. Maria, per quanto sia l'una che l'altro la prendano come "confidente" non riesce a capire bene nè i problemi nè i discorsi che legano i due giovani. Maria non ha mai avuto modo di conoscere amore o amicizia.

Mentre parla con Grace, intanto, la Fortezza delle Scienze si allontana dal clima ora piuttosto spensierato.
E' iniziato un lungo viaggio nella nebbia dell'Europa e nell'oscurità di chi la governa.
In tutto questo, una piccolo jet rosso con un pilota roso dai suoi stessi sentimenti, vola per una direzione più intuita che pensata.

Mentre un altro, all'interno della Fortezza, all'insaputa di tutti, fa montare un dispositivo di autodistruzione sul proprio robot, pur di portare alla morte il maledetto Generale Nero...