mercoledì, maggio 25, 2005

06: la verità viene celata

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La scena, nella mente dei nostri eroi, si ripete tale e quale a come l'hanno veramente vissuta: l'attacco congiunto dei Mazinger, la carcassa di Humanos che esplode.
La colonna di fuoco che si origina dall'esplosione, per un momento, sembra quasi prendere la forma di un volto. Un volto di cui si riconoscono solo gli occhi e un sorriso crudele. Poi, in mezzo alle fiamme, prende corpo la sagoma di un gigantesco guerriero dall'armatura nera. Stringe il pugno, e parla, con una voce che rimbomba nelle menti di tutti quanti.

Non ci sarà più misericordia. Vi ho scelto come miei avversari, e sappiate che questo è l'ultimo, grande onore che potrete vantare nella vostra vita. Morire come nemici del Grande Generale Nero!

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Hiroshi lo sente risuonare direttamente nella testa, da sveglio. Nessuno sembra comunque considerarlo altro che un qualunque sogno dettato dalla tensione dopo la battaglia. Arriva la mattina per coloro che hanno vissuto la terribile esperienza di Yoshida.

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Per altri, la mattinata è cominciata molto prima. Alle prime luci dell'alba, Tetsuya si alza con l'immagine di qualcosa di luminoso che vola nel suo spazio visivo, verso la fitta macchia di vegetazione poco lontano da dove si è addormentato. Dopo un breve momento di smarrimento, decide di addentrarvisi a sua volta, preparandosi al peggio.
Il bosco è scuro, contorto. I raggi dell'alba sono ancora troppo lontani per dare sicurezza a chi violi le sue profondità. Tetsuya inizia a sentire dei passi, dietro di lui, e si volta per fronteggiare qualunque cosa stia arrivando.
Benchè si sia voltato, i passi continuano a sentirsi dietro di lui. Confuso, il pilota non può fare altro che acquattarsi al tronco di un albero e restare in attesa.

Tetsuya Tsurugi - dice una voce dietro di lui - l'ultimo che ho conosciuto con questo nome è morto in una maniera stupida. Non era abbastanza forte. Tu lo sei?
Tetsuya si volta di scatto. Davanti a lui, nascosta dalle ombre degli alberi, la sagoma di un uomo che supera abbondantemente i due metri di altezza, i cui occhi - l'unica cosa davvero distinguibile nell'oscurità - brillano di una luce sinistra.

- Chi sei?, chiede il pilota del Great Mazinger.
- Ti ho fatto una domanda. Rispondi.
- Forte per cosa?
- Non si è forti per qualcosa. Lo si è e basta.
- Il Great è forte. Io sono stato addestrato.

Il gigante tende un braccio, e un falco luminoso si appoggia su di esso, piantandoci gli artigli.
Poi, senza aggiungere nulla, si volta e si allontana. Tetsuya rimane finchè il sole non inizia a insinuarsi anche nell'oscurità intorno a lui. La sagoma del Great Mazinger, controluce, gli ricorda vagamente il misterioso gigante.
Affidandosi a un gesto istintivo, Tsurugi spara un colpo di pistola al Great, che rimbalza sulla superficie di Superlega NewZeta del colosso. Poi, cercando di scacciare il vago senso di panico, sale sul robot e ritorna alla base.

Alla Fortezza, intanto, gli altri piloti si stanno lentamente riprendendo. Maria si fa raccontare da Koji quello che è successo. Kabuto viene interrotto da Daisuke, che non riesce a non sentirsi responsabile la strage di civili che l'intervento a Yoshida ha provocato. Hiroshi, nel frattempo, si accerta sulle condizioni di Mayumi e Miwa, ancora stazionarie. La sua veglia è totalmente dedicata a loro e a setacciare da cima a fondo gli appunti del padre, per capire quale sia la minaccia che ha portato alla costruzione di Jeeg.
Finora, solo analizzando i componenti del robot considerati prioritari (adatti per volare e per spostarsi sottoterra), il pericolo sembrerebbe riferirsi a quello che si sta vivendo adesso, con Mikeros spuntato fuori dalle profondità del sottosuolo. Che Jeeg sia stato progettato in previsione di questa invasione?
Il ragazzo chiede inoltre che Miwa e Mayumi vengano trasferite nel reparto infermieristico dedicato ai piloti, dove le cure sono più efficienti e più veloci per ovvie ragioni.

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Dopo essersi ripreso, Daisuke decide di incontrarsi dopo tanto tempo con suo padre, sul ponte della Fortezza delle Scienze. Soli e faccia a faccia, il ragazzo chiede che il Direttore della base si prenda la responsabilità delle sue decisioni, e di aver ordinato al Great Mazinger di uccidere persone affatto differenti da esseri umani. Umon gli fa notare che questa è una guerra e che il ragionamento del Direttore, per quanto spietato, mira all'interesse di tutti. Daisuke chiede allora che il Direttore almeno si mostri e spieghi le sue motivazioni davanti a tutti. Umon, condividendo la scarsa comprensione per le ragioni che portano il responsabile della base al suo anonimato, ribadisce che per ora i suoi voleri in proposito sono chiari. I due discutono di quanto la guerra imponga decisioni disumane che, per chi non è mai stato abituato alla logica militare, appaiono inaccettabili.
Daisuke dice che Hikaru, Danbei e Goro sono le sole persone per cui combatte. Loro... e il professor Umon stesso. Sono le prime parole d'affetto che il ragazzo pronuncia per il padre adottivo, e l'ufologo ne rimane profondamente commosso. Daisuke, poi, torna nella sua stanza, senza aggiungere altro.

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I piloti vengono chiamati poche ore dopo dal dottor Yumi, raggiunti subito da un taciturno e meditabondo Tetsuya.

Portata su una sedia a rotelle da Hiroshi, Maria chiede al pilota di Jeeg se egli ha o meno intenzione di rivelare la sua identità a Mayumi. Si augura che lo faccia prima o poi, ben capendo come ci si senta ad essere soli.

Il punto della situazione nella sala briefing diventa - come ormai di consuetudine - un momento molto teso: Hiroshi afferma che occorre trovare la spia al più presto, e che questa deve avere accesso a informazioni riservate. A Yoshida, infatti, Gorgon gli ha accuratamente mostrato il dolore della piccola Mayumi, come se sapesse del legame di parentela tra i due. L'idea di Hiroshi per stanare il colpevole, è sottoporre al siero della verità ogni sospetto. Tra i primi, tutti coloro che hanno la capacità di carpire telepaticamente informazioni. Ran Asuka, ad esempio, che ha dato prova di padroneggiare poteri simili a quelli di Maria.
Yumi rifiuta categoricamente, dicendo di non voler far sprofondare la Fortezza in un clima di generale paranoia e caccia alle streghe. Chiede invece che - finchè i robot non saranno al massimo della funzionalità - i piloti si impegnino a interrogare i sopravvissuti di Yoshida su ciò che avveniva nelle fabbriche e sulla situazione del Giappone in generale. Daisuke si fa di nuovo portavoce del desiderio di vedere il Direttore faccia a faccia coi piloti, e ancora un reticente Yumi vanifica ogni dubbio che egli si possa mostrare agli altri.
L'insofferenza di Koji verso la situazione, arrivata a fargli quasi maturare l'idea che la spia possa essere il capo della base, lo porta a legarsi significativamente una fascia bianca al braccio in segno di sciopero.

Maria e Daisuke parlano con i superstiti, sempre più ammassati, divisi e smistati verso strutture d'infermeria allestite alla Build Base. Il numero di persone veramente in grado di parlare, si conta letteralmente sulle dita di un mano. Quando Maria si dice felice di vedere che si siano salvati, un vecchio indica il proprio moncherino e scoppia in una risata isterica.
Malgrado l'inizio sconfortante, i due piloti riescono a guadagnarsi la fiducia dei presenti, venendo a imparare alcune cose.

Non tutti gli abitanti di Yoshida sono nativi di quelle parti: molti erano esuli da villaggi o città più lontane nel Giappone. In tutto il paese arrivano voci contrastanti. La zona intorno al Monte Asama sembra essere assolutamente impenetrabile. Tokyo non dà segni di vita. Nella pianura del Kanto, in un piccolo villaggio sorto dopo i terremoti, alcuni affermano esserci streghe, donne con notevoli poteri mentali, di cui si sa molto poco.
I particolari più allucinanti vengono alla luce quando i superstiti parlano di ciò che veniva fatto nelle fabbriche: gli abili messi come soldati o operai per la manutenzione dei mostri combattenti. Gli scartati usati come parti di ricambio organiche per i corpi biomeccanici dell'esercito Mikeros.

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La notizia, passata attraverso i comunicatori di tutti i piloti, arriva secca e tagliente. Jun interrompe la sua esercitazione con Tetsuya, bruscamente. Quando in seguito gli chiederà cosa uccidono, quando eliminano un mostro di Mikeros, il pilota del Great Mazinger gli risponderà nulla di diverso da quello che abbiamo sempre ucciso finora.

Solo Hiroshi non sembra eccessivamente scosso dalla notizia. Il pilota di Jeeg deve trovarsi infatti a far fronte a un carico di orrore molto più personale ma più grave: la rivelazione - negli appunti di suo padre - che anche Mayumi è stata sottoposta al Dotaku Project e che, prima o poi diventerà come lui. A pungere l'anima del cyborg, è il sussurro della sorellina nel dormiveglia.

"Hiroshi..."

Koji, nella Sala Controllo, insiste con Yumi perchè lo si faccia parlare col Direttore. Dice di essere l'unico nella squadra di piloti a non averlo ancora incontrato e accampa diritti che, secondo lui, gli spettano come pilota di Mazinger Zeta. Il modo in cui il suo vecchio capo giustifica i continui rifiuti, per il giovane Kabuto non è affatto sufficiente: Yumi si appella infatti alla fiducia che, in anni di guerra contro il Dottor Hell, è nata tra lui e tra chiunque facesse parte del Laboratorio di Ricerche per l'Energia Fotoatomica. La sensazione di essere comandato a bacchetta da qualcuno che non ha mai visto, ha però spinto la frustrazione del pilota a livelli troppo alti. Proprio quando Yumi sembra messo alle corde dall'insistenza di Koji, Daisuke e Maria interrompono la scena, venendo a fare rapporto.

Con una durezza che non gli è mai appartenuta, Yumi ordina a Maria e a Koji di recarsi nella pianura del Kanto, a investigare su queste streghe, convincendole eventualmente a collaborare. Partiranno il giorno dopo, aspettando di farsi curare abbastanza da reggersi in piedi.
Provocatoriamente, Koji chiede se deve intenderlo come un ordine, ricevendo un secco come risposta.

Maria, prima di uscire dalla Sala, mette in guardia telepaticamente Yumi sul non perdere la presa paterna che ha sempre avuto sul pilota dello Zeta, pur comprendendo ormai che ci sono motivazioni estremamente gravi per cui la vera identità del Direttore continui a restare celata. Yumi non le risponde, sembrando in preda a un irrisolvibile conflitto interiore.

Koji va a sfogarsi nella sala simulazioni, insieme a Tetsuya e Daisuke, in un combattimento tra Mazinger Zeta, Great Mazinger e Grendizer. In uno sbotto polemico, in seguito all'ennesima battuta di Daisuke su chi in questa guerra sono gli eroi e chi i mostri, Tetsuya chiede al figlio di Umon perchè allora piloti Grendizer. Daisuke afferma che non ama affatto combattere, ma che in questo periodo non c'è la minima scelta. Salire a bordo di Grendizer è l'unico modo per salvare la vita delle persone che ama. Tetsuya riflette cupamente sulla contrapposizione tra il pacifista costretto a entrare in battaglia e il pilota entusiasta che, per le sue ragioni, è entrato in una sorta di "sciopero" da combattimento.
Nel corso della discussione, Tetsuya dice anche che, per la sua stretta educazione all'interno della base, ha ben poche conoscenze del mondo per com'era prima. Daisuke gli dice di vederla come una fortuna: per il pilota di Grendizer, infatti, certi ricordi sono solo dolore.

Uno sconvolto Hiroshi fa intanto visita alla Build Base, per scoprire di più su quello che è appena saltato fuori dalle ricerche, a proposito di Mayumi. Intanto approfondisce le sue conoscenze sugli studi archeologici del padre, particolarmente orientati verso la civiltà Yamatai, governata dalla regina-sciamana Himika.
Nel corso della notte, dai dottori della base verrà data la conferma. Da alcuni ben protetti file del
dottor Shiba, le cavie del Dotaku Project risultano due.

Il mattino dopo, per Koji e Maria è tempo di partire. Prima di farlo, il pilota di Zeta chiede alla telepate di inviargli un'immagine del Direttore, ben sapendo che lei è stata accolta dal capo della Fortezza delle Scienze in persona. L'immagine di Maria è estremamente confusa e non riesce a essere in alcun modo rivelante per Koji, salvo dargli una fastidiosa sensazione di familiarità.
I due partono sul Pilder, verso la pianura del Kanto, in buona parte ignari di ciò che vedranno.

La Fortezza è invece attaccata poche ore dopo il loro decollo. Daisuke (che dalla mattina si comporta in modo sempre più strano e scostante), Tetsuya e Hiroshi partono all'attacco. Invece di colpire la base, però, il mostro - più umanoide rispetto agli altri mostri arpia che finora l'Armata Mazinger ha combattuto - vola dritto in direzione del Monte Fuji.
Più veloce degli altri , Grendizer sembra essere l'unico a stargli davvero dietro. Il mostro sembra farsi seguire, e quando atterra sulle pendici del vulcano si limita ad aspettare. Yumi raccomanda la massima attenzione, sospettando una trappola.

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Il mostro sembra comunicare mentalmente con Daisuke.
Il ragazzo, sconvolto da un dialogo che nessuno riesce ad ascoltare, apre un collegamento con Umon.
A bordo del Pilder, Maria avverte un'intensa sensazione di pericolo.

Padre, io sono Duke Fleed?

Non avendo risposta, il ragazzo chiude i collegamenti con tutti, facendo precipitare gli altri piloti e il personale della base nella più nera preoccupazione.
Il mostro adesso si rivolge al pilota di Grendizer parlando chiaramente.

- Il Grande Generale Nero ti invita a non guradare Mikeros come un nemico, Principe di Fleed. Ci sono cose che accomunano te e la nostra gente. Il Generale Nero ti chiede di ascoltare le sue parole.
- Vi ascolterò solo quando restituirete ogni vita che avete rubato alla mia gente! Le loro case e la loro pace! prima non saremo altro che nemici!
- Bene. Ciò che volevo sentire. Vorrà dire che ti porterò da lui con la forza.

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Grendizer e il mostro si danno battaglia, in un serrato corpo a corpo a colpi di Double Harken e spada. I collegamenti vengono ripristinati da Daisuke solo dopo il primo colpo portato a segno, che lascia un profondo squarcio nel petto dell'avversario.
L'arrivo del Great Mazinger e del suo Thunder Break indebolisce ulteriormente il nemico.
Grendizer brandisce la Double Harken, e fissa negli occhi il mostro di Mikeros.

Questo è il mio messaggio al Generale Nero!

Con un ultimo colpo, squarcia a metà il corpo del mostro.
Tetsuya - e Hiroshi che, non avendo modo di volare, riesce ad arrivare solo in quel momento - chiedono cosa sia successo.

Daisuke parla di un'ambasciata. E di un dialogo che non osa ripetere.
Quando i tre robot si muovono verso la base, il giovane sa che ormai il suo passato e i suoi segreti non possono più essere evitati.


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giovedì, maggio 19, 2005

05: il giorno in cui liberammo Yoshida

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Alla Fortezza, per Hiroshi è tempo di partire.
Gli viene dato un lungo poncho e un cappello a falde larghe, per nascondere le sue fattezze disumane, oltre a una piccola telecamera da polso in grado di trasmettere tutte le immagini, che la spia trasmetterà direttamente sugli schermi della Fortezza delle Scienze.


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Un lungo viaggio in jeep, scortato dai militari della base, lo porta fino ai dintorni di Yoshida, da cui proseguirà a piedi. Il ragazzo, deciso a completare la sua missione o a morire in essa, scorge quasi subito una camionetta con le insegne dell'esercito giapponese.
Quelli che ne escono fuori, però, hanno divise che nessuna nazione umana ha mai visto. Oltre a un corpetto antiproiettile, i soldati indossano anche un elmo simile al teschio di un demone, che lascia coperta buona parte del loro volto.


Tetsuya, Koji, Daisuke e Maria seguono trepidanti, dai monitor della base, Hiroshi che si nasconde sotto la jeep dei soldati di Mikeros ed entra in quello che è rimasto di Yoshida.



Lo spettacolo della città è terribile: ridotta ormai alla sola zona industriale (piena di fabbriche che lavorano ancora a pieno regime) è circondata da un reticolato di cinta e sorvegliata da torrette di guardia e mostri volanti. Colonne di camion merci entrano ed escono dalla città, dopo opportune ispezioni dei militari di guardia.

Nessuno di loro parla mai. Tutti sanno cosa devono fare, e lo fanno in silenzio assoluto.

Koji, dalla Fortezza commenta che i soldati sono molto simili alle Maschere di Ferro, la milizia di Hell con cui ha avuto a che fare mille e mille volte. Anche Yumi ipotizza che Hell potrebbe aver imparato dalla tecnologia Mikeros, il modo di trattare chirurgicamente le sue truppe.
Intanto, Hiroshi è riuscito furtivamente a sgattaiolare sotto uno dei camion merci e a farsi trasportare dentro la città. Tutt'intorno a lui, poco prima che si fermi, gli ordini secchi urlati dai soldati ai prigionieri. Il rumore di altri camion tutt'intorno. E passi, passi giganteschi che fanno tremare la terra.


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Approfittando di un momento di confusione, Hiroshi sgattaiola fuori nel momento in cui i prigionieri vengono fatti uscire dai camion, riuscendo a confondersi con un gruppo di essi. L'orrore che gli si para innanzi, dopo che insieme agli altri deportati è stato raggruppato in un piazzale poco distante dai camion, è immenso anche per chi ha già visto le fattezze mostruose e deformi dell'Impero di Mikeros. Il gigante che sembra comandare la città è infatti una sorta di drago sormontato da un busto umano. Altre due teste - una da locusta, posta sullo stomaco, e una umana - al posto di una mano - completano il quadro terrificante che si presenta agli occhi del giovane Shiba.
Il mostro dà ordine ai soldati di scortare i prigionieri alle fabbriche. Trattati ormai senza la minima dignità, gli umani vengono portati verso il complesso industriale poco lontano. Incolonnato insieme agli altri, l'attenzione di Hiroshi viene catturata da una bambina.

Per un attimo, sente il sangue ghiacciarsi.
La bambina è Mayumi Shiba, la sorellina che credeva di aver perduto nei terremoti poco precedenti all'avvento di Mikeros.


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Dopo essersi spacciato per un amico di Hiroshi Shiba, il ragazzo si pone l'imperativo di portare viva Mayumi fuori da Yoshida, a ogni costo. Sia lei che una giovane prigioniera che sembra averla presa sotto la sua ala protettrice.

Alla base, i piloti intuiscono in fretta come sia la situazione: pur non sapendo nulla del passato di Hiroshi, l'inquadratura lunghissima sul volto della bambina è esplicativo quanto mille discorsi. Koji, temendo che il cyborg possa mettersi nei guai, chiede a MoriMori di preparare Mazinger Zeta sulla rampa di decollo.


A Yoshida, intanto le truppe Mikeros sistemano i prigionieri in fila, parlando di un'ispezione imminente per selezionare quelli abili dagli altri. Colto dal panico di essere scoperto, Hiroshi si getta in una rocambolesca fuga attraverso i complessi industriali di Yoshida, senza esitare - pur di sopravvivere - a farsi scudo di uno dei prigionieri per proteggersi dagli spari. Hiroshi viene inseguito fino all'interno di una delle fabbriche, dove perde la microcamera in una violenta collutazione con le guardie Mikeros.
Portato davanti al mostruoso sovraintendente di Yoshida, che si presenta come Comandante Humanos, Hiroshi tenta il tutto per tutto in un disperatissimo bluff: si presenta infatti come Kaiser Death, un cyborg creato da Hell e al servizio di Blocken, apostrofato come traditore di Mikeros. Alla domanda di Humanos, sul perchè nessuno ne abbia mai sentito parlare, Hiroshi risponde dicendo che se mai qualcuno avesse conosciuto Kaiser Death non sarebbe sopravvissuto per raccontarlo, essendo stato progettato appunto come cyborg da infiltrazione e spionaggio. Con un sorriso divertito, Humanos fa allontanare Hiroshi, ordinando alle guardie di portarlo al cospetto di un altro che ha conosciuto Hell.

Alla base, i Mazinger, Minerva e Grendizer partono per liberare il loro compagno. Ad attenderli, però, uno stormo di dodici mostri combattenti, simili alle arpie meccaniche di cui era circondato Kerubinos.

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Lo scontro, organizzato apposta per ritardare l'arrivo dell'Armata Mazinger a Yoshida, è terribile: Sotto il numero soverchiante degli artigli nemici, Minerva viene messa fuori uso, mentre Venus Ace sembra riportare serissimi danni.
Mazinger Zeta, primo a metterne fuori combattimento un numero sufficiente da aprirsi la strada, si dirige a gran velocità verso Yoshida, lasciando agli altri il compito di abbattere i mostri rimasti e difendere la Fortezza.


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Nel frattempo, Hiroshi viene portato in un palazzone diroccato, un cumulo di macerie da cui non filtra che un sottile spiraglio di luce. Con crescente nervosismo, fa appena caso a due enormi gru proprio davanti all'edificio e a un enorme numero di prigionieri legati insieme da un complesso sistema di cavi di ferro, quasi una ragnatela.

Una scorta entra dopo un'attesa interminabile. In mezzo alla scorta, passi felpati, felini.
Il Duca Gorgon inizia a camminare intorno al giovane, facendo continui riferimenti ironici al suo presunto passato al servizio di Hell e Blocken.

"Qui nessuno sembra crederti... io sì. E' per questo che ti mostrerò uno spettacolo che Blocken avrebbe apprezzato"

Uscito assieme al mostruoso agente di spionaggio di Mikeros, Hiroshi vede la rete di prigionieri montata sopra al corpo di Humanos, in modo da farne una veste di scudi umani. Come sottolineato da Gorgon, al centro c'è quello che il crudele centauro indica come il pezzo forte della collezione... Mayumi Shiba.

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Mazinger Zeta arriva proprio quando sul quadrante del suo radar (e su quelli della base) fa comparsa un altro oggetto non identificato: un'enorme fortezza volante, che i nostri hanno intravisto solo sugli schermi della base il giorno in cui, inerti, hanno assistito all'invasione dei mostri di Mikeros.

Tetsuya, preparato da tutta la sua vita allo scontro con questi mostri, è l'unico a riconoscerla: è la Fortezza Mikeros, l'ammiraglia dell'esercito degli invasori. Vederla in azione è grave e ben poco rassicurante, tanto che lo stesso Direttore - in una comunicazione privata col pilota del Great - dà ordine di ripiegare.
Tetsuya, certo che Koji e Hiroshi siano in pericolo, procede comunque verso Yoshida insieme a Daisuke, preparandosi al peggio.

Sui quadranti, i piloti del Great Mazinger e di Grendizer guardano con apprensione crescente le bocche della Fortezza aprirsi.

Intanto, per Koji Kabuto, il peggio è già arrivato e consiste in un ghignante Comandante Humanos che lo invita a battersi, prendendosi la responsabilità per le migliaia di innocenti che verranno coinvolti nella loro lotta. Quando il mostro stritola con aria noncurante alcuni dei suoi scudi, Mazinger viene colto dalla rabbia: dopo aver raccolto Hiroshi, con una manata riesce a raccogliere il Duca Gorgon, schiacciandolo tra le mani senza la minima pietà (NdMaster:.... sigh!).
Per tutta risposta, un Humanos sempre più freddo uccide altri ostaggi, attribuendo la loro morte al gesto sconsiderato del sempre più agghiacciato pilota dello Zeta.

A questo punto, i piloti dei tre robot, tutti ora arrivati a Yoshida, capiscono che non è più tempo di tornare indietro. Messo al sicuro Hiroshi (ancora spaventato dalla sorte della sorella) sullo Spacer, si decidono ad affrontare il comandante di Mikeros e gli altri due mostri di supporto inviati dalla Fortezza dei nemici: il mostruoso volatile coi volti umani sul seno (visto la prima volta dalla Fortezza delle Scienze appena riemersa) e una sorta di squalo volante, in grado di sputare potenti getti di acido. Il Great Mazinger combatterà il primo; Grendizer (ancora in piedi sul suo UFO dallo scontro precedente) il secondo, mentre Mazinger Zeta se la vedrà con Humanos.

Il combattimento è durissimo: mentre il Great sembra avere ben pochi problemi col suo avversario, ciò non vale per Grendizer, la cui corazza viene ripetutamente infranta e accartocciata dai ripetuti attacchi dle nemico. Mazinger Zeta riesce a immobilizzare Humanos tenendolo per le braccia, mentre la destra da drago del mostro infierisce aprendo squarci sempre più profondi nel corpo del Gigante d'Acciaio.Non appena riesce a liberarsi dal suo avversario, schiacciando al suolo ciò che ne resta con la forza del suo Atomic Punch, Tetsuya va ad aiutare Koji.

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Il problema più grosso è quello di salvaguardare la vita degli scudi umani sul corpo di Humanos. Alla Fortezza delle Scienze, nessuno sembra troppo sicuro che la morte del mostro di Mikeros non si concluda in un'esplosione che lascerebbe ben poco scampo ai superstiti: Yumi avanza l'ipotesi che l'unica soluzione sia quella di rendere inattivi i quattro cervelli nelle teste del mostro. Mazinger Zeta, con la propulsione e l'affilatezza dei suoi Iron Cutter, riesce a distruggerne una, mentre il Great decapita l'altra con la sua Mazinger Blade.
Koji riesce a sfilare la rete di prigionieri dal corpo di Humanos, che ancora - animato dai suoi due cervelli rimasti e da una furia senza precedenti - vive. Ormai ridotto a un mostruoso gigante mutilato, che si regge in piedi solo grazia alla forza del suo odio, Humanos colpisce il Great sputandogli un getto di fiamma, e per l'ultima volta colpisce Mazinger Zeta con la sua enorme picca da battaglia, privandolo definitivamente di un braccio. Poi, Koji e Tetsuya riescono finalmente ad avere la meglio sul mostro, grazie a una fortunata combinazione di Breast Fire e Breast Burn.

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L'avversario di Grendizer, avendolo messo fuori combattimento, si muove contro il Great Mazinger, che lo uccide con un ultimo, disperato Thunder Break.

E' finita. Pur con i suoi morti, Yoshida è libera.

I nostri eroi non hanno tempo per gioire della loro pur amara vittoria. Il Direttore contatta Tetsuya su un canale esclusivo tra i due, e gli ordina di sterminare i soldati di Mikeros di Yoshida, prima che escano dalla città e diano l'allarme ai quartier generali vicini. All'obiezione di Tetsuya, che considera indegno uccidere degli avversari inermi, la reazione del Direttore è inamovibile. Nell'orrore generale dei suoi compagni, il Great Mazinger inizia a massacrare decine di esseri un tempo umani, in rotta disperata e completamente indifesi.
Tetsuya Tsurugi urla il nome delle armi del Great con una rabbia e un'angoscia che mai avrebbe pensato di provare.

Sradicando le fabbriche, Mazinger Zeta e Grendizer intanto liberano i superstiti. Cercano di non fare troppo caso all'orrore dei macchinari sotto di loro: vere e proprie catene di montaggio per lobotomizzare chirurgicamente grandi gruppi di esseri umani in serie. Hiroshi, libera la ragazza che ha accudito sua sorella per tutto questo tempo, malgrado un primo istante in cui lei - vedendosi davanti un essere dall'aspetto disumano - arretra senza riuscire a trattenere il disgusto. Il nome della ragazza, come Hiroshi viene a imparare nel viaggio verso la Fortezza, è Miwa.

Mazinger Zeta provvede a radere al suolo ciò che resta della città, in preda alla rabbia. Poi, presi e legati due alberi a croce, li pianta sulla piazza in onore dei morti innocenti che hanno versato il sangue nella liberazione.

Koji e Daisuke tornano alla base, esausti. Quando Daisuke urla a Yumi che non c'è la minima vittoria nell'essere responsabili di un massacro uguale a quello provocato dai propri nemici, Koji stacca le comunicazioni, stanchissimo. Trascinandosi fino all'infermeria, fa in tempo a salutare Maria e sussurrarle brava prima di svenire sul suo letto ed essere a sua volta ricoverato.
Anche Daisuke va verso l'infermeria. Non prima di aver abbracciato a lungo Hikaru e Goro. Tutti e tre si dichiarano soddisfatti della vittoria... tutti e tre sanno di star esternando soddisfazione principalmente per esorcizzare quello che davvero è successo.

Hiroshi lascia un biglietto sul lettino di Mayumi, per quando si sveglierà.
Avevo promesso che ti avrei portato fuori di lì. J.
E Jeeg, come spiega ai suoi compagni e ai professori, è il nome con cui dovrà essere chiamato davanti alla piccola.

Yumi va a trovare tutti, per primo. Benchè sappia cosa i piloti hanno passato, ricorda loro che questa è la prima, grande vittoria dell'Armata Mazinger su Mikeros. E che le perdite sarebbero state ben maggiori, senza di loro.

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Tutti discorsi che al momento, Tetsuya non può sentire. Dopo aver gettato il suo casco lontano da lui, sdraiato sull'erba - in una zona imprecisata tra la Build Base e Yoshida - il pilota del Great riflette su molte, molte domande a cui ancora non c'è risposta.

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